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Tommaso Foti (Fratelli d'Italia). Sotto, Antonio Agogliati e Sergio Pecorara (Fi)

Tommaso Foti (Fratelli d'Italia). Sotto, Antonio Agogliati e Sergio Pecorara (Fi)

Foti rimprovera Giunta e “azzurri”. Pecorara (Fi) tende la mano: «Chiediamo scusa per il malinteso»

Irpef, la maggioranza prova a chiarirsi dopo lo scontro tra Fi e Fd’I. Il sindaco: «La situazione è degenerata». Il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara va incontro alle richieste di Foti: «Un malinteso». Ma alcune espressioni riportate dall’onorevole non possono che far riflettere l'intero Consiglio

FOTI: «MAI DETTO DI VOLER AUMENTARE LE TASSE»

Tutti attendevano le dichiarazioni del gruppo di Fratelli d’Italia, affidate in questo caso al suo veterano. «Per quanto mi riguarda – ha esordito Tommaso Foti a muso duro, guardando il sindaco - non ho bisogno di avvocati difensori. È meschino e ipocrita quanto è stato dichiarato nelle ultime ore. Si è detto che Fratelli d’Italia voleva aumentare le tasse: non è vero. Le clausole di salvaguardia invocate in realtà non esistono, non potete chiamarle così, le può fare solo il Governo. Non esiste una clausola di salvaguardia in Comune». «Il bilancio previsionale è triennale – ha incalzato Foti -, ha un valore diverso. Il collegio dei revisori dei conti ha subito mandato un verbale in cui chiedono di intervenire con urgenza perché altrimenti non salvaguardiamo gli equilibri di bilancio del Comune. L’assessore al bilancio Paolo Passoni ha fatto delle simulazioni, su delega di tutti i consiglieri. Quando già molti consiglieri si erano detti a favore dell’aumento dell’addizionale Irpef, abbiamo aspettato il parere del sindaco e dell’assessore. Foti continua nel suo intervento. «Passoni poi ci ha detto che non era chiaro se dovevamo passare in Consiglio o no. Noi eravamo per discutere in qualsiasi caso la decisione della Giunta – se aumentare, sospendere o revocare la delibera – in Consiglio, anche se non ne avevamo bisogno, per metterci la faccia». «Su una chat di WhatsApp della maggioranza, martedì scorso il consigliere Levoni scrive che i “Liberali non vogliono l’aumento”. Io confermo che il bilancio è triennale, quindi il nostro “no” valeva per i tre anni. La Giunta e la maggioranza sapevano da martedì della nostra posizione. È ignorante chi dice il contrario!». Poi, dovrebbe seguire un’altra riunione per discutere faccia a faccia della questione. «Ma non viene indetta, qua è il circo, ci sono dei fancazzisti e quindi va bene così», esclama Foti nella sua ricostruzione. «In Giunta c’erano un assessore della Lega e uno di Forza Italia che erano d’accordo all’aumento delle tasse…era un naturale confronto fino a lì. Anche in quel caso abbiamo ribadito che se si decideva di non aumentare le tasse, era necessario fissare lo stop anche per il 2020 e il 2021». Stoppare l’addizionale Irpef significa inoltre tappare un buco da 4,5 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni per il 2021. «E nel 2019 i conti tornano solo grazie alle entrate straordinarie come la liquidazione di Imebep (che accade una volta sola)». Foti pretende le scuse per il suo gruppo. «O dicono che si sono sbagliati, o io querelo. Non prendo del “falso” quando alle riunioni interne ci sono certi consiglieri comunali che dicono che “non si è fatto niente in questi mesi e che la città fa schifo”. A questi suggerisco di dirlo anche qua in Consiglio se hanno coraggio».

 
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