Foti: «Enorme sbaglio accorpare le competenze fallimentari a pochi tribunali»

L’interrogazione del parlamentare di Fratelli d’Italia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

«Accorpare le competenze fallimentari in capo a pochi tribunali di medio-grandi dimensioni rappresenterebbe una grave penalizzazione per i territori, gli operatori professionali e le imprese». È la denuncia dell’on. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha rivolto, sul tema, una interrogazione al Ministro della Giustizia. «La strada imboccata ad ottobre 2017 con la delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza – spiega Foti – lascia poco spazio ai dubbi. Gli effetti nefasti, nella sola Emilia-Romagna, colpirebbero tribunali come Piacenza, Ferrara, Ravenna e Forlì. Questi, infatti, in forza della nuova legge non avrebbero più procedimenti concorsuali, né giudici delegati e, dunque, perderebbero tutte le attività connesse». Uno scenario inaccettabile per il parlamentare di Fratelli d’Italia. «Oltre agli scontati problemi logistici per gli operatori del diritto, anche per i territori si andrebbe incontro a gravi disagi. Si pensi per esempio - sostiene Foti - a tutti gli attori che concorrono ai diversi livelli delle “crisi aziendali”: avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti. I professionisti verrebbero privati di interlocutori competenti ed a stretto contatto con i territori, con un impoverimento vero e proprio per le realtà colpite. Non solo, ma il disagio andrebbe a detrimento anche di tutti quegli imprenditori (grandi e piccoli) che non troverebbero più nel contesto in cui operano i necessari punti di riferimento di specialisti in materia di "crisi d'impresa”». Per il deputato del movimento politico di Giorgia Meloni il percorso intrapreso è del tutto errato. «Svuotare i tribunali medio-piccoli delle competenze in materia di fallimenti – spiega Foti – sarebbe sicuramente causa di pesanti rallentamenti delle procedure, essendo ben noto come i tribunali medio-grandi abbiano già un carico di arretrato notevole, che sarebbe destinato a crescere in modo esponenziale a causa dell’ulteriore carico di lavoro frutto di un eventuale accorpamento». L’appello di Foti al Ministro Bonafede è accorato: «Il Governo rinunci ad esercitare la delega nella parte in cui dispone l'individuazione dei tribunali concorsuali. Procedere lungo il tracciato ereditato dalla sinistra – conclude Foti – rappresenterebbe infatti un ulteriore passo verso la morte della cosiddetta “giustizia di prossimità”».

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