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Foti (Fd'I): «Il Governo ci vuole fregare la Camera di Commercio»

Lo afferma Tommaso Foti, parlamentare piacentino di Fratelli d’Italia

«Nel mentre la politica piacentina appare distratta da altre vicende non solo di rilievo nazionale, a Roma si pensa di sfilarci, senza tante scuse, la Camera di Commercio obbligandola o all’accorpamento coatto con quelle di Parma e Reggio Emilia o mandando qui un proconsole del Governo, esautorandone gli organi». Lo afferma Tommaso Foti, parlamentare piacentino di Fratelli d’Italia.
«Proprio alla vigilia di Ferragosto, quando quasi tutti pensano di riservarsi  qualche ora di riposo, in quello che viene chiamato il decreto per il sostegno e il rilancio dell’economia, è stato infilato dalla solita manina che intinge la penna nel calamaio di Union Camere un articolo - il 61 - che lascia 60 giorni alla Camera di Commercio di Piacenza per accorparsi con quelle di Parma e Reggio e trenta giorni a queste ultime per farlo. Diversamente - aggiunge Foti - la mannaia del Governo si abbatterà sulle tre Camere di Commercio,  con tanto di Commissario governativo e tanti saluti all’autonomia delle stesse e alle categorie che vi esprimono i propri rappresentanti». «Già in più occasioni ho denunciato - continua il parlamentare piacentino - l’assurda cocciutaggine del Governo centrale nel volere imporre accorpamenti tra le Camere di Commercio addirittura su base regionale, impedendo - o cercando di farlo - che Camere di Commercio di territori attigui ma di Regioni diverse potessero autonomamente decidere di unirsi, anziché vedersi imposto un matrimonio neppure d’interesse». «Oggi il Governo va oltre - denuncia Foti - e, pur in pendenza ancora di una decisione del supremo organo della giustizia amministrativa, decide in nome di una supposta semplificazione di liquidare le realtà produttive territoriali e le loro rappresentanze nel none di un dirigismo accentratore di ritorno che e’ poi la vera stella polare del Governo Conte». «Chissà se a fronte di una vera e propria porcata che colpisce l’economia piacentina - conclude il parlamentare di Fratelli d’Italia - qualcuno altro batterà un colpo, o continuerà a ritenere più utile continuare a contrastare l’ordinanza comunale che vieta di sedersi sui gradini di alcuni immobili, quasi fosse la battaglia politica del secolo». 


 

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