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Fonti energetiche di Biomasse, Foti: «La normativa pregiudica l'esercizio degli impianti esistenti prima del 2011?»

“È evidente che la deliberazione dell’Assemblea legislativa 51/2011, 'Individuazione delle aree e dei siti per l'installazione di impianti di produzione di energia elettrica mediante l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili eolica, da biogas, da biomasse e idroelettrica’ (attuativa del decreto del ministro dello Sviluppo economico del 10/09/2010 ‘Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili’), non è in grado di determinare una reale e sensibile diminuzione degli agenti inquinanti, mentre agisce in modo indiscriminato sull’esercizio degli impianti a fonti rinnovabili alimentati a biomassa già esistenti prima dell’entrata in vigore della delibera”. 
A sostenerlo, in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, è Tommaso Foti (Fdi-An), che aggiunge: la delibera agisce invece "in modo significativo sul bilancio economico degli impianti, pregiudicandone l’esercizio e il legittimo affidamento in funzione degli impegni già assunti dalle imprese sulla base delle norme previgenti”.  Per gli impianti a biomassa esistenti, sottolinea, “raggiungere un ‘saldo zero’ non è tecnicamente possibile, mentre una compensazione delle emissioni con altre azioni, in ragione della durata del periodo di incentivazione, è economicamente impossibile”.

Per Foti, la delibera regionale “interpretata in senso più restrittivo” la normativa, “in contrasto - evidenzia - con i principi costituzionali relativi alla retroattività delle leggi, nonché con l’esigenza di certezza dell’ordinamento giuridico, in quanto coinvolge impianti già autorizzati e funzionanti, quindi con diritti acquisti alla pari degli altri impianti produttivi con emissioni in atmosfera”.

Per queste ragioni, relativamente agli impianti alimentati a biomassa attivati prima dell’entrata in vigore della delibera 51/2011, il capogruppo Fdi-An chiede alla Giunta “se per ‘raggiungimento del saldo emissivo’ deve intendersi il saldo fissato nel piano di adeguamento progressivo raggiungibile esclusivamente con una riqualificazione tecnologica”.  Foti vuole sapere, inoltre, se "per 'raggiungimento del saldo emissivo' debba intendersi quello tecnicamente fattibile e economicamente sostenibile per l'impresa in ragione della durata del periodo di incentivazione e del legittimo affidamento". Il consigliere, infine, domanda se "per gli impianti esistenti, nelle more della definizione con l’autorità competente del ‘piano di adeguamento progressivo’, la detta autorità rilasci il rinnovo dell’autorizzazione al fine di dare possibilità alle imprese di proseguire l’attività e di potere fare fronte agli impegni assunti”.

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