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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica

«Siamo con il popolo ucraino, per la democrazia e la difesa dei valori di libertà»

La Federazione provinciale del Partito Democratico: «Parteciperemo al presidio di sabato a Piacenza e si rende disponibile ad una  mobilitazione costante nel tempo di tutti i soggetti che hanno aderito all'iniziativa. Noi ci siamo»

«Gravissima e inaccettabile l’aggressione della Russia, una ferita profonda nel cuore dell’Europa.Il nostro primo pensiero va a chi  in Ucraina e qui  sta già piangendo i propri cari, a chi tenta la via della fuga, a chi sceglie o a chi è costretto a  restare sotto gli attacchi russi», scrive la Federazione provinciale del Partito Democratico. «Nell’ora più buia, senza ambiguità - come ha sottolineato il segretario regionale Luigi Tosiani - siamo con il popolo ucraino, per la democrazia e la difesa dei valori di libertà e pace tra i popoli.  Non possiamo inoltre evitare di pensare ai rischi che corriamo in Europa e in Italia, dipendenti come siamo dall' energia russa. Pagheremo un prezzo per questa guerra.  Vogliamo la pace. Il Pd parteciperà al presidio di sabato a Piacenza e si rende disponibile ad una  mobilitazione costante nel tempo di tutti i soggetti che hanno aderito all'iniziativa. Noi ci siamo».

I CONSIGLIERI DEM: «IL SINDACO ESPONGA LA BANDIERA DELLA PACE»

«Gentile Sindaca,

“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Così recita l’art. 11 della nostra Costituzione. Ma questa notte è iniziata l’avanzata della Russia sul territorio dell’Ucraina e si contano già decine di morti a causa dei bombardamenti sulle città. Non possiamo rimanere silenti di fronte a una nuova gravissima violazione di un sacrosanto principio costituzionale oltre che del diritto internazionale.

Il riconoscimento dei due territori separatisti di Donetsk e Lugansk, con l’ingresso delle truppe russe e gli attacchi militari in corso, configura non solo un’interruzione unilaterale del difficile dialogo diplomatico in corso, ma determina una condizione oggettiva di conflitto armato, oltre a violare l’integrità della terra d’Ucraina e degli accordi di Minsk. Senza dimenticare il pericolo rappresentato dal coinvolgimento delle più grandi potenze nucleari e le inimmaginabili conseguenze per le popolazioni coinvolte, per l’Europa, per l’intera umanità. Conseguenze immediate e altrettanto imprevedibili deriveranno dall’applicazione di blocchi economici di carattere reciproco, anch’essi impossibili da quantificare quanto a effetti sui Paesi interessati. Signora Sindaca, siamo convinti che anche lei, come noi, pensi che sia indispensabile il ricorso alla soluzione diplomatica, portata avanti prima di tutto dalla voce comune dell’Unione Europea, che possa riportare la pace nelle regioni oggi interessate dalla guerra. Siamo sicuri che lei saprà assicurare che Piacenza farà la sua parte per aiutare e accogliere chi dalla guerra in Ucraina oggi sta fuggendo, innanzitutto i minori e le loro famiglie, attivando immediatamente ogni canale di relazione con enti, istituzioni e associazioni. Facciamo sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali nazionali, europee ed internazionali per sostenere la strada diplomatica, nel rispetto dei valori di pace, del ripudio della guerra, del diritto alla sovranità nazionale e dei popoli. Non lasciamo solo il popolo ucraino e facciamo sentire la nostra vicinanza ai tanti immigrati che vivono a Piacenza, prime fra tutte le tante persone che accudiscono i nostri anziani. A nome del gruppo consigliare del Partito Democratico, condannando fermamente l’invasione russa al territorio dello Stato d’Ucraina, le chiediamo, di fare un gesto semplice come l’apposizione della bandiera della Pace sulla casa comunale, la casa di tutti noi».

Christian  Fiazza, Giorgia Buscarini e Giulia Piroli

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