Farini, Bracchi: «Giù le mani dal 118: anzi, deve tornare il medico h24»

Il consigliere di minoranza ha dato vita al comitato “Vivere Sicuri in Alta Val Nure”. Bracchi: «L’Ausl assicura l’impegno però già un anno fa abbiamo subito un taglio, vigileremo»

A Farini nelle ultime ore la preoccupazione è salita per il futuro del 118. Il capogruppo di minoranza Giovanni Bracchi si è fatto portavoce delle ansie di un gruppo di cittadini, che teme un nuovo taglio dei presidi sanitari della zona. Tanto che Bracchi ha dato vita a un comitato - “Vivere Sicuri in Alta Val Nure” – a cui hanno già aderito alcuni residenti di Farini e Ferriere. «Si stanno rincorrendo voci – spiega il consigliere d’opposizione – su una prossima chiusura del Centro di Primo Intervento a Farini del 118, dopo che è già stata la sua apertura a sole 12 ore giornaliere con la presenza fissa del medico. Vogliamo far capire alle istituzioni che di chiusura del centro di Farini "non ne vogliamo nemmeno sentire parlare". Anzi, lotteremo perché venga ripristinato il medico con infermiere h24. Per il momento ci limiteremo a chiedere aiuto alle varie Amministrazioni, poi faremo intervenire i vari politici invitandoli ai nostri consigli comunali, di Farini e Ferriere. Poi se non ci ascolteranno passeremo alle maniere più drastiche». Bracchi si è già mosso e ha preso contatti con l’Ausl. «Mi assicurano che questo presidio non verrà ulteriormente toccato, che non c’è motivo per preoccuparsi: il 118 proseguirà con la sua attività. Però un occhio lo teniamo sempre aperto, anche perché un anno fa, quando è stata ridotta la presenza del medico (dalle 8 alle 20) non è stata per niente comunicata questa decisione alla popolazione. Già questo è stato un passo indietro non indifferente per il nostro territorio, quindi vigiliamo. Ricordando sempre che questa vallata è già svantaggiata rispetto a tutte le altre: siamo l’unica zona del territorio senza un ospedale, qua per ogni problema dobbiamo sempre andare a Piacenza».

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