Già terminata l'esperienza al Comune di Roma di Carla Raineri

La piacentina si è dimessa dall'incarico di capo di gabinetto dopo il parere richiesto dal sindaco Raggi all'Anac

FOTO ANSA MASSIMO PERCOSSI

Già terminata l'esperienza al Comune di Roma per la piacentina Carla Raineri che ha rassegnato le sue dimissioni dall'incarico di capo di gabinetto nella giornata di ieri. Cadono perciò due stelle in Campidoglio: insieme a lei se ne va l'assessore al Bilancio, Marcello Minenna che si è  dimesso.  Si tratta della prima crisi dell'Amministrazione Raggi, innescata dalla richiesta di parere all'Autorità anticorruzione sulle nomine della giunta. E quando l'Anac ha contestato la nomina della Raineri, la piacentina se ne è andata. Nella notte su facebook era stata la stessa sindaca ad annunciare la notizia. "Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo", scrive la Raggi. "Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all'ANAC, l'Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il "palazzo" deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S. Sulla base di due pareri contrastanti, ci siamo rivolti all'ANAC che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della Dott.ssa Carla Romana Raineri a Capo di Gabinetto va rivista in quanto "la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l'articolo 90 TUEL" e "l'applicazione, al caso di specie, dell'articolo 110 TUEL è da ritenersi impropria". Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l'ordinanza di revoca".

Si tratta di due addii importanti. Minenna, dirigente Consob, scelto e corteggiato dal leader politico del M5S, Luigi Di Maio, era dato come il vero uomo forte della giunta Raggi, l'ispiratore dei primi passi del Movimento in Campidoglio. Riempire la casella del bilancio fu situazione complicata ed ora si annunciano nuove difficoltà. Difficoltà anche per il capo di Gabinetto, dove siamo di fatto già al terzo nome bruciato. Dopo Daniele Frongia e Daniela Morgante, il primo in carica pochi giorni, la seconda nominata in pectore e fattasi da parte a mezzo stampa, era arrivata la RAineri, nominata con stipendio da 193.000 euro, con annesse polemiche. Il suo addio apre uno squarcio. Tutto da rifare quindi. 

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