Gli attivisti 5 Stelle: «Manifesteremo contro la realizzazione del nuovo ospedale»

Appuntamento sotto Palazzo Mercanti durante il Consiglio comunale del 25 giugno per gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Piacenza che non vogliono il nuovo ospedale

L’ufficio Stampa “4 Valli a 5 Stelle” che raccoglie la voce degli attivisti di Piacenza e provincia del Movimento 5 Stelle interviene per annunciare una protesta sotto Palazzo Mercanti durante il Consiglio comunale del 25 giugno contro la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza. «Prendiamo spunto dalle belle e forti parole del nostro Ministro dei Trasporti e infrastrutture, Danilo Toninelli: “I nostri primi atti stanno ribaltando la logica utilizzata finora: ora il criterio è quello dell’utilità per i cittadini e per le comunità, non più quello di arricchire i soliti noti sventrando intere aree del Paese con il consueto corollario di scandali e inchieste della magistratura. Ma sia chiaro: l’obiettivo della nostra azione di governo non è dire no a tutto, bensì dire no alle opere inutili e dannose per liberare energie e risorse davvero utili al futuro del Paese…”, per dichiarare ancora una volta che il M5S di Piacenza è assolutamente contrario alla costruzione di un nuovo Ospedale, opera inutile e costosa, che non porterà alcun beneficio ai Piacentini, ma che anzi, in prospettiva, rischiando di depotenziare la sanità sul territorio con la chiusura degli Ospedali di Castel San Giovanni e Fiorenzuola, è destinato a peggiorare ulteriormente le condizioni sanitarie del territorio, che necessita servizi di qualità, un’attenzione particolare verso la prevenzione e un reale investimento sulla salute dei cittadini, troppo spesso costretti ad usufruire del pronto soccorso e delle cure mediche negli ospedali lombardi limitrofi per la cronica mancanza di medici a Piacenza.

Quest’opera, annunciata e voluta dalla Giunta di Piacenza, in accordo con la Regione Emilia-Romagna, ben rientra tra quelle destinate ad “arricchire i soliti noti”, come citate dal nostro Ministro.  E’ stata più volte sottolineata la mancanza di un piano economico certo (si parla di un costo di 200/250 milioni di cui soltanto 100 stanziati dalla Regione), col rischio che le coperture mancanti ricadano sulle tasche dei piacentini o costringano il Comune a svendere un’ulteriore fetta del proprio patrimonio immobiliare. Anche per questo motivo diciamo un chiaro NO ad ogni ipotesi di costruzione, e questo a prescindere dal luogo dove quest’opera inutile dovrebbe sorgere.

La questione del Parco della Pertite è fuorviante perché i cittadini di Piacenza hanno già deciso con un referendum che l’area della Pertite è da destinarsi a Parco e a nessun altro uso, pertanto il suo diverso utilizzo è da escludersi a priori. Invitiamo pertanto la Giunta a voler accantonare questo progetto e a pensare al benessere dei propri cittadini che chiedono piuttosto azioni di sostegno del reddito, una partecipazione attiva e di ascolto di fronte alle emergenze sociali, e non certo la costruzione di un nuovo nosocomio. Lunedì 25 giugno, alle 17.30, in Piazzetta dei Mercanti a Piacenza, ci troveremo per manifestare contro la delibera della Giunta di Piacenza e in tale occasione si potrà anche firmare la petizione contro la realizzazione del nuovo ospedale».

Alla manifestazione anche Elena Rossini e Rosalba Barile, consiglieri di Fiorenzuola e San Giorgio

