«Fuori i privati dalla sanità: Bonaccini passi dalle parole ai fatti»

Lugli (Rifondazione): «Ci chiediamo se e quando il presidente Bonaccini darà dimostrazione di coerenza tra le parole e i fatti, perché al momento pare vadano in direzione opposta»

«Nessuno parli mai più di aumentare il peso della sanità privata». Così tuonò il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini in una intervista rilasciata a La Repubblica Bologna il 10 giugno 2020. «Finalmente – interviene ora Stefano Lugli, segretario regionale Rifondazione Comunista Emilia-Romagna -. Secondo i dati recentemente diffusi dal MEF nella pubblicazione "Il monitoraggio della spesa sanitaria Rapporto n. 6 – 2019" la Regione Emilia Romagna si colloca al quarto posto a livello nazionale per spesa sanitaria privata, con una cifra pari a 3 miliardi e 9 milioni di euro (anno 2018). Si tratta di spese per farmaci non dispensati dal servizio sanitario, per visite mediche, comprese le visite odontoiatriche, per degenze e interventi in strutture private accreditate e autorizzate, per visite mediche in strutture pubbliche (intramoenia), per il pagamento dei ticket, per l'acquisto di dispositivi medici. Tutte spese che i cittadini sborsano di tasca propria, per prestazioni non erogate dal servizio sanitario pubblico, o per compartecipazione alla spesa sanitaria (ticket), o per il rispetto dei tempi di attesa, o semplicemente per avere la garanzia della continuità assistenziale presso lo stesso specialista. Una media di 647 euro/anno a testa, compresi i neonati! Ci mancherebbe pure che qualcuno volesse aumentarla. Eppure le affermazioni roboanti di Bonaccini fanno a pugni con i fatti, con i 400 posti letto del Policlinico Sant'Orsola di Bologna da spostare per partire immediatamente con i lavori di ristrutturazione dei padiglioni 1-2 e 5 (lavori di cui si parla da anni). Letti che la direzione aziendale del Sant'Orsola propone di affittare da privati, senza nemmeno effettuare una ricognizione sulla eventuale disponibilità presso strutture pubbliche. Un ulteriore travaso di denaro pubblico verso la sanità privata, dopo il rinnovo, a gennaio scorso, della convenzione tra Regione e Associazione dell'Ospedalità Privata (AIOP), per garantire ai cittadini il rispetto dei tempi di attesa  previsti dagli standard fissati. E allora ci chiediamo se e quando il presidente Bonaccini darà dimostrazione di coerenza tra le parole e i fatti, perché al momento pare vadano in direzione opposta».

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