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Spese dei consiglieri regionali, Costi: "Gli avvisi di fine indagine non sono una sentenza"

Si conclude un capitolo delle indagini sulle spese consiliari dei partiti della regione Emilia Romagna. La presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Palma Costi: "Le responsabilità personali vanno prima accertate"

Tra i 42 consiglieri a cui e' stato indirizzato l'avviso di fine indagine per l'inchiesta sulle spese dei gruppi dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, 12 si sono ricandidati.

In particolare cinque sono nelle fila di Forza Italia: Enrico Aimi, Luca Bartolini, Galeazzo Bignami, Marco Lombardi e Andrea Pollastri. Due nel Pd: Antonio Mumolo e l'assessore uscente alle Attività produttive, Luciano Vecchi. Sempre due per la lista Centro per Bonaccini: Sandro Mandini e Matteo Riva. Un indagato per Fratelli d'Italia: Mauro Malaguti, uno per Emilia-Romagna Civica, la verde Gabriella Meo e uno per Ncd-Udc, Silvia Noé.

Tra gli attuali 50 consiglieri regionali, cinque si ricandidano ma non sono indagati nell'inchiesta sulle spese dei gruppi. Quattro sono del Pd: la presidente uscente dell'Assemblea, Palma Costi, le consigliere Roberta Mori e Luciana Ferri e Giuseppe Paruolo. Il quinto e' lo storico leader del movimento gay Franco Grillini, consigliere regionale LibDem e capolista a Bologna per Emilia-Romagna Civica.

A questi si aggiunge il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, Stefano Bonaccini, tecnicamente indagato ma la cui posizione fu stralciata e per il quale la Procura ha chiesto l'archiviazione.

LA DICHIARAZIONE DI PALMA COSTI -  "Gli avvisi di fine indagine non sono una sentenza, aprono anzi una fase del procedimento che è di garanzia per chi viene a conoscenza delle contestazioni che lo riguardano". E' quanto afferma la presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Palma Costi, in merito agli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dei consiglieri regionali.

Prosegue dicendo: "Le responsabilità personali vanno prima accertate, l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha adottato controlli di spesa ben prima che venissero introdotti a livello nazionale e in questa legislatura ha ridotto i costi della politica applicando il principio dei costi standard. Inoltre, in questi mesi abbiamo visto i rendiconti dei Gruppi sottoposti al vaglio dei controlli della Corte dei conti, con sentenze della Sezione giurisdizionale della stessa Corte dei conti e della Corte costituzionale che hanno sancito la regolarità delle spese e la loro attinenza. Allo stesso modo è chiaro che se qualcuno ha sbagliato sarà chiamato a far fronte alle proprie responsabilità, nella convinzione che le regole fissate dal nostro Stato di diritto rappresentino ampia garanzia per chi è chiamato in causa e per la possibilità di stabilire quale sia la verità".

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