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Gara Ausl Service esami diagnostici, Venturi contro Foti: «Procedura legittima»

Il consigliere, attraverso un'interrogazione immediata, esorta la Giunta ad "attenersi rigorosamente alla delibera 332/2016 assunta dall'Autorità nazionale anticorruzione che sancisce l'illegittimità della procedura di gara seguita"

In merito al procedimento per l’aggiudicazione della gara, bandita nel 2014 dall'Ausl di Piacenza, per la fornitura di un service per la realizzazione di esami diagnostici per il laboratorio unico aziendale, per le strutture di immunoematologia, medicina trasfusionale e allergologia, “la decisione di procedere all’aggiudicazione del nuovo appalto risulta strettamente collegata all’approssimarsi della scadenza della proroga del vigente contratto, rispetto alla quale l’Azienda ha ritenuto di evitare proroghe ulteriori proprio in ossequio a un sostanziale rispetto dei principi comunitari di concorrenza, non discriminazione e trasparenza”. 

A riferirlo è l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, rispondendo in Aula a Tommaso Foti (Fdi-An), che attraverso un’interrogazione immediata esortava la Giunta ad “attenersi rigorosamente alla delibera 332/2016 assunta dall’Autorità nazionale anticorruzione che sancisce l’illegittimità della procedura di gara seguita”: un bando, ha sottolineato, da 1 milione di euro. L’Autorità nazionale anticorruzione, ha specificato il consigliere, “nell’ottobre 2015, invitava l’Ausl di Piacenza ‘a non porre in essere atti pregiudizievoli ai fini della risoluzione della questione, fino a definizione della stessa da parte dell'Autorità’. Ignorando del tutto l’invito l’Ausl approvava i verbali di gara e aggiudicava la fornitura”. In questa vicenda, ha concluso, “ci sono molte ombre, molti elementi discordanti rispetto al principio di legalità”.

Per l’assessore Venturi “la procedura è del tutto legittima, l’unico vizio accolto da Anac riguarda un elemento mancante nel bando di gara. Anac ha eccepito, infatti, che l’Azienda avrebbe dovuto richiedere la qualificazione delle imprese anche per la parte dei lavori pubblici poi affidati all’impresa aggiudicataria”. L’Ausl, ha concluso, “sta comunque valutando le conseguenti azioni da intraprendere, confrontandosi anche con il Collegio sindacale”.

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