Farmacie Comunali, per l’organo di vigilanza Bisagni e Gallini sono incompatibili

Antonio Levoni (Liberali): «C’è uno strano accanimento generale nei confronti dei due. I problemi di “Farmacie Comunali piacentine” sono altri»

Il Comune di Piacenza – lo ha ricordato l’assessore al bilancio Paolo Passoni durante l’ultima seduta del Consiglio comunale – non ravvisa problemi di incompatibilità nelle figure di Mario Bisagni e Pierpaolo Gallini. Il primo, amministratore delegato di “Farmacie comunali piacentine” (una delle società partecipate del Comune di Piacenza), e il secondo, presidente del Consiglio d’Amministrazione del socio privato delle Farmacie, “Fda”, non sono stati dichiarati incompatibili alla luce delle loro professioni di commercialista e medico. A segnalare il caso era stato il consigliere comunale del gruppo "Liberi" Massimo Trespidi. Ma c’è un parere legale – quello dell’avvocato Papa Abdoulaye Mbodj di Lodi, che fa parte dell’organo di vigilanza di Farmacie comunali – che va contro a quanto affermato dall'assessore Passoni. Secondo la legge 124/17 sulla Concorrenza (incompatibilità tra professione di medico e di socio di società che gestisce farmacie). Gallini, stando al parere dell’organo di vigilanza, è medico e perciò incompatibile. Bisagni è commercialista e legato da parentela uno dei soci di Fda: il figlio gestisce delle quote della moglie che in Fda ha una percentuale importante.

LEVONI (LIBERALI): «I PROBLEMI SONO ALTRI»

«È molto strano l’accanimento generale nei confronti di presunte incompatibilità dell’amministratore delegato nel Cda farmacie e del presidente della società che rappresenta i soci privati. Addirittura si fanno vivi a tal proposito anche i precedenti amministratori. Non capisco il perché si sprechino tante parole illazioni pareri e dubbi quando esiste un organismo ad hoc nominato dal precedente amministratore delegato Francesconi che dovrebbe assolvere appunto il suo ruolo di vigilanza. I problemi veri semmai sono altri e nonostante noi consiglieri comunali abbiamo cercato di evidenziarli convocando in commissione gli attuali amministratori delle farmacie comunali... nessuno ne parla o, meglio, non se ne parla a dovere. L’attenzione generale dovrebbe rivolgersi al miglioramento del servizio ai cittadini che dovrebbero fornire le farmacie comunali naturalmente tenendo anche presente che vi è un 49 per cento delle stesse di proprietà privata. Migliorare dunque il servizio 24 ore su 24 che, dati non solo economici alla mano, riscuote enorme successo; prevedere una speciale ed ulteriore farmacia alla stazione ferroviaria mettendo in campo ogni iniziativa al riguardo; concentrare gli acquisti dei farmaci magari rivolgendosi anche a chi li produce per spuntare prezzi ancora migliori ; di tutto ciò ne beneficerebbero sia i cittadini che i conti economici delle farmacie stesse; servirebbe una riorganizzazione del personale dipendente; un rilancio della para farmacia; azioni mirate di marketing ecc ecc. Da ultimo rivedere al più presto ciò che era stato previsto dal precedente Cda ed ora confermato dall’attuale consiglio di amministrazione: un premio di risultato per gli Amministratori che ammonterebbe circa al 25 per cento dell’utile aziendale annuale e cioè fino a 35.000 euro di premio su eventuali utili di 140.000 o 160.000 euro annui. Mi domando in quale società privata, pubblica o mista sia previsto qualche cosa di simile. Si cerca di fare bella figura applicando la legge Madia che prevede riduzioni dei compensi... e contestualmente si approvano premi di risultato esorbitanti. Speriamo qualche cosa cambi ed alla svelta che vada nella direzione giusta... servizi sempre migliori per i cittadini ed un giusto ritorno economico per i privati che hanno investito nelle farmacie acquistando il 49 per cento delle stesse».

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