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Domenica, 14 Agosto 2022
La polemica

«Fusione Camera di Commercio, il primo prezzo che Piacenza paga al ritorno sotto il dominio di sinistra»

L'esecutivo provinciale di Fratelli d'Italia: «Si è voluta mandare a casa la giunta di centrodestra e oggi si iniziano a raccogliere i primi avvelenati frutti di una sinistra casereccia»

«La prima mossa della Regione, dopo che il Partito Democratico è tornato alla guida di Piacenza e Parma, è quella di procedere alla fusione delle rispettive Camere di commercio con quella di Reggio Emilia. La speranza di mantenere autonoma la nostra camera di commercio, in ragione di un’autonomia finanziaria ineccepibile, svanisce dunque nel nulla». Così in una nota interviene Fratelli d'Italia di Piacenza commentando la ripresa dell’attività di fusione in un’unica Camera di Commercio di quelle - oggi autonome - di Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

«Come il sogno di mezz’estate - scrive l'esecutivo provinciale di FdI - di chi aveva prospettato altra più vantaggiosa fusione. Niente da fare: l’armata Bonaccini, che a Piacenza ha trovato insperate sponde per portare Katia Tarasconi a sindaco della città, non perde tempo per spogliare Piacenza di un altro centro direzionale e lo fa per mano proprio di un assessore “piacentino” (Vincenzo Colla), giusto perché la città l’amaro calice lo debba trangugiare fino in fondo». 

«Ma ciò che più sorprende - sottolinea la nota - è che coloro che pochi mesi fa, con grande compiacimento, salutavano il rinvio disposto per legge di ogni decisione al riguardo, oggi nulla dicano, neppure quanto meno per testimoniare un’opposizione di bandiera di fronte ad una scelta centralista, voluta e imposta alla politica da Unioncamere. Si è voluta mandare a casa la giunta di centrodestra e oggi si iniziano a raccogliere i primi avvelenati frutti di una sinistra casereccia che tutto dovendo a quella bolognese altro non può che mostrarsi supina ad essa. Ci si astenga però dalle lacrime di coccodrillo: si è voluto dare tutto il potere (nessuno escluso: politico ed economico) alla sinistra e adesso Piacenza si porti dietro i fardelli, di controllata origine piacentina, di quella scelta. E siamo all’inizio. E’ il primo prezzo che Piacenza paga al ritorno della città sotto il dominio bolognese. Gli altri, verranno a breve. E saranno dolori peggiori». 

Così, in un duro e polemico comunicato, l’esecutivo provinciale di Fratelli d’Italia di Piacenza, commenta la ripresa dell’attività di fusione in un’unica Camera di Commercio di quelle - oggi autonome - di Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

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