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Mercoledì, 29 Novembre 2023
Crisi di Governo

Fratelli d’Italia: «Non condividiamo appello dei sindaci pro Draghi»

La nota dell’esecutivo provinciale di Piacenza di Fratelli d'Italia

«Da sempre Fratelli d’Italia sostiene che l'Italia ha bisogno di un governo con un chiaro mandato popolare, coeso e con un programma condiviso dalle forze politiche che lo sostengono per risolvere i problemi concreti dei cittadini. È l'esatto contrario di quello che si è visto in questa legislatura, caratterizzata da governi nati nel Palazzo e appoggiati da partiti divisi su tutto». Si legge in una nota dell’esecutivo provinciale di Piacenza di Fratelli d'Italia.

«La crisi del governo presieduto da Mario Draghi ne rappresenta solo il triste epilogo e non condividiamo affatto l’appello dei sindaci - poco importa che casacca politica indossino - affinché resti a Palazzo Chigi. Non condividiamo questa iniziativa, sia nel merito che nel metodo. Nel merito: Fratelli d’Italia crede che, in questo momento, l'Italia possa permettersi tutto tranne che un governo immobile, paralizzato dai giochi di palazzo e dagli scontri tra i partiti di maggioranza. Nel metodo: un sindaco rappresenta anche i cittadini che vogliono andare a votare e non appare affatto consono utilizzare la carica istituzionale ricoperta per finalità politiche o, peggio, di partito. Sono forzature che chi ricopre un ruolo istituzionale non dovrebbe permettersi, né tanto meno promuovere».

L'appello dei primi cittadini

Dai sindaci agli operatori sanitari, l'invito è unanime: Draghi deve andare avanti per assicurare una stabilità al Paese, sconvolto dalle difficoltà economiche e dalle ripercussioni geopolitiche della guerra russa in Ucraina. A spingere Mario Draghi a proseguire l'azione di governo ci sono 11 sindaci delle città più importanti d'Italia in una lettera aperta. Da Milano a Roma, da Genova a Torino, da Firenze a Venezia, arriva un appello bipartisan nel quale undici primi cittadini, compresi i presidenti di Anci, Upi e Ali, puntano il dito anche contro gli "irresponsabili" che hanno voluto aprire la crisi. "Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l'azione di Governo. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l'interesse del Paese ai propri problemi interni". "Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità" sottolineano i primi cittadini.

Anche la Cgil interviene sulla crisi di governo. In una nota della segreteria della sigla sindacale, si legge: “Siamo rispettosi delle soluzioni che il Parlamento dovrà individuare, ma ribadiamo con forza che la crisi sociale deve essere la priorità che tutti devono avere presente. Non è il momento di indebolire il Paese e bloccare le riforme”.

Il timore dei sanitari

Un appello accorato all'unità e alla responsabilità arriva anche dai rappresentanti delle principali professioni sanitarie. "Per la sanità italiana non è il tempo di una crisi di governo al buio. A nome delle donne e degli uomini delle professioni sanitarie e sociosanitarie rivolgiamo un accorato appello all'unità ed alla responsabilità al presidente Draghi, al ministro della Salute Speranza, a tutte le forze politiche e sociali, ad ogni singolo rappresentante delle istituzioni. Non è il tempo di lasciare solo chi, da oltre due anni, con competenza e dedizione, combatte in prima linea la battaglia, ancora in corso, contro il Covid-19", si legge nell'appello firmato dai rappresentanti delle principali professioni sanitarie.

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