Il comunicato

«La necessità di un nuovo ospedale – spiegano le due consiglieri del Movimento 5 Stelle - dovrebbe discendere da valutazioni analitiche e concrete sulla rete sanitaria territoriale; dopo l'eventuale riscontro di una esigenza effettiva occorrerebbe indicare quali contenuti tale valutazione abbia evidenziato come necessari, quali funzioni debbano essere garantite. Due punti saltati a piè pari nel territorio piacentino, perché qui, ormai, si parla solo di dove collocare un nuovo ospedale a prescindere dalla sua necessità. E via a parlare di aree, pubbliche e/o private, pubbliche, pure senza alcuna certezza sui finanziamenti e sulla loro provenienza.  L'ospedale nuovo a Piacenza non serve, quello che servirebbe e che continuamente manca è l'essenza stessa di un ospedale: i servizi, continuamente ridotti; il pieno utilizzo di strutture e attrezzature esistenti, il personale mancante, i professionisti che se ne vanno o “in utilizzo”, i servizi sul territorio (vedasi Case della Salute che non partono). Il Piano di riordino sanitario piacentino, inoltre, prevede una riduzione ulteriore di servizi e strutture: per il Distretto di Levante non sono più previsti i reparti a Fiorenzuola, che accoglierà la riabilitazione di Villanova (ospedale che verrà chiuso, anche se considerato di eccellenza fino all'altro ieri ed è ben dotato di strutture e attrezzature realizzate con i soldi dei cittadini); nel Distretto di Ponente l'ospedale di Bobbio ormai è gestito solo da infermieri, divenendo un OSCO (ospedale di comunità) e per l'ospedale di Castelsangiovanni sono previste forti riduzioni dei servizi, che già si stanno attuando. Crediamo che la sanità territoriale manterrà l'eccellenza, con tutte queste riduzioni? Dulcis in fundo viene previsto un nuovo ospedale, ma senza alcuna indicazione dei reparti che esso conterrà!! Quali servizi Ausl Piacenza intenderebbe inserire nel nuovo ospedale? Non si sa, ma intanto occorre individuarne l'area! I cittadini hanno necessità che gli vengano garantiti i servizi e non che essi vengano ridotti. Se la Regione ha stanziamenti per il territorio piacentino, essi dovrebbero essere dedicati al loro mantenimento, ritornando al livello di eccellenza di un tempo. Questi fondi quindi dovrebbero essere investiti per il completamento delle opere già in realizzazione (ospedale di Fiorenzuola); per conferire i servizi che completino le necessità dell'ospedale di Villanova, mantenendolo; per permettere di utilizzare appieno le strutture e attrezzature esistenti a Castelsangiovanni. Solo così si potrà evitare un continuo sperpero del denaro pubblico: spreco degli investimenti precedenti e poca attenzione attuale all'erogazione dei servizi. Un nuovo ospedale, infatti, non garantisce buoni servizi in sé e per sé, solo perché è nuovo e le criticità attuali dovranno comunque essere affrontate e sostenute economicamente, subito da oggi, sempre che non si voglia sacrificare la sanità pubblica e puntare a quella privata. Qualsiasi mancato impegno, da parte della politica locale, in difesa e in ripristino di servizi sanitari e dei professionisti in grado di garantirli al meglio, sarà da intendersi come indirizzo al privato. Nella valutazione occorrerebbe anche vedere quali costi diretti e indiretti si genererebbero in caso di realizzazione del nuovo ospedale, perché oltre alla sua realizzazione, occorreranno comunque investimenti per professionisti e attrezzature, saranno necessari ulteriori fondi per convertire il vecchio ospedale, pena ritrovarsi in città con una ulteriore area abbandonata; comunque da manutenere, ci saranno perdite di indotto per le attività nei dintorni del vecchio ospedale. La politica dovrebbe impegnarsi ad ottenere gli stanziamenti promessi e poi dovrebbe essere la Comunità piacentina a valutare se i soldi debbano essere meglio investiti in strutture o in servizi, vista l'emergenza che si è determinata con la gestione Ausl degli ultimi anni. A che cosa serve la politica se non alza la voce a tutela dei propri cittadini? Chi la pensa come noi, lunedì 25 giugno, alle 18, in Piazzetta Mercanti a Piacenza, è invitato a manifestare contro la scelta calata dall'alto di un nuovo ospedale e potrà firmare una petizioni contro la sua costruzione; potrà inoltre lasciare testimonianze di eventuali problematiche sanitarie di cui è a conoscenza. Vi aspettiamo per fare sentire la nostra voce di cittadini».

Elena Rossini e Rosalba Barile (consiglieri comunali del M5S), attivisti M5S di Castelsangiovanni, Comitato “I castlan i disan NO”, Comitato “No alla chiusura dell'ospedale di Fiorenzuola”, Secessio Plebis

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