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Fratelli d’Italia: «La nostra è opposizione di contenuti, possiamo governare»

Il partito rappresentato in Comune da Erika Opizzi e Tommaso Foti ricorda quanto fatto negli ultimi mesi a Palazzo Mercanti e annuncia le prossime battaglie: baratto amministrativo e rivi urbani

Fratelli d’Italia fa il punto della situazione sul suo impegno in consiglio comunale: il partito di Giorgia Meloni, rappresentato a Palazzo Mercanti dal decano Tommaso Foti (che è anche consigliere regionale) e dalla giovane Erika Opizzi, ricorda alcuni atti presentati e rilancia le battaglie del prossimo futuro.  «Abbiamo sollevato il problema – spiega Opizzi in una conferenza stampa - del contributo al Consorzio di Bonifica, che – abbiamo visto durante l’alluvione – è stato preso di mira perché i canali non avevano ricevuto una manutenzione adeguata. L’ordinario viene  spesso a mancare. Abbiamo proposto la commissione d’inchiesta sull’alluvione anche in Provincia e in Regione, ma non è stata istituita come invece avvenuto in Comune a Piacenza. Ci sono incongruenze documentate sull’operato svolto. Abbiamo parlato molto di Borgo Faxhall, una pratica lunga trent’anni di quel valore meritava il parere dell’ufficio legale voluto da noi. È stata persa una fidejussione, l’atto vero e proprio. Non si è mai capito come, e inoltre non abbiamo mai fatto niente per recuperare i soldi che ci doveva Coemi property. Dicono che sta procedendo tutto, ma tutta l’operazione è basata sulla vendita dei due immobili del Comune di via Verdi e via Scalabrini. Siamo ancora in attesa di comunicazioni da parte dell’assessore Bisotti».

Tra i rimpianti la mozione sul banco dei pegni venuto a mancare in città e il tavolo della trasparenza sul futuro della centrale di Caorso. «A breve proporremo di rivedere il piano urbano del traffico, tema affrontato da Cisini e Dosi in maniera raffazzonata e con interventi spot grotteschi come quello del Corso Vittorio Emanuele. Quella soluzione danneggia residenti e commercianti e le zone limitrofe che alla sera sono impraticabili a causa del traffico. Ci vuole una pianificazione totale, non interventi spot».

«Abbiamo fatto tante altre mozioni – aggiunge Tommaso Foti - come quella sulle foibe, su Piacenza capitale della cultura, sull’amianto. La nostra è un’opposizione di contenuti, non abbiamo cavalcato tutte le opinioni rendendoci contradditori. L’Amministrazione ha perso slancio negli atti e nella programmazione. È una giunta che tira a campare: è sempre meglio che tirare le cuoia, ma questa politica fa tirare le cuoia alla città. Stiamo perdendo appeal ogni di più. Prima di Expo avevamo detto che bisognava coltivare questa opportunità non solo nel “mordi e fuggi”. Ma ci vuole più ordine in città per dare l’idea della presenza del Comune in ogni luogo. Le aree verdi sono state abbandonate. Diciamo inoltre basta alle sperimentalizzazioni: sono anni che si va avanti con esperimenti uno peggiore dell’altro. Aggiorniamo il piano del traffico per far sapere a consiglieri comunali e ai cittadini gli obiettivi dell’Amministrazione». Foti ha annunciato le prossime battaglie in consiglio. «A breve ci occuperemo dei rivi urbani: la città è attraversata da un incrocio di rivi, il Comune contesta ai proprietari la manutenzione di quel bene. E’ un tema che non appassiona l’opinione pubblica, poi però ci si accorgerà che bisognerà pagare». «E poi c’è il baratto amministrativo. Il Comune può chiedere ai cittadini la loro collaborazione per diverse attività. La legge oggi lo consente, ben si sposa con il principio di sussidiarietà. L’ente locale delega alla comunità iniziative proprie. Insomma, tutte le nostre proposte e gli atti che presentiamo in aula – scritti a regola d’arte al contrario degli altri – dimostrano che abbiamo le carte in regola per dire di poter governare». 

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