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«Fusione Ponte-Vigolzone: opportunità formidabile per rilancio economico e sociale»

Peroni e Callegari (Gruppo Consiliare “Pontolliesi"): «Auspichiamo che il dietrofront del sindaco non derivi da pressioni ricevute da parte della segreteria provinciale del Partito Democratico»

«Entro fine anno il Consiglio comunale di Ponte dell’olio sarà chiamato a deliberare in merito al progetto di fusione con il Comune di Vigolzone. Come noto, il gruppo politico “Pontolliesi” è da sempre favorevole alla fusione fra i due comuni confinanti». Lo affermano, in una nota, Francesco Peroni e Fabio Callegari del Gruppo Consiliare “Pontolliesi".

«Non a caso, infatti - scrivono -  avevamo inserito, da subito, tale progetto nel nostro programma politico che è stato sottoposto agli elettori, in occasione delle elezioni amministrative dello scorso anno. Non solo. In sede di insediamento della nuova amministrazione, presentammo otto emendamenti alle linee programmatiche della maggioranza. Fra queste vi era anche l’invito rivolto a tutto il Consiglio a intraprendere il percorso politico-amministrativo che avrebbe dovuto condurre alla fusione fra il comune di Ponte dell’Olio e Vigolzone. La maggioranza consiliare, guidata dal sindaco Copelli, votò contro alla nostra proposta». 

Prosegue la nota: «Siamo pertanto rimasti perplessi nell’apprendere che il sindaco e la sua squadra abbiano cambiato idea al riguardo. Ci auguriamo, infatti, che tale dietrofront derivi da una più approfondita analisi della nostra proposta in relazione agli interessi del territorio e non da pressioni ricevute da parte della segreteria provinciale del Partito Democratico. Al di là di quelle che sono le reali motivazioni dei governanti, ciò che conta è che il progetto di fusione sta diventando realtà. Si tratta di un tema serio che come tale deve essere affrontato, senza ideologismi né preconcetti. Vi sono infatti implicazioni politiche, economiche ed identitarie che non debbono essere sottovalutate. Sbagliano, infatti, i due sindaci ad analizzare la questione partendo dal nome che avrà l’ipotetico nuovo comune, sono altre le questione davvero importanti e determinanti».

«Riteniamo pertanto opportuno rendere noto, anche fuori dalla sala consiliare del Comune, quelle che sono state le nostre valutazioni relativamente alla fusione con Vigolzone. Da un primo punto di vista riteniamo evidente e fondamentale l’intima connessione territoriale fra i due enti. Si pensi ai cittadini di Carmiano che, quotidianamente, vivono Ponte dell’Olio per quanto concerne la fruizione di molteplici servizi sia pubblici che privati. Parimenti significativa è la condizione della piscina comunale di Ponte che, da decenni, si trova ubicata nel territorio di Vigolzone. Poi ancora si consideri la zona industriale di Albarola: molte di queste imprese sono infatti state fondate e ogni giorno animate dall’intraprendenza di cittadini pontolliesi». 

«Oltre all’aspetto territoriale si deve poi considerare l’evidente beneficio economico, in termini di riduzione di spesa, che deriverebbe dalla fusione dei due enti. In prospettiva, infatti, si potrebbe godere degli evidenti vantaggi derivanti dalle economia di scala che risultano ancor più manifesti se si considera l’omogeneità sociale, economica e morfologica delle due comunità.
Dal punto di vista demografico, invece, il nuovo ente assumerebbe una significativa rilevanza all’interno dei confini provinciali e di vallata. Si verrebbe a formare, infatti, una realtà di circa novemila abitanti che rappresenterebbe il territorio di cerniera fra l’appennino e la città. 
Di non secondaria importanza è poi l’aspetto legato agli incentivi provenienti dai livelli di governo sovraordinati, stato e regione. Al riguardo sarà determinante che i sindaci, per il momento in carica, facciano chiarezza per poter valutare la bontà della fusione anche alla luce di tale aspetto».

«Per la doverosa serietà che la questione richiede, si devono evidenziare anche due aspetti critici che devono essere presi in considerazione. 
Da un lato vi sarà, infatti, una relativa limitazione della rappresentatività in quanto il complessivo numero di cittadini sarà rappresentato da un numero inferiore di eletti. 
Sotto un altro profilo emerge una questione legata all’attuale adesione, da parte di Ponte e Vigolzone, a due differenti unioni di comuni. Dal nostro punto di vista sarebbe auspicabile che il nuovo comune, nascente dall’eventuale fusione, determinasse il recesso di Ponte dell’Olio dall’attuale unione “Alta Val Nure” consentendogli quindi di aderire all’unione “Valnure e Valchero” della quale attualmente Vigolzone fa parte.
La nostra idea è che la fusione tra i due comuni rappresenti un’opportunità formidabile per le due municipalità che potrà consentire un rilancio economico-sociale ai predetti territori. È necessario tuttavia affrontare la quesitone con la serietà che richiede e non farne una mera questione ideologica o di potere. In Consiglio, quando saremo chiamati a farlo, voteremo a favore della fusione, come sempre, con coerenza, avendo a mente solo l’interesse dei cittadini nel nostro territorio».

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