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Fondi per migliorare la qualità dell’aria, «Priorità alle zone più inquinate, a partire dal Piacentino»

Accolto alla Camera l’ordine del giorno del deputato Zanichelli (M5S): «Non possiamo dimenticare che l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell'ambiente ha definito “preoccupante” la qualità dell'aria soprattutto in Pianura Padana, citando anche Piacenza»

«I 115 milioni di euro per i prossimi tre anni destinati dal decreto-legge cosidetto “Fondone” al fine di mettere in campo interventi per il miglioramento della qualità dell’aria dovrebbero essere destinati in via prioritaria alle zone più colpite dall’inquinamento e quindi anche al Piacentino che, purtroppo, è tra le aree più altra concentrazione di polveri sottili». Lo chiede, come firmatario. in un ordine del giorno accolto ieri alla Camera il deputato emiliano del M5S Davide Zanichelli. «Ritengo molto positivo il fatto che la richiesta sia stata accolta e ora mi aspetto che il governo valuti attentamente la situazione della Pianura Padana in generale, e del Piacentino in particolare, affinché risorse adeguate siano attribuite proprio a queste zone», commenta Zanichelli. «Non possiamo dimenticare che l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell'ambiente ha definito “preoccupante” la qualità dell'aria soprattutto in Pianura Padana, citando anche Piacenza, dove la concentrazione di polveri sottili supera i 25 microgrammi per un lungo periodo, quando la soglia limite indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità è di 10 microgrammi di polveri pm 2,5 per ogni metro cubo d'aria».

«Il problema è gravissimo per la nostra salute, come purtroppo dimostra l’alto tasso di malattie correlate. L’inquinamento nella nostra Pianura è dovuto, secondo le ricerche, per il 34% al trasporto merci, per il 20% al riscaldamento e per il 19% all’agro-zootecnia. Senza interventi su queste voci, assisteremmo all’aggravarsi della situazione, con gravi conseguenze sul piano della salute, dei costi sanitari e di quelli economici», prosegue Zanichelli. «I fondi a mio avviso, come è scritto nell’interrogazione, devono quindi essere utilizzati per incentivare l’indispensabile transizione green, per esempio vincolandone l’assegnazione a piani di passaggio delle merci da gomma a ferro, ad arresto per il riscaldamento e teleriscaldamento a biomasse e alla progressiva riduzione dei capi animali allevati in certe zone» conclude l’esponente del M5S.

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