Fedriga: «La Lega rimane l’unica risposta alle “balle” di Renzi»

Il capogruppo della Lega alla Camera a Piacenza: «Bonaccini invitava Renzi a rimanere sindaco di Firenze, ora è il suo braccio armato. Il Pd in questa regione vive di continui capovolgimenti in vista di una poltrona»

Rancan, Fedriga, Bossi e Pisani

Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera della Lega Nord, ha fatto visita alla sede di Piacenza del Carroccio per dare slancio alla campagna elettorale, sta vivendo gli ultimi giorni prima del voto di domenica 23 novembre. «Stiamo vivendo una campagna elettorale brutta – ha esordito il segretario provinciale Pietro Pisani - perché il nostro governatore è stato condannato un anno in appello per aver favorito il fratello. I colleghi della sinistra han sempre detto di essere gli unici puliti, hanno avuto questo infortunio e si sono fatti prendere con le mani nel sacco. Anche loro non stanno meglio degli altri, e nel frattempo s’impegnano a distruggere il Paese. Tutti i giorni sentiamo le loro promesse mentre intanto - invece che aiutare chi ne ha bisogno - vediamo i profughi intascarsi soldi. In campagna elettorale stanno facendo promesse continue, dimenticando che il Pd ha sempre avuto il potere in Regione. L’ex assessore regionale al territorio – Paola Gazzolo, nda - dice che in caso di elezione farà qualcosa per il Piacentino. Se ne fregano di tutto e trattano gli elettori come se fossero degli sprovveduti. Ci sarà un buonissimo risultato del nostro movimento soprattutto a Piacenza, perché la gente è stanca di queste promesse non mantenute. I nostri quattro candidati sono giovani e competenti: abbiamo persone in grado di governare bene la Regione».

«Oggi sono qua – ha spiegato Fedriga, classe 1980 - per seguire l’attività del movimento durante l’ultima settimana di campagna elettorale in Emilia. I cittadini devono avere sotto gli occhi la differenza tra la Lega e la sinistra che guida da tanto tempo la Regione. Ho seguito la riforma del mercato del lavoro, tanto cara a Renzi: è un caso palese in cui il Pd ha abbandonato totalmente la difesa del lavoro, si è assoggettato ai grandi interessi imprenditoriali. Risponde solo a De Benedetti, non alle piccole medie imprese: bisogna ribadire che è il Pd a voler eliminare la tutela del lavoratore licenziato senza giusta causa. Vuole aiutare solo le grandi imprese che hanno fatto investimenti sbagliati, facendo pagare il costo di queste gestioni sbagliate di grandi aziende licenziando i lavoratori. È un assalto alla diligenza per pagare le marchette a chi sostiene Renzi alla guida del Paese.  Fare una riforma del lavoro a costo zero vuol dire prendere in giro la gente».

«La detassazione di 5 miliardi alle imprese – ha continuato Fedriga - è una balla colossale. Questi soldi vengono da altri tagli, ad esempio i 3,3 miliardi di fondo per l’abbassamento fiscale. Facendo sparire alcune diminuzioni delle tasse, si capisce che c’è un miliardo di tasse in più sul mondo del lavoro. Renzi fa troppi calcoli fantasiosi, aumenterà anche la benzina, verrà eliminato lo sconto per i gasoli agricoli, e l’eliminazione dello sconto per il riscaldamento nelle aree montane. Verranno tolti cento milioni per i lavoratori usuranti, altri cento milioni per il fondo di disabilità. È una manovra politiche dettata da “balle”. In Emilia nel frattempo ci sono banderuole che cambiano leader in base alla garanzie che hanno per la prossima poltrona. Guardate Bonaccini, il candidato del centrosinistra, diceva che Renzi era meglio che facesse il sindaco di Firenze e ora è il suo braccio armato. Come ci si può fidare di persone che cambiano idea così spesso? Vengo da una regione in cui la Serracchiani guida la regione dopo essere stata bersaniana. Il Pd in Emilia ha visto continui capovolgimenti: la parte non renziana si è subito uniformata, andando nella direzione opposta agli interessi del Paese. Comportandosi così, fanno promesse che vengono regolarmente disattese per tutelare l’interesse del momento di qualche padrone a cui devono rispondere.  La nostra campagna elettorale racconta la verità: sono convinto che i nostri risultati saranno di altissimo livello: butteremo giù prima o poi quel muro di omertà che in questa terra ha resistito per troppo tempo. Le cooperative rosse in Emilia sono lobbies di potere economico che gestiscono i voti della Regione: speriamo che la gente se ne renda conto. La Lega rimane l’unica risposta alle balle di Renzi, visto che il Movimento 5 Stelle ha abbandonato la lotta al malcostume, diventando uno dei più tristi movimenti da prima repubblica».

«Gli ultimi giorni - spiega il candidato Matteo Rancan - sono quelli più importanti, in tanti scelgono all’ultimo dove schierarsi. È importante andare a votare, per lamentarsi dopo bisogna votare prima. A queste elezioni si può votare gratis – afferma in modo ironico facendo riferimento alle Primarie del Pd - non bisogna pagare due euro per recarsi ai seggi. Il voto alla Lega è utile, le uniche risposte concrete le facciamo noi e portiamo a casa i risultati sul territorio. Abbiamo raccolto 500mila firme contro l’abrogazione della legge Fornero, non scherziamo su certi temi come lavoro e pensioni. Nel mio programma si parla di un fondo per la tassazione delle start up proposte da under 35. Questa mattina ho fatto un banchetto in stazione a Piacenza: i pendolari mi fermavano per chiedermi del collegamento veloce Piacenza-Milano: sento di impegnarmi per portare a casa anche questo risultato se sarò eletto».

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«È brutto da dire – prosegue l’altra candidata presente, Loredana Bossi - ma c’è molto malcontento in giro verso la politica. Ho girato il territorio e i problemi sono tanti, c’è disoccupazione, ci sono aziende chiuse e spesso avremmo fondi europei a disposizione delle aziende che nessuno va a prendere. Io mi propongo come anello di congiunzione tra regione e impresa, farò presente al territorio tutti i fondi a disposizione. Facciamo sì che i piacentini vadano a votare».

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