«Fiazza presidente fazioso, interpreta le regole a favore dell’Amministrazione»

Atto d'accusa di Fratelli d'Italia al presidente del consiglio comunale. «Fa da stampella all'Amministrazione, fa quello che vuole e non riesce ad avere il numero legale per le sedute»

Christian Fiazza

Fratelli d’Italia lancia un duro atto d’accusa nei confronti del presidente del consiglio comunale Christian Fiazza, accusato di imparzialità nel suo ruolo istituzionale. Lo scontro tra il gruppo consiliare rappresentato da Erika Opizzi e Tommaso Foti e l’esponente del Pd che un anno fa ha sostituito alla presidenza di Palazzo Mercanti Claudio Ferrari – in seguito a una staffetta interna decisa a tavolino dal partito – arriva dopo che gli ultimi due consigli comunali sono stati sospesi in seguito alla mancanza del numero legale in maggioranza. «Fiazza ha la memoria corta quando parla di noi dell'opposizione – osserva Opizzi - o è in malafede. Se non diventava presidente del consiglio avrebbe trasformato in un caso di Stato la sua vicenda, siamo andati avanti con questa storia per mesi e mesi. Il modo in cui lo è diventato è grottesco: la sua presidenza è nata da un giro di seggiole e “contentini”. Alla sua votazione eravamo usciti dall’aula per questo motivo». La mancata fiducia in Fiazza dell’opposizione, secondo Opizzi, è risultata previdente, alla luce del suo comportamento successivo. «Ha cominciato a dare i primi segni di non correttezza quando a gennaio, sulla proposta di utilizzare i militari per pattuglie in città, non voleva che Foti facesse sua una mia mozione. Rinviò la discussione alle sedute successive. Peccato che nel frattempo il sindaco uscì sui giornali – facendo bella figura - con una lettera al prefetto in cui chiedeva la stessa cosa. Fu il primo sgambetto, fatto passare per un’ingenuità da Fiazza: ma sappiamo bene che non è un novellino della politica».

«L’apoteosi – prosegue Opizzi - si è raggiunta quando abbiamo chiesto in una conferenza dei capigruppo dedicata all’illuminazione pubblica di mettere a verbale la richiesta di un parere del segretario generale del Comune sul tema. Fiazza poi disse che, a parte la Quagliaroli del Movimento 5 Stelle, nessuno aveva chiesto questo parere. Da allora non vado più alla conferenza dei capigruppo. C’è una gestione pressapochista che fa da stampella all’Amministrazione. Nessuno della minoranza partecipa più a queste conferenze, è Fiazza che gestisce l’organizzazione del consiglio comunale. Inoltre non sa fare i conti: è da maggio che la maggioranza non ha il numero legale per fare le sedute». «Si è visto – conclude - anche nella discussione sul bilancio preventivo: mancava il numero legale in una seduta e noi dell’opposizione c’eravamo. Vogliono scaricare la responsabilità sulla minoranze che fa mancare il numero al momento del voto, ma Fiazza prima di convocare dovrebbe capire se dispone del numero legale. Vediamo se lunedì 1 agosto sono tornati dalle ferie, noi come sempre ci saremo». Alla conferenza dei capigruppo, che coordina e decide i lavori del consiglio comunale, non partecipa più alcun esponente dell'opposizione.IMG_20160729_122652-2

Anche Tommaso Foti evidenzia il comportamento del presidente. «Dice che noi siamo sempre in campagna elettorale, noi…Detto da lui che vuole candidarsi a sindaco... Fiazza è un presidente “extra-uterino”: non è stato concepito all’interno dell’organo istituzionale, ma fuori. Noi abbiamo sempre utilizzato il consiglio esclusivamente per rappresentare la volontà dei cittadini. Se non fosse così spocchioso e poco avveduto, dovrebbe chiedersi come mai a differenza di Ferrari non riesce a convocare conferenze dei capigruppo che non siano deserte. La nostra sarà una protesta oltre le righe, ma avrebbe potuto impegnarsi per farla rientrare, invece fa quello che vuole. Fiazza è figlio di una staffetta, è inutile che perda le staffe. Lo disse pure la Rocchi dei Moderati che la sua elezione era frutto dei partiti. È stato il segretario provinciale del Pd a dire che era un uomo di partito nel comunicato che salutava la sua elezione. Hanno premiato uno dei pochi tesserati del Pd rimasti a Piacenza, non è stato eletto per essere una figura "terza" nelle discussioni del consiglio.

Ricevette tra l’altro il voto di Colosimo dell’opposizione, che gli diede un’apertura di credito. Ora anche lui non partecipa più alle conferenze. Fiazza si inventa e interpreta le regole sul momento, è fazioso Ha organizzato consigli nei giorni non canonici – lunedì e venerdì – per agevolare i suoi e impedire la presenza di altri. Evitasse col caldo di dimostrare che è stato troppo il sole. Capisco che ha problemi di futuro politico, visto che ha già fatto due mandati e il Pd ha messo questa regola. Dovrebbe infatti ottenere una deroga per rimanere per la terza volta, oppure fare direttamente il candidato sindaco. Faremo il tifo con lui perché possa fare nuovamente il consigliere. E speriamo che ci rimanga anche se non disporrà dell’indennità da presidente del consiglio». Foti interviene anche sulle mancanze del numero legale nelle ultime due sedute, che hanno bloccato il voto sull’area del Consorzio Agrario. «Noi non giochiamo a far mancare il numero, chiediamo solo che sia presente la maggioranza. È legittimo che l’opposizione voglia del tempo per il progetto del Consorzio Agrario. La maggioranza torna dalle vacanze perché sarebbe sennò una omissione del bilancio, un mancato rispetto delle norme. Entro 20 giorni il prefetto dovrebbe farli votare altrimenti dovrebbe sciogliere il consiglio. Questo è il loro senso di responsabilità. Qualcuno gli avrà detto che salta la poltrona se non tornano il 1 agosto a votare, ed eccoli di ritorno. È una presa in giro per la città. A noi della minoranza non ci impedisce nessuno però di raccogliere le firme e convocare un consiglio il 14 o 16 di agosto».

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