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Finanziamento illecito ai partiti: i soldi ottenuti con i bonifici e registrati nel bilancio

Processo a 10 tra politici Pd e Pdl e organizzatori di campagne elettorali. Sentiti alcuni testimoni: operazioni trasparenti. Tra gli imputati anche la Biomedica Santa Lucia che avrebbe versato contributi di alcune migliaia di euro ai due schieramenti, registrando sempre i fondi nei bilanci

Erano regolari i contributi destinati ai partiti per le campagne elettorali - di alcuni candidati Pd ed ex Pdl - delle Regionali 2010 e per le primarie di coalizione del centrosinistra. I soldi sono stati ricevuti dai partiti tramite bonifici, quindi tracciati, e c’è anche chi aveva rilasciato la ricevuta, anche se non obbligatoria, all’imprenditore che aveva effettuato la donazione.

E’ quanto emerso il 16 dicembre, dai testimoni chiamati al processo nei confronti di 10 persone accusate di finanziamento illecito ai partiti e, solo una anche di falso in atto pubblico. Davanti al giudice Gianandrea Bussi, pm Monica Bubba, ha preso il via l’udienza per ricostruire una vicenda complessa a cui il pm Antonio Colonna aveva chiesto di mettere la parola fine alla fine di gennaio di quest’anno. Colonna aveva chiesto l’assoluzione per gli imputati al gup Elena Stoppini, ma il giudice non l’aveva accolta rinviando gli atti alla procura. Secondo il pm tutti i fondi erano stati iscritti a bilancio dall’imprenditore Bruno Giglio, amministratore della Biomedica Santa Lucia. Si tratta di diverse migliaia di euro.

GLI INDAGATI Nell’inchiesta, partita nel marzo del 2014, erano stati indagati l’ex vicesindaco Francesco Cacciatore, il consigliere regionale Marco Carini, entrambi Pd, e il consigliere regionale Andrea Pollastri del Pdl (assistito dall’avvocato Luigi Salice). Tutti avrebbero ricevuto soldi illeciti per la campagna elettorale per le regionali del 2010 e per le Primarie del 2012.

Nel Pd piacentino, erano stati indagati anche Piera Marchi, Paolo Rezzoagli, Marcellina Anselmi (tutti, insieme con Cacciatore e Carini, assistiti dall'avvocato Paolo Fiori) e Sergio Driganti (difeso da Sabrina Erba). Per il Pdl, oltre a Pollastri erano finiti nell’inchiesta anche Anita Piccioni (difesa dall'avvocato Corrado Prandi), responsabile amministrativo del partito.

Imputata di falso in atto pubblico è anche Anna Zambarbieri, impiegata nello studio del commercialista che segue l’azienda Biomedica Santa Lucia. Secondo la Guardia di finanza, che ha svolto le indagini, avrebbe ritoccato un documento relativo alla presenza delle delibere.

Secondo la procura, sarebbe mancata la delibera dei contribuiti da parte del consiglio d’amministrazione di Biomedica. La delibera, per la legge sul finanziamento ai partiti, è obbligatoria. L’inchiesta avrebbe appurato che i finanziamenti erano comunque contenuti nei bilanci dell'azienda. Da qui, la richiesta di assoluzione poi respinta. L’inchiesta, partita da una segnalazione della Corte dei conti, toccò altre città ma in tutti i casi si arrivò alle assoluzioni dei politici coinvolti perché venne dimostrata la trasparenza dei contributi.

IL PROCESSO In aula, tra gli altri, sono stati sentiti come testi Tommaso Foti, consigliere regionale Fratelli d’Italia; Mario Angelillo, tra gli organizzatori delle campagne del Pd; Matteo Bongiorni, responsabile organizzativo del Pd; Antonella Ghioni, impiegata amministrativa della Biomedica Santa Lucia.

Tutti hanno ricordato come la campagna elettorale prevedesse il contatti di possibili supporter finanziari, anche se non mancavano donazioni spontanee. In tutti i casi, il denaro arrivava tramite bonifico bancario - che consente la tracciabilità e la trasparenza - e veniva rilasciata dai partiti una ricevuta. Biomedica Santa Lucia, invece, oltre ad agire solo attraverso bonifici annotava quei contributi nel bilancio aziendale. Un altro punto in comune, infine riguarda i candidati: nessuno di loro, secondo i testi, si è mai speso in prima persona per il recupero di risorse per la campagna elettorale, anche perché c’erano i vari comitati che se ne dovevano occupare. Il processo è stato rinviato al primo febbraio, quando parleranno gli imputati e, al termine, potrebbero esserci la requisitoria del pm e le arringhe dei difensori.

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