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«Fd’I deve puntare al 18%. Nel centrodestra si può litigare ma poi bisogna parlarsi»

Il deputato Foti all’incontro di Fd’I parla delle alleanze del centrodestra in vista delle Amministrative di Piacenza: «Serve un programma di dieci punti realizzabili. Fd’I deve dare una sua idea sulla logistica. Ascoltiamo Barbieri, che ci ha chiesto più qualità nelle liste»

Fratelli d’Italia a confronto in vista delle Amministrative cittadine. L’iniziativa, andata in scena in Sant’Ilario, ha visto tutti i dirigenti locali del partito tornare a discutere pubblicamente dopo il Covid, che ha interrotto quest’usanza. A organizzare l’iniziativa il coordinatore cittadino Marco Colosimo: «Siamo il partito della responsabilità, a Piacenza l’abbiamo dimostrato con la nostra lealtà nel centrodestra e l’azione politica. Dobbiamo essere la forza propulsiva al governo della città», ha detto l’ex consigliere. Dopo di lui hanno parlato Giancarlo Tagliaferri (cons. regionale), Erika Opizzi (assessore), Sara Soresi, Gloria Zanardi, Nicola Domeneghetti, Filippo Bertolini (cons. comunale), Giancarlo Migli (capogruppo).

L’intervento più atteso è stato quello del deputato Tommaso Foti. Non tutti possono saperlo, ma il decano della destra piacentina sta combattendo una battaglia “extrapolitica”, legata alla sua salute. Che non gli impedisce, tuttavia, di seguire da vicino l’attualità cittadina. «Le Elezioni – ha detto dal palco - non si vincono con la presunzione. Se qualcuno pensa di vincerle andando a direTommaso Foti-29“quanto siamo stati bravi e furbi”, non ha capito. È indubbio che questa Amministrazione abbia lavorato con meno personale rispetto ad altre, tra l’inchiesta dei furbetti del cartellino e il Covid con lo smart working dei dipendenti. E l’altra volta abbiamo vinto al secondo turno perché la candidata sindaco (Patrizia Barbieri, nda) aveva un grande feeling con l’opinione pubblica e la Giunta precedente (quella di Paolo Dosi, nda) aveva “rotto” con i piacentini».

Quindi, stavolta bisognerà rimboccarsi ancora di più le maniche. Il deputato ha messo in guardia dai possibili pericoli. «Se facciamo finta di non sentire che c’è una parte del centrodestra che, in questo momento, non è convinta e non è contenta, arroccandoci nel palazzo, sbagliamo. Le elezioni comunali di settembre sono lì a dimostrarlo». Per Foti bisogna essere inclusivi. Quindi – proviamo a tradurre il Foti pensiero – nessun problema con Forza Italia e i Liberali Piacentini. E perché no, è possibile discutere anche con i centristi, come Massimo Trespidi (e la "Buona Destra"?). «Il centrodestra ha bisogno di allargarsi, soprattutto adesso che stiamo tornando al bipolarismo, con il Movimento 5 Stelle organico al centrosinistra. Sento parlare della costruzione di un grande centro: una o due tre listarelle, come in passato, per poi unirsi al ballottaggio. Voglio dire questo. In una famiglia si può anche litigare, ci sono anche fratelli con cui non si parla per qualche anno. Ma se usi il cervello capisci che le radici sono le stesse. È indispensabile ricomporre il centrodestra».

Dal leader locale del partito della Meloni anche una sferzata sull’agenda politica del centrodestra. Capitolo logistica. «È ora di dare una risposta da destra, tutti i comuni della provincia si stanno facendo i loro conti sul futuro di questo comparto. Castelsangiovanni e Fiorenzuola vanno avanti. Piacenza cosa fa? Non si può rimandare una discussione. Fd’I se vuole essere il primo partito a livello locale deve dire come la pensa».

In generale «non serve fare un programma elettorale di 150 pagine che annoia le persone. Qua occorrono 7-8-10 punti, ma che si facciano». L’invito è ad un ragionamento sulla mobilità e i trasporti della città. «Come partito e prima forza dobbiamo dare noi una struttura alla città. E non intendo aspettare il candidato del centrosinistra prima di agire. Per me sono uguali, anzi, temo di più un candidato sconosciuto che uno conosciuto, di cui sappiamo già i difetti. Non dobbiamo aspettare di conoscere il candidato sindaco per parlare male di lui. Non vogliamo parlare male di loro in questa campagna, saranno loro a parlare male di noi. Che cosa c’interessa andare sul terreno avversario? Dobbiamo dimostrare che il governo del centrodestra non è stata una parentesi in mezzo agli anni di amministrazione della sinistra».

In campagna elettorale, probabilmente, si tornerà sicuramente a parlare di Giuseppe Caruso, ex esponente Fd’I condannato per mafia. «Ci siamo assunti delle responsabilità che neanche avevamo – ha detto Foti. Ma chi associa il caso Caruso a Fratelli d’Italia lo porto in Tribunale e poi gli dò due pedate. Non è emerso alcun coinvolgimento della sua attività politica nella condanna. La vicenda ci ha colpito umanamente, ma nessuno di Fd’I è rimasto coinvolto, quindi non accettiamo le prediche».

Il deputato ha invitato anche il centrodestra ad ascoltare le riflessioni del sindaco Barbieri. «Non dobbiamo fare finta neanche su quello che pensa il sindaco. Che ci chiede di elevare la qualità delle liste dei partiti e della civica». «In questi mesi – ha concluso dobbiamo dimostrare umiltà e capacità di ascolto quando incontriamo i cittadini. Lo chiedo agli altri partiti del centrodestra e a tutti gli assessori uscenti. Come Fd’i voglio essere chiaro: non possiamo fare un risultato sotto al 18%». «E non voglio gente che non si candida: ci si mette in gioco nella nostra lista, che deve essere forte. Poi si deve fare un bel risultato. Mica che qualcuno pretende già oggi un incarico, che porta anche sfiga. E quando si perde si fa opposizione. E se si vince ma non si viene nominati assessori si dà una mano in Consiglio».

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