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Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

Giardino: «I politici non arrivano da Marte, li scelgono i cttadini»

Maxi inchiesta, interviene il consigliere comunale di Piacenza Michele Giardino

In merito alla maxi inchiesta della Procura di Piacenza che coinvolge sindaci, imprenditori, politici e tecnici, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Michele Giardino, consigliere comunale del Gruppo Misto ed esponente della Buona Destra.

«Fece scalpore e suscitò indignazione l’audio della telefonata tra due imprenditori, Francesco Piscicelli e Pierfrancesco Gagliardi, avvenuta nel 2009, poche ore dopo il terremoto che distrusse l’Aquila. “Io ridevo stamattina alle 3 e mezza dentro al letto” disse il primo al secondo, pensando al business per la ricostruzione del capoluogo abruzzese su cui si sarebbero avventati. E rise pure Vito Giuseppe Giustino, al telefono con un suo collaboratore, dopo il terremoto di Amatrice del 2016, per le stesse turpi ragioni. Io ieri non ho riso e non rido neppure oggi. Sono attraversato da un profondo e grave senso di prostrazione per tutto quanto appreso dalla conferenza stampa della Procura della Repubblica di Piacenza. Una prostrazione che proietta nella mente un’idea di rassegnazione irreversibile: in Italia, la politica non cambierà mai. La cupezza dei fatti emersi induce a credere che tutto ciò sia inevitabile. Che sia congenito, connaturato al fare politica.

Eppure, così non è. Il terremoto politico che ieri ha scosso Piacenza non è un terremoto. Il terremoto è un evento non umano che non si può né prevedere, né governare. L’esperienza ci ha insegnato ad attutirne gli effetti nefasti, è vero. Un sisma, però, resta una forza della natura, una manifestazione della potenza degli elementi geologici davanti alla quale l’uomo nulla può fare.

Quelli emersi ieri, non sono fatti naturali, bensì umani, molto umani, tutti umani, posti in essere intenzionalmente da uomini. Persone libere e coscienti che hanno, con precisa volontà, deciso di comportarsi in un modo anziché in un altro. Voglio essere chiaro. Non mi importa se questi fatti abbiano oppure no rilevanza penale. Non sono per la giustizia sommaria. Attendiamo i processi, gli appelli, i ricorsi in Cassazione, il passaggio in giudicato delle sentenze ovvero le archiviazioni, i proscioglimenti, le scarcerazioni. Non ho difficoltà ad affermare che auguro a tutti i protagonisti di dimostrare la loro estraneità rispetto alle fattispecie di reato contestate loro. È la pratica politica ad essere deviata, è il modus operandi di questa politica ad essere malsano, sono la prassi e la mentalità politica retrostante ad essere guaste. Il metodo dell’azione amministrativa che affiora dall’indagine - secondo cui occuparsi della cosa pubblica include il diritto di poter curare anche i propri interessi privati, personali o di partito - è potentemente distruttivo. Corrode il patto sociale che regge una collettività, le scava il terreno sotto i piedi. Io non rido di persone recluse o sottoposte a indagini. Al tempo stesso, non posso non dire che la politica che ho in testa, quella che ho svolto in questi anni, quella che vorrei governasse il nostro futuro è diversa, anzi antitetica. Una politica pulita in cui si rispettano le leggi, si osservano le procedure, si autorizza ciò che è consentito e si nega ciò che è vietato. Una politica così è possibile. Dipende soltanto dagli uomini che la pongono in essere. Ma dipende anche dai cittadini, che hanno il dovere di scegliere quegli uomini. Perché i politici non arrivano da Marte».

Michele Giardino

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