«Gli agenti della polizia locale fuori dagli uffici, armati a presidiare la sicurezza dei cittadini e l'ordine pubblico»

E' quanto prevede il protocollo operativo siglato fra il Sulpl e il Gruppo Lega Emilia-Romagna: «Gli agenti non dovranno più occuparsi di attività che esulano dai compiti propri della sicurezza e del controllo. Dovranno essere dotati di armi da sparo (previa adeguata formazione), spray urticante, distanziatore estensibile e dissuasore elettrico (Taser). Rinnovo degli obsoleti parchi auto di servizio attraverso l’attivazione delle procedure volte all’acquisizione di veicoli derivanti da sequestri finalizzati alla confisca»

La firma

«Gli agenti delle Polizie locali (Municipali e Provinciali) non dovranno più occuparsi di attività che esulano dai compiti propri della sicurezza e del controllo. Dovranno essere dotati di armi da sparo (previa adeguata formazione), spray urticante, distanziatore estensibile e dissuasore elettrico (Taser). Sempre nell'ottica di dotare gli Agenti di strumenti idonei al presidio della sicurezza dei cittadini e di tutela dell'ordine pubblico, gli obsoleti parchi auto di servizio dovranno essere rinnovati attraverso l’attivazione delle procedure volte all’acquisizione di veicoli derivanti da sequestri finalizzati alla confisca». E' quanto prevede il “Protocollo Operativo Polizia locale Emilia-Romagna” siglato questa mattina fra Sulpl (sindacato di Polizia localendr) e il Gruppo Lega Emilia-Romagna.

«Il documento – spiegano i consiglieri del Carroccio Alan Fabbri, Matteo Rancan, Fabio Rainieri, Gabriele Delmonte, Daniele Marchetti, Stefano Bargi, Andrea Liverani, Marco Pettazzoni e Massimiliano Pompignoli - si prefigge l’obiettivo di uniformare i servizi che gli amministratori locali andranno a richiedere (in base alle normative vigenti e alla struttura dei corpi di Polizia Locale) ai loro Agenti, condividendo lo status e le prerogative della polizia di prossimità che contraddistingue le Polizie Locali nei territori della Regione Emilia - Romagna e nazionale». Il Protocollo prevede che i sindaci, il presidente dell’Unione dei Comuni, il presidente della Provincia e il presidente della Città Metropolitana, nell'ambito delle rispettive funzioni e ai fini della realizzazione delle politiche integrate per la sicurezza urbana attiveranno accordi anche intercomunali con la prefettura e/o le questure per ottenere la divisione dei compiti definiti con le altre Forze dell’Ordine ed avranno a supporto negli incontri l’ausilio delle competenze dei Comandanti della Polizia Locale per il coordinamento delle politiche integrate per la sicurezza nei territori regionali.

«Gli amministratori locali di riferimento e il comandante eviteranno che gli operatori di Polizia Locale si occupino di attività e ruoli (messo comunale, predisposizione atti per le occupazioni temporanee, autista di scuolabus, raccolta iscrizioni per i mercati settimanali, tasse che implicano maneggio di denaro) che esulano dai compiti propri di sicurezza e controllo. Gli incarichi estranei al Corpo di Polizia Locale verranno svolti da personale competente, in modo da sgravare gli Agenti da compiti impropri e implementarne il numero sulla strada. La Polizia Locale svolgerà le funzioni di sicurezza urbana e controllo: svolgimento funzioni Polizia Giudiziaria, controlli stradali, rilevazione incidenti, controlli commerciali, tutela del consumatore, controlli edilizi, controlli tributari, tutela del territorio contro l’abusivismo, controlli ambientali e sul settore di controllo faunistico, controlli ai regolamenti comunali, controlli Daspo, controlli alle residenze di persone non in regola con il permesso di soggiorno in Italia e nei comuni italiani” spiegano i consiglieri leghisti. «E' un protocollo che intende definire i compiti della Polizia locale, in forza del quale gli amministratori valorizzeranno la Polizia locale per garantire sicurezza ai cittadini ed agli oepratori medesimi, dotandoli in modo uniforme di tutti gli strumenti di difesa ed autotutela», commenta la Segreteria Regionale Sulpl, composta da Federico Coratella, Miriam Palumbo e Luca Falcitano.

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«Tutti i giorni e a tutti i livelli il nostro sindacato di categoria si adopera per far comprendere e conoscere ai politici il lavoro della Polizia Locale e i rischi a cui sono esposti gli operatori, inquadrati ricordiamolo come impiegati comunali. Nel Gruppo Lega dell'Emilia Romagna abbiamo trovato un interlocutore che ha mostrato attenzione ed interesse. Tant'è che abbiamo elaborato questo protocollo che intende definire i compiti della Polizia locale, in forza del quale gli amministratori valorizzeranno la professionalità degli agenti e, al contempo, garantiranno al meglio la sicurezza ai cittadini ed agli operatori medesimi, dotandoli in modo uniforme di tutti gli strumenti di difesa ed autotutela», conclude il sindacato.

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