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Forza Italia: «Anche questa volta con Putin»

Il coordinatore provinciale Jonathan Papamarenghi elogia il comportamento del presidente russo sulle questione internazionali

«L’abbiamo constatato e detto tante volte: è certo paradossale che oggi ci troviamo su diverse questioni dalla parte della Russia, una situazione che un tempo (un tempo per diversi aspetti molto diverso da oggi) avremmo considerato impensabile. Ma è così, e questo lo dobbiamo indubbiamente ai mutamenti non piccoli che nella grande nazione russa in tutti questi anni sono avvenuti, compreso il fatto che vi si respira un’aria certo molto più respirabile su alcune questioni di fondo di carattere etico-sociale e anche perché il comportamento del suo inossidabile Presidente si presenta lucido e coerente sia all’interno sia nella politica estera –forse, ahinoi, il più lucido sia tra i leader Europei che quelli delle altre, immobili, grandi potenze mondiali-.

Certo non è tutto oro quel che luccica e, se abbiamo più di un motivo per apprezzare Putin, la sua linea e la sua politica, non arriviamo certo a far di più erbe un fascio e a santificarlo acriticamente: si tratta solo di constatarne l’affidabilità, e la lungimiranza, su diverse questioni grosse e di cercare di essere obiettivi – ben più di quanto siano molti altri – nel concludere credibilmente riguardo a chi, effettivamente, metta maggiormente a rischio la pace in medio-oriente e nella regione caucasica.

Ecco allora perché siamo certamente tra quelli che lamentano non solo l’inopportuna (e pericolosa) proroga delle sanzioni economiche UE alla Russia di Putin, primo tra tutti Silvio Berlusconi che, su tale versante, ha dimostrato sempre un grande fiuto e una lealtà non facile a riscontrarsi altrove. Debolissime, invece, le argomentazioni di Cicchitto, il quale critica (oggi!) proprio tale politica filo-russa del nostro Presidente e la giudica controproducente. Insipienza e opportunismo al quadrato!

Peggio ancora nelle sinistre, dalle quali attendiamo di vedere una valutazione coerente e chiara. Che dire, intanto, di Renzi e del suo tentativo (frustrato) di farsi ascoltare a Bruxelles riguardo a una fine delle sanzioni? Apprezziamo il suo tentativo (di facciata?!) ma rileviamo una volta di più la grande differenza fra lo spessore – ed il seguito internazionale – di Silvio Berlusconi e quella del nostro autoeletto premier, a cui l’imitazione dello stile centrodestra non sempre riesce funzionante.

E allora come Forza Italia ribadiamo una volta ancora la necessità sia di un’Europa meno miope e capace di sguardi più lunghi che non siano solo tali velleità sanzionistiche – che notoriamente fanno male a chi le mette in atto al pari di chi le subisce -, bensì segnali di politica interna meno vacua e di politica estera più virile, che non abbia timore di schierarsi con chi, la nostra cultura e la nostra civiltà, è pronto a difenderla davvero».

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