Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

«Fiducia sulla spending review è l'ennesima ingiustizia ai cittadini»

Intervento di Luigi Gazzola dell'Idv di Piacenza: «Un taglio insensato a risorse destinate ai servizi pubblici e a sostegno dello stato sociale che lascia intravedere il disegno di destrutturare la pubblica amministrazione»

«Perfino gli americani, che di democrazia se ne intendono, dalle colonne del conservatore Wall Street Journal si sono accorti che Monti "rappresenta un'anomalia in Europa: un leader non eletto che realizza impopolari cambiamenti”. Non se ne sono accorti purtroppo i parlamentari italiani che hanno supinamente votato l’ennesima fiducia sulla spending review. Un provvedimento che cela una nuova manovra “ingiusta, iniqua, inefficace e pericolosa per la tenuta del sistema dei servizi ai cittadini, fatta di tagli lineari e non di vera lotta agli sprechi" – come ha sostenuto Antonio Di Pietro nell’annunciare la contrarietà dell’Italia dei Valori». Lo afferma in un intervento sulla spending review, il piacentino Luigi Gazzola dell'Italia dei Valori Piacenza.

«Un taglio insensato a risorse destinate ai servizi pubblici - afferma Gazzola - e a sostegno dello stato sociale che lascia intravedere ormai chiaramente il disegno di destrutturare la pubblica amministrazione: come considerare diversamente i tagli lineari ai Comuni previsti da oggi al 2014. Tagli di spesa che legheranno le mani nell’erogare i servizi e renderanno più oneroso rispettare il patto di stabilità. Una mancanza di coraggio nella riduzione del numero delle province esistenti anziché nella loro totale soppressione che rischia di alimentare altrettanto inutili battaglie campanilistiche. Tutto questo grazie a una maggioranza disposta a rinunciare alle prerogative parlamentari votando la fiducia, sorda ai richiami del Capo dello Stato sui confini e gli abusi della decretazione d’urgenza, preoccupata di dare risposte all’Europa in termini di quadratura dei conti piuttosto che agli italiani, oltre che di tirare a campare fino alla fine della legislatura».

«Tutto questo - sottolinea l'Idv - mentre la recessione incombe e l'Istat certifica nel secondo trimestre di quest'anno un calo del 2,5% del prodotto interno lordo rispetto allo stesso periodo del 2011 in tutti e tre i settori dell'economia: agricoltura, industria e servizi. Mentre peggiora la produzione industriale e crescono fallimenti e licenziamenti.   Una china pericolosa per la nostra economia cui non corrispondono provvedimenti adeguati da parte del governo. Non la drastica riduzione di stipendi e pensioni, nemmeno la tassazione su famiglie ed imprese ma scelte anticicliche per mantenere il livello dei consumi attraverso la riduzione della tassazione sulle imprese che investono in Italia e sulle buste paga, per favorire la crescita reperendo risorse da grandi capitoli che, fino ad ora, l’esecutivo si è guardato bene dal toccare. Innanzitutto i 110 miliardi esportati in Svizzera e gli oltre 100 miliardi di capitali scudati tassati in modo ridicolo. Ancora, riportando le banche al loro ruolo di servizio per l’economia reale e facilitando l’accesso al credito per le pmi e gli artigiani, in modo da mantenere in vita le attività nell’interesse di tutti».

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