«Festa della Liberazione, si celebra il futuro non solo il ricordo del passato»

Il 25 aprile il Pd di Piacenza organizza un momento di incontro aperto a tutti che si concluderà con un brindisi alla democrazia, alla libertà e alla pace. L’appuntamento è alle 12 in via Roma 187

(Repertorio)

Il 25 aprile il Partito democratico sarà in tutte le piazze per festeggiare, nell’ambito delle iniziative istituzionali, la Liberazione dal nazifascismo. Inoltre a Piacenza terrà, presso la propria sede addobbata per l’occasione, un momento di incontro aperto a tutti che si concluderà con un brindisi alla democrazia, alla libertà e alla pace. L’appuntamento è alle 12 in via Roma 187.

«Come ricordava Primo Levi - si legge in una nota della segreteria provinciale del Pd - se il nazionalsocialismo avesse prevalso (e poteva prevalere) l'intera Europa, e forse il mondo, sarebbero stati coinvolti in un unico sistema in cui l'odio, l'intolleranza e il disprezzo avrebbero dominato incontrastati. Sono parole di grande e drammatica attualità: al di là di ogni ideologia, l’attacco alla libertà e alla democrazia trova in questi anni sponde nuove su cui attecchire, in Italia e in Europa. Celebrare e festeggiare il 25 aprile non riguarda solo un elemento legato al ricordo di chi, per scelta, preferì anche perdere la vita piuttosto che continuare a subire una tirannia quotidiana e invasiva, ma significa soprattutto, oggi, parlare di futuro. La Liberazione del Paese dal nazifascismo fu un fatto di popolo, prima che di politica – prosegue la nota - Ce lo ricorda il presidente Mattarella che in un recente incontro a Carpi ha sottolineato come il popolo italiano, nel suo complesso, seppe reagire alla barbarie. Recuperò gli ideali di libertà, di indipendenza, di solidarietà, di fratellanza, di umanità, di pace che avevano ispirato i migliori uomini del Risorgimento. Vi fu una reazione diffusa e corale. Vi furono le avanguardie che, prendendo le armi, costituirono le formazioni partigiane – sono le sue bellissime parole - Vi furono i militari italiani che, come a Cefalonia, si ribellarono al giogo tedesco, pagando un altissimo tributo di sangue, o che combatterono accanto ai nuovi alleati, nel nome degli ideali, ritrovati, di libertà e democrazia. Vi furono quei più di seicentomila soldati, che rifiutarono di servire l'oppressore sotto il governo di Salò e che vennero passati per le armi, torturati, deportati nei campi di prigionia in Germania. Vi furono gli operai che scioperarono nelle fabbriche, gli intellettuali che diffusero clandestinamente le idee di libertà, le donne che diedero vita a una vera e propria rete di sussistenza per partigiani, perseguitati e combattenti.”Questi sono i valori a cui volge il Partito Democratico nel sottolineare la necessità che le forze democratiche ritrovino quello stesso spirito unitario che consentì al Paese di rinascere».

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