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Girometta (Fi): "I soldi per un ospedale nuovo potrebbero potenziare le attuali strutture"

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Maria Lucia Girometta, consigliere comunale di Forza Italia

PREMESSA

Nell'ambito della sanità il processo di efficientamento è senz'altro positivo se realizzato nell'ottica di aumentare la qualità dei servizi azzerando o riducendo i costi per l'utenza. Al contrario la razionalizzazione della spesa senza chiarezza progettuale porta inesorabilmente ad una diminuzione qualitativa delle prestazioni, magari senza un sensato abbattimento dei costi.

RISORSE PER IL NOSTRO TERRITORIO

Innanzi tutto occorre maggiore chiarezza, se non inequivocabile certezza, in ordine alle risorse economiche che effettivamente la Regione specificamente destina ai presidi del nostro territorio; in particolare, è necessario comprendere:

1) in primis, se sussista la volontà politica della Regione di destinare somme a favore delle strutture della Provincia di Piacenza – considerato che è stata bocciata la richiesta di contributo per l'Ospedale di Fiorenzuola e che sembra che sia orientata positivamente sul capoluogo e la romagna;

2) in secondo luogo, quale sia la progettualità dell'Ausl per la sanità piacentina nella direzione dell'efficienza e del buon funzionamento.

DIGRESSIONE NAZIONALE: ANCHE SUL FRONTE DELLA LEGGE DI STABILITA' LE PROSPETTIVE SONO INSODDISFACENTI PER LA SANITA'

Oggi approda in Consiglio dei ministri il cosiddetto decreto “Salva Regioni”, salvagente tecnico per evitare il buco di circa 20 miliardi di euro pendente sulle casse regionali, derivante dall’utilizzo dei fondi destinati al ripianamento dei debiti della pubblica amministrazione per altri scopi. Tra le altre, durante la discussione, sono emerse 3 criticita?: i 4 miliardi abbondanti di tagli conseguenti alle recenti finanziarie, i 2 miliardi in meno alla sanita? e la questione dei costi- standard. Per quanto concerne quest'ultimo aspetto vi sono le solite promesse ripetute. Non vengono aggiunti soldi alla sanita?, con la previsione di tagli per gli anni futuri che anche i tecnici giudicano insostenibili, e per i costi standard si istituisce soltanto un tavolo di lavoro senza, ancora una volta, adottare provvedimenti concreti.

TORNANDO AL TERRITORIO PIACENTINO: NUOVO OSPEDALE PIACENZA

I primi giorni di ottobre scorso l'Assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, annunciava l'apertura di un ospedale nuovo a Piacenza, sottolineando come Piacenza sia sempre stata penalizzata perché una delle province più piccole – e, in effetti, viva la sincerità, questo dato è senz'altro vero – e affermando la volontà della Regione di investire sulla nostra città. Alla domanda sulle tempistiche, l'Ass. Regionale rispondeva che ai piacentini che dovevano farsi trovare pronti per l'annuncio ufficiale concludendo "Penso che si possa fare - conclude - altrimenti oggi non lo avrei detto". Premesso che di proclami senza riscontro non sarebbe né il primo né l'ultimo, dunque, le ultime parole lasciano il tempo che trovano, io mi domando se le risorse che verranno destinate alla costruzione di un nuovo ospedale non potessero essere utilizzate per un'adeguata ristrutturazione del complesso già esistente, già che dalle conferenze stampa quotidiane dell'Ing. Baldino mi pare che anche la sua intenzione sia in quella direzione. Considerato i tempi per la realizzazione del nuovo ospedale – sempre che si faccia – che inevitabilmente saranno lunghi, sia per l'evasione delle pratiche burocratiche sia per la concreta costruzione sia per le varie ed eventuali, mi pare occorra ora occuparsi dello stato attuale del nosocomio (di Piacenza così come, per inciso, quello di Fiorenzuola). L'Ing. Baldino ha affermato che i tempi di vita dell'attuale ospedale sono di 10/15 anni e per la realizzazione del nuovo si ipotizzano 7/8 anni. Quindi?!?

L'utente, il paziente ha bisogno ora e subito di efficienza e cure; non può e non deve aspettare il nuovo ospedale.

INVESTIMENTI SULLA TECNOLOGIA ED INNOVAZIONE

A Piacenza occorre anche investire sulla tecnologia, sulle terapie d'avanguardia per essere un servizio qualitativamente competitivo con gli altri territori, in modo da non costringere i cittadini a doversi spostare verso altri nosocomi.

RAPPORTO SPESE PERSONALE MEDICO ED AMMINISTRATIVO

è anche fondamentale conoscere il rapporto tra il personale amministrativo e quello prettamente sanitario, soprattutto analizzando in termini di numerosità ma anche di costi in modo da potere valutare l'efficienza qualitativa, strutturale, tecnologica e quantitativa relativi all’assistenza ospedaliera.

IL COSTO DELLE PRESTAZIONI

il costo delle prestazioni è equo rispetto agli standard?

AREA VASTA

in generale, molta incertezza sulla definizione e definizione delle aree vaste in Emilia Romagna. Senza allargarsi su altri temi, l'attenzione deve essere puntata su uno dei primi effetti della tendenza all'accorpamento, vale a dire la centrale unica del 118, che ha causato numerosi problemi nella gestione delle emergenze.

Come rilevato anche dal Cons. Regionale Foti, addirittura l’Ordine dei medici di Piacenza e SNAI (sindaco dei medici) avrebbe presentato un esposto alla locale Procura della Repubblica dove si riferirebbe di procedure e istruzioni operative di competenza medica delegate a personale non medico, in particolare i medici avrebbero delegato al personale infermieristico compiti di diagnosi, prescrizione e somministrazione di farmaci soggetti a controllo medico.

Al contempo, i volontari della Croce Rossa di alcune aree tipo Reggio Emilia, avrebbero evidenziato "non pochi disagi riscontrati negli interventi dal momento in cui, quasi un anno fa, è entrata in funzione la centrale unica".

La rete di emergenza urgenza deve garantire la migliore assistenza possibile.

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