Foti: «I non autosufficienti delle case di cura devono poter scegliere il medico curante»

In un'interrogazione alla Giunta, il consigliere segnala il fatto che "la Fimmg di Piacenza ha denunciato un ulteriore e inaccettabile attacco a una delle libertà fondamentali del cittadino", diffidando l'Ausl a dare esecuzione ad atti contrari a quanto stabilito nell'Accordo nazionale e nell'Accordo integrativo regionale vigente'

La Giunta “si adoperi affinché l’Ausl di Piacenza promuova un incontro con la dirigenza locale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) per affrontare la situazione dell’assistenza medica nelle Case residenza per anziani non autosufficienti (Cra) nella sua complessità, nell’ambito della quale rientra sicuramente l’uso corretto del ricettario unico nazionale che configura il redattore come incaricato di pubblico servizio (o pubblico ufficiale) e, come tale, scelto secondo le norme di legge (e non da strutture private)”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, è Tommaso Foti (Fdi-An).

“La Fimmg di Piacenza- specifica il consigliere- ha denunciato un ulteriore e inaccettabile attacco a una delle libertà fondamentali del cittadino, quella di scegliere il medico curante, diffidando l’Ausl di Piacenza a ‘dare esecuzione a una delibera che ritiene, oltre che contraria a quanto stabilito nell’Accordo nazionale e nell’Accordo integrativo regionale vigente, irreversibilmente minare il rapporto di fiducia e di conoscenza medico-paziente che sta alla base dell’attività della medicina generale’”.

“Con delibera numero 145 assunta nel mese d’agosto, infatti- prosegue Foti- l’Ausl di Piacenza ha deciso di addivenire alla stipula di protocolli con le singole Cra per la fornitura di ricettari per prescrizioni a carico del Servizio sanitario nazionale e, nel contempo, di sospendere la scelta del medico di fiducia per gli ospiti delle stesse residenze, interpretando in modo quanto meno opinabile la lettera della delibera della Giunta 564/2000 ‘Direttiva regionale per l'autorizzazione al funzionamento delle strutture residenziali e semiresidenziali per minori, portatori di handicap, anziani e malati di Aids’”.

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