Fiorenzuola Sport, presto la fusione con la società patrimoniale: «Costretti dalla Normativa»

Una fusione che vede «perplessi» i consiglieri della minoranza. Brusamonti: «Prendere tempo per verificare se esistano altre possibilità per mantenere i benefici». Mainardi: «L'Amministrazione prosegue con gli stessi indirizzi di quella precedente»

L'ex Macello di largo Gabrielli dove ha sede Fiorenzuola Patrimonio

Società partecipate, si va verso la fusione. L’Amministrazione comunale ha portato in Consiglio comunale la delibera per la revisione straordinaria e la ricognizione delle partecipazioni possedute dal Comune di Fiorenzuola. La società che nei prossimi mesi sarà soggetta alla chiusura è Fiorenzuola Sport: partecipata al cento per cento dalla società Fiorenzuola Patrimonio, verrà fusa con quest’ultima. Il motivo lo ha spiegato l’assessore al Bilancio Marcello Minari: «Secondo le disposizioni del Testo Unico delle Società Partecipate (TUSP) le Amministrazioni pubbliche non possono mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in società che abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti e che nel triennio 2013-2015 abbiano conseguito un fatturato medio inferiore ai 500mila euro». Fiorenzuola Sport presenta proprio queste caratteristiche: tre persone compongono l’organo di amministrazione e, nell’anno 2015, registrava 2 dipendenti a tempo indeterminato part-time; la media del fatturato nel triennio indicato dalla Normativa, si attesta intorno ai 465mila euro, quindi inferiore a quanto indicato dal TUSP.

«Fiorenzuola Sport presenta particolari criticità che hanno generato dubbi sulla legittimità del mantenimento – ha spiegato Minari -. Se si fosse considerato il valore del fatturato del triennio 2014-2016 si sarebbe raggiunto il limite stabilito. Da evidenziare inoltre che in Bilancio infrannuale, al 31 luglio si ha un trend di fatturato crescente e un risultato d’esercizio positivo. L’operazione di fusione comporterà uno sbilanciamento negativo in termini di benefici e svantaggi sotto il profilo economico, in quanto la società si avvale di un trattamento fiscale agevolato, con una perdita presunta che va tra i 40 e i 50mila euro annui».

Una fusione che vede «perplessi» i consiglieri del Partito Democratico. Il consigliere Giuseppe Brusamonti ha invitato la Giunta «a chiedere qualche parere in più circa l’interpretazione della Normativa, sperando che questa scelta si possa “parcheggiare”. Quali sarebbero le conseguenze se la società venisse mantenuta in attività fino allo scadere dei termini? Non dico di andare contro la Legge, m si potrebbe verificare se esistano altre possibilità per mantenere i benefici: ha chiuso l’esercizio sempre in attivo con la gestione della piscina piuttosto onerosa e se ci guardiamo in giro non troviamo altri esempi brillanti come questo, che hanno portato ogni anno a risparmiare 80mila euro». Nando Mainardi, consigliere di Sinistra per Fiorenzuola ha «criticato le Amministrazioni ‘Gandolfi’ e ‘Compiani’, in quanto quella attuale prosegue con gli stessi indirizzi di quella precedente, in merito alla gestione delle partecipate, prendendo parte solo ad alcuni obblighi che vengono imposti dalla Legge».

«Sappiamo che Fiorenzuola Sport – è intervenuto Massimo Melato, Amministratore delegato di Fiorenzuola Patrimonio – ha un valore enorme per la patrimoniale, che va al di là dei numeri. Fiorenzuola Patrimonio in quesiti anni ha sviluppato investimenti sull’impianto, grazie ad un aumento del fatturato: sono aumentati gli iscritti ai corsi e gli ingressi all’impianto (100mila)»

L’assessore Minari ha assicurato che «la fusione avverrà nel 2019 e che le operazioni di ricognizione sono state fatte sulla base delle schede della Corte dei Conti: se la Normativa dovesse cambiare cercheremo di adeguarci». Per l’assessore Massimiliano Morganti «per fare scelte di questo tipo vanno fatte considerazioni di ampio respiro e ritenere chiusa una partita come questa sarebbe un errore. I servizi offerti da Fiorenzuola Sport non potremmo affidarli al Comune, in quanto diventerebbe impossibile mantenere la qualità dell’impianto». Alla votazione si sono astenuti i consiglieri del Partito Democratico, voto contrario da parte di Mainardi.

Se Fiorenzuola Sport non rispetta le caratteristiche richieste dal Governo, per la partecipata Fiorenzuola Patrimonio è il contrario: nel corso del 2015 l’organo di amministrazione era costituto da un soggetto e due erano i dipendenti, mentre il fatturato medio del triennio 2013-2015 si attestava intorno ai 673mila e cinquecento euro. «La società – è stato spiegato in Consiglio – sta attuando una politica di riduzione dei costi di gestione e contemporaneamente una politica di incremento dei ricavi. Tra le realizzazioni già conseguite, la riduzione dei costi della governance e la revisione dei contratti di somministrazione. Inoltre alla fine di giugno 2019 verrà estinto il finanziamento d 300mila euro che il Comune aveva concesso alla società nel 2014, al fine di ridurre l’esposizione che la Fiorenzuola Patrimonio aveva nei confronti del sistema creditizio». Il risultato d’esercizio del 2016 è pari a 36mila e trecentosessantacinque euro, mentre il fatturato è di circa 734mila euro.

Verrà mantenuta in attività anche la società Tutor (partecipata al 50 per cento con il Comune di Piacenza): nel 2015 l’organo di amministrazione era costituito da 3 soggetti mentre i dipendenti erano 21. Il fatturato medio del triennio si attestava sui 2milioni e centodiciassette mila euro. «La società svolge un servizio di interesse generale, in particolare funzioni di carattere sociale e formativo, rivolti alle fasce deboli della popolazione» ha spiegato sempre Minari. «Tutor sta attuando una politica di riduzione dei costi di gestione e una politica di incremento dei ricavi. Tra le realizzazioni già conseguite, quella della condivisione della figura di direttore con l’omologa società operante a Parma». Il risultato d’esercizio del 2016 è pari a 16mila e duecentosettanta euro, mentre il fatturato è di circa 2milioni e duecentoquaranta mila euro.

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