Gazzola: «Il caso dell’asilo strumentalizzato per un pugno di voti»

L’intervento dell’assessore uscente e candidato di “Piacenza Più” Luigi Gazzola

Luigi Gazzola

«Provo grande pena al pensiero – scrive in una nota l’assessore uscente Luigi Gazzola, candidato Lista civica Piacenza Più - che questa città possa essere affidata a chi persegue una deriva triste e biliosa per recuperare un pugno di voti alle prossime elezioni non esitando a strumentalizzare il grave episodio occorso in un asilo cittadino gestito da un consorzio di cooperative. Attribuire "disinteresse totale nei confronti della tutela dei minori" all'attua le Amministrazione significa non conoscere la storia  della città ed è un'offesa rivolta non solo agli amministratori ma anche a tutto il personale che con scrupolo e professionalità si dedica quotidianamente alla cura dei piccoli loro affidati con fiducia e apprezzamento da tanti genitori.

Proprio perché la vicenda è delicata e dolorosa per le famiglie interessate credo occorra astenersi dal rimestare nel torbido e lasciare che sia la magistratura al termine dell'indagine in corso ad accertare ogni responsabilità. Accusare l'attuale amministrazione che ha conferito il servizio di "fregarsene", di non aver garantito vigilanza e controlli, dimostra di non conoscere nemmeno come funziona la gestione di un servizio in convenzione, controlli compresi. Ancor più inaccettabile per chi si candida a governare Piacenza. Ci vuole rispetto, nella vita, rispetto degli altri, anche di coloro che proprio del rispetto fanno invece strame.

Un rispetto che però non può mai cadere nell’acquiescenza, nella accettazione supina di accuse e critiche in cui coincidono principio e fine. Per questo non sono disposto a sottoporre me stesso né il Comune che pro quota mi onoro di rappresentare, a simili strumentalizzazioni. Avendola memoria lunga e volendomi porre sullo stesso piano, sarebbe troppo facile chiedere quale vigilanza e quali controlli si operarono in amministrazione provinciale  qualche anno fa quando un assessore in seguito arrestato si "occupava"  di autorizzazioni fotovoltaiche? Pur essendo a contatto di gomito nessuno si accorse di nulla?

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Quanto accaduto ora è gravissimo. I controlli c'erano e ci sono ma qualcosa evidentemente non ha funzionato. Si tratta ora di accertare perché, da parte di chi e come porvi rimedio. Proprio perché la vicenda è delicata occorre grande equilibrio e senso di responsabilità non trabocchi biliosi. Di imbarazzante ci sono solo certe corbellerie leggendo le quali nessuno, onestamente, è disposto a credere che l'obiettivo sia la crescita della città e la tutela dei suoi abitanti più piccoli quanto piuttosto il proprio tornaconto elettorale».

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