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Ferriere, Tasi “ritoccata” e minoranza all’attacco: «Una stangata»

Passa in consiglio l’aumento della Tasi dello 0,5 per mille. Il gruppo consiliare di minoranza attacca la giunta Malchiodi: «Si vantano di essere una maggioranza monocolore di “Forza Italia”, criticano il governo Renzi, e poi alzano le tasse disattendendo le promesse elettorali di due anni fa»

Il consiglio comunale di Ferriere, nei giorni scorsi, ha approvato il bilancio previsionale 2015, pareggiando a quota un milione e 855 mila euro. Il documento, approvato dalla maggioranza a sostegno del sindaco Giovanni Malchiodi, non ha però ricevuto il voto favorevole del gruppo consiliare di minoranza “Ferriere di tutti”. I consiglieri d’opposizione Giancarlo Opizzi e Alessandro Mainardi hanno inoltre fortemente criticato l’aumento della Tasi, ritoccata dall’1,5 per mille del 2014, al 2 per mille di quest’anno. «Ci è sembrata una vera e propria stangata – spiega Mainardi – contro il mercato immobiliare locale, già abbastanza fermo. Dall’aumento della Tasi il Comune ricaverà solamente 80mila euro: in un bilancio che pareggia quasi a due milioni di euro, si poteva pensare di trovare altrove le risorse necessarie per non creare disavanzi». Secondo il gruppo di minoranza, l’Amministrazione dovrebbe pensare a rivedere la spesa corrente.

«A nostro parere non si vuole risparmiare su diverse voci, come ad esempio le spese di telefonia dell’ente – che superano i 4mila euro all’anno – e le incalcolabili spese di rappresentanza, diluite e spalmate in più punti all’interno del bilancio». I due rappresentanti di “Ferriere di tutti” hanno sollevato critiche anche al bilancio dell’anno precedente. «Presentava qualche irregolarità: ci siamo accorti che 37mila euro di residui attivi sono stati aggiunti senza rendicontare in modo dettagliato le vere entrate riscontrate dall’ente. Su questo ci vorrebbe più chiarezza». «Si professano di centrodestra – conclude Mainardi -, addirittura si vantano di essere il primo gruppo monocolore di “Forza Italia” nel Paese, criticano il governo Renzi, e poi alzano le tasse, dopo aver promesso di dimezzarle, per mantenere spese che non stanno né in cielo né in terra. Purtroppo ci stiamo accorgendo che stanno completamente disattendendo il programma elettorale con cui erano stati eletti nel 2013: quando cercavano il voto parlavano di aliquote vicine al minimo e invece la realtà è molto diversa».

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