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Uno dei fusti presenti nella centrale di Caorso

Uno dei fusti presenti nella centrale di Caorso

Fusti corrosi a Caorso, Carini e Cavalli: «Tavolo con il Ministero»

Fusti con materiale radioattivo. Risoluzione congiunta di Carini (Pd) e Cavalli (Lega Nord): «Un tavolo interistituzionale con il Ministero per monitorare la sicurezza»

Una risoluzione che impegna la giunta regionale dell’Emilia Romagna a verificare la veridicità di quanto riportato dalle fonti giornalistiche circa l’esistenza ed il danneggiamento di fusti contenenti materiale radioattivo e pericoloso nell’impianto di Caorso. L’hanno sottoscritta i due consiglieri regionali piacentini Marco Carini (Pd) e Stefano Cavalli (Lega Nord) e depositata presso l’assemblea regionale che sarà votata in una delle prossime sedute. Con il documento i due consiglieri chiedono inotre che l’esecutivo di viale Aldo Moro “si attivi in tutte le sedi più opportune al fine di istituire un tavolo interistituzionale, aperto al Ministero dell’Ambiente, agli assessorati regionali competenti, e all’Ispra, all’Arpa e alla Sogin, che si faccia carico di monitorare le varie fasi della dismissione e garantisca aggiornamenti costanti sui temi sensibili dell’ambiente, la salute, e naturalmente la sicurezza delle infrastrutture nucleari in fase di smantellamento”.

Nel testo della risoluzione viene ricordato come “la presenza dell’impianto atomico nel territorio piacentino e regionale abbia già comportato nel passato diverse e importanti problematiche, con negative ripercussioni sulla popolazione, in parte tuttora irrisolte”. “Il trasferimento del combustibile irraggiato per circa 235 tonnellate in Francia, iniziato a dicembre del 2007, si è ultimato nel 2010 ed entro alcuni anni dovrebbe completarsi la dismissione della centrale nucleare di Caorso. Ma fonti giornalistiche hanno recentemente riportato come nell’impianto siano ancora stoccati circa 8mila fusti contenenti scorie radioattive e che alcuni di essi siano corrosi e danneggiati con potenziale fuoriuscita di materiale estremamente pericoloso. Per questo è più che mai opportuno fare chiarezza sulla situazione e compiere verifiche puntuali sulle operazioni di decommissioning ancora da svolgere”.

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