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Foti: «Evitare la proliferazione delle moschee mascherate»

A chiederlo, in una interpellanza alla Giunta, è Tommaso Foti (Fdi-An), che intervenendo dopo gli attentati di Parigi, sottolinea come in Italia “nei fatti non esiste alcuna norma di legge che disciplini i rapporti con la religione islamica

La Giunta “solleciti le amministrazioni comunali a una puntuale verifica dell’utilizzo degli immobili destinati alle associazioni di promozione sociale e, qualora siano riscontrate difformità al riguardo rispetto alle previsioni di legge, a invitarle ad assumere i dovuti provvedimenti”. A chiederlo, in una interpellanza alla Giunta, è Tommaso Foti (Fdi-An), che intervenendo dopo gli attentati di Parigi sottolinea come in Italia “nei fatti non esiste alcuna norma di legge che disciplini i rapporti con la religione islamica la quale, peraltro, non è organizzata tramite statuti: non si può negare la libertà religiosa, ma non si può, come invece oggi accade in Emilia-Romagna, stravolgere la lettera della legislazione vigente (ad esempio, in materia di associazione di promozione sociale) per favorire la proliferazione di moschee mascherate da centri culturali”.

Sul territorio regionale, rimarca il consigliere, si assiste “all’esponenziale moltiplicarsi di associazioni che, ancorché autodefinitesi associazioni di promozione sociale, nei fatti hanno come funzione esclusiva o prevalente quella di gestire luoghi di culto per le comunità islamiche in immobili privi dei requisiti urbanistici, strutturali e di sicurezza necessari”. “Emblematici- specifica- sono, per citarne alcuni i casi, i centri culturali islamici di Piacenza (via Mascaretti e via Caorsana), di Reggio Emilia (Boretto, Guastalla, Luzzara), di Modena (Castelfranco Emilia), di Ferrara (via Oroboni) e Cento (via Falzoni Gallerani), di Forlì (traversa di via Ravegnana)”. Il capogruppo Fdi-An, citando tre sentenze del Consiglio di Stato, evidenzia però che “la giustizia amministrativa in materia è univoca nel considerare come incompatibile con l’attività di promozione sociale ogni attività di culto”.

In conclusione, Foti sollecita la Giunta a “assumere iniziative per impedire un uso distorto della vigente normativa regionale in materia di associazioni di promozione sociale (segnatamente dell’articolo 2, comma 1, lettera d, della L.r. 34/2002), utilizzata, come è nei fatti, dalle comunità islamiche per l’apertura di veri e propri luoghi di culto mascherati da centri culturali”.

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