Forza Italia e 5 Stelle lamentano scorrettezze nella campagna referendaria

Putzu: «All’Isi Marconi un funzionario del Comune spiegherà la riforma». I 5 Stelle: «I nostri manifesti per il No strappati e sostituiti con quelli del Comitato per il Sì»

Dal Movimento 5 Stelle arriva in consiglio comunale un appello al rispetto delle regole in vista del voto referendario. «Purtroppo – ha rilevato il capogruppo Mirta Quagliaroli - negli ultimi giorni ci sono arrivate diverse segnalazioni riguardanti i nostri manifesti elettorali del Referendum. I manifesti per il No sono stati strappati e sostituiti con quelli per il Sì. Sono cose che sono sempre accadute, non faremo denunce, però le regole vanno rispettate. Ognuno utilizzi i propri spazi, mi sono sembrate azioni poco intelligenti». Anche il monumento dedicato ai partigiani di Spagna, durante la seduta, è finito nel mirino dei pentastellati. «Il sondaggio nel sito del Comune per collocare il monumento in città non è molto trasparente. Non vengono registrati i nominativi di chi vota, una persona può votare anche dieci volte. Non è attendibile questo sondaggio online».

Filiberto Putzu (Forza Italia) ha invece segnalato un’altra presunta anomalia della campagna referendaria. «All’Isi Marconi – ha riferito in aula prima di presentare un’interrogazione scritta - si organizzano incontri riservati agli alunni delle quinte, incontri monomarca, tutti orientati verso il Sì. Ci sono personaggi che propagandano per il Sì». In consiglio comunale siede un professore proprio della scuola chiamata in causa. «La scuola – ha detto Claudio Ferrari (capogruppo Pd e insegnante di religione) - ha chiesto che qualcuno esponesse la riforma. Perciò verrà un funzionario del Comune a esporre come è fatta. Gli studenti hanno chiesto di capire le modifiche al testo. Non c’è nessun elemento politico». L’annuncio di Ferrari ha scatenato le proteste di 5 Stelle e centrodestra, che non credono alla buona fede dell’iniziativa. Il funzionario comunale incaricato di spiegare la riforma è Ermanno Lorenzetti, vice segretario comunale. «Essendo un istituto che dipende dalla Provincia – ha rilevato poi Roberto Colla (Moderati) -  perché è un funzionario comunale e non dell’ente provinciale a spiegare la riforma?».

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