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«Grave entrare in rotta di collisione con la Procura durante un’indagine»

Il consigliere Trespidi sulla presunta solidarietà della Giunta a Pallavicini: «Vicenda grave, danno d’immagine per le istituzioni. Assessori maldestri, ora Tarasconi li vuole coprire. Se non fosse vero perché non denuncia il sindacalista?»

«Chi dice la verità? Il comunista Pallavicini o la sindaca Katia? Ma, soprattutto, chi la nasconde?». Massimo Trespidi, consigliere comunale della “Civica Barbieri”, va all’attacco dell’Amministrazione nella vicenda della presunta solidarietà al sindacalista Carlo Pallavicini.

«È strano che Pallavicini – incalza Trespidi - si sia inventato tutto e con il suo comportamento voglia screditare l’Amministrazione e degli amici che gli hanno manifestato solidarietà. È più probabile che queste telefonate ci siano state. La nota dell’Amministrazione di qualche giorno fa è la tipica “toppa peggiore del buco”. Sembra proprio che due assessori abbiano preso questa iniziativa e ora la Giunta voglia coprire il tutto. Stupisce che, mentre la sindaca sta promuovendo una politica di immagine trasparente – si veda l’iniziativa dei “caffè con i cittadini” – nel tentativo di palesare un palazzo di vetro trasparente, risulti contradditorio il voler nascondere ai piacentini come sono andate realmente le cose. Come se ci fosse all’interno del palazzo qualche stanza con i vetri oscurati».

«Le improvvide telefonate di solidarietà dei due assessori – prosegue Trespidi - su un tema e una vicenda di una gravità che è sotto gli occhi di tutti, mettono in evidenza quanto il sindaco non riesca a controllare i suoi assessori. Il cerchio intorno a loro si sta restringendo: hanno contravvenuto ad una specifica richiesta chiesta dal sindaco Tarasconi nel momento della nomina, ovvero quello di concordare le dichiarazioni importanti».

Per il consigliere del centrodestra la questione è rilevante. «C’è molta ipocrisia. Si è lanciato il sasso e ora si vuole nascondere la mano. Posso capire la renitenza di Pallavicini, che non vuole mettere in difficoltà due amici, ma non comprendo la posizione dei due assessori che non hanno il coraggio delle loro azioni e delle loro idee. Manifestano contro il sistema, ma al tempo stesso intendono usufruire dei benefici del sistema stesso, cercando di preservare la loro poltrona a 3mila euro netti».

«Dove sta la gravità di quello che è accaduto? L’Amministrazione – rileva Trespidi - è entrata in rotta di collisione con la Procura di Piacenza durante un’indagine. I capi d’accusa non sono caduti nei confronti dei sindacalisti. C’è tutto un movimento “pro Pallavicini” in maggioranza, data la vicinanza di diversi consiglieri comunali, oltre ai due assessori. Qua siamo di fronte ad un bivio: o Pallavicini smentisce di aver ricevuto queste telefonate, oppure il sindaco di Piacenza ha l’onere e la responsabilità – per evitare che si getti discredito sull’Amministrazione – di denunciare il sindacalista. Se non lo fa è perché vuole coprire due suoi assessori che si sono comportati in modo maldestro, arrecando un danno d’immagine alle istituzioni. Se invece fosse andata come sostiene Pallavicini, bisognerebbe ritirare le deleghe ai due componenti della Giunta. Purtroppo siamo di fronte ad un grave incidente sul quale si vuole far calare il silenzio».

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