Fauna selvatica, le liti fra i ministeri bloccano le soluzioni

I senatori Pisani e Vallardi (Lega) all’Assemblea Cia agricoltori: «Prima si risolva l’emergenza, poi si pensi alla gestione. Ogni anno 10mila incidenti, 19 morti e danni per milioni alle colture»

Il tavolo

«Quando viene meno il buonsenso e i ministeri vengono in contrasto - come è il caso delle Politiche agricole e dell’Ambiente - è impossibile risolvere i problemi. Le divisioni politiche hanno spesso impedito di arrivare alla soluzione dei problemi, come ad esempio quello grave del contenimento della fauna selvatica». Lo ha detto Gianpaolo Vallardi, ex presidente della Commissione agricoltura del Senato, intervenuto all’Assemblea Cia agricoltori di Piacenza, all'Università Cattolica, dove si è svolto il convegno “La gestione della fauna selvatica”. Alla giornata, ha partecipato anche il senatore Pietro Pisani. Alle critiche sui politici che accusano quelli che c’erano prima, Vallardi ha risposto «che io mi sono sempre assunto le responsabilità. Ci dicono che con noi al Governo le cose non funzionavano, non mi sembra che ora con il Pd vadano meglio. Senza parlare degli ostacoli posti dal M5s che facevano bloccare al ministero dell’Ambiente le nostre proposte».

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La legge sulla caccia 157 del 1992 parla soprattutto di protezione degli animali. Nella legge di Stabilità «ci sono tutte le soluzione per modificare la legge 157. Io sono il primo a cui dispiace sparare a un animale, ma 10mila incidenti, 19 morti e danni per milioni causati dagli animali selvatici mi sembrano eccessivi. Oggi c’è un’emergenza in agricoltura e va risolta: bisogna riportare a un numero sostenibile la presenza di animali, poi si può pensare alla gestione. Il solo il risarcimento agli agricoltori non basta, si deve abbattere i danni e chi li provoca, cioè chi devasta colture che danno il reddito alle aziende agricole. Un’altra piaga è rappresentata dall’abbandono dei territori, di quelli di montagna in particolare, e dai cambiamenti climatici. Chi se ne va lascia i territori sguarniti e senza quel minimo di manutenzione garantito dall’agricoltura». Secondo Pisani, «bisogna dare valore soprattutto al ruolo dell’agricoltore come imprenditore. E’ vero che gli agricoltori salvaguardano il territorio, fanno manutenzione, cercano di contrastare la crescita degli animali selvatici, ma l’obiettivo principale di chi gestisce un’azienda è fare impresa garantendo il reddito».

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