I 5 stelle a Scarpa: «Noi non rincorriamo il profitto di “pochi” come qualcun altro»

La replica dei rappresentanti del Movimento a Federico Scarpa

«Non è rincorrendo il "profitto di pochi" – scrivono i consiglieri comunali 5 Stelle del Piacentino in una nota - che si fa della buona amministrazione. In risposta alla lettera del 24 luglio, a firma di Federico Scarpa, vorremmo poter dire che non condividiamo una parola di quello che c’è scritto. Rispettiamo le opinioni altrui e pertanto risponderemo con garbo a posizioni ormai antistoriche, obsolete e pericolose che hanno portato tutto il bel paese a situazioni non più sostenibili.  Prima di tutto la buona amministrazione non rincorre interessi privati di aziende che devono rispondere agli azionisti: il Sig. Scarpa ha fatto un'accurata verifica finanziaria della situazione parlando di soldi, di minoranze di cittadini rissose e incompetenti? E’ proprio sicuro che siano incompetenti o si nasconde dietro un dito? Non ha mai accennando alle conseguenze sull'ambiente, sul buon vivere e sulle spese sanitarie e ambientali che si generano a causa dell’inquinamento.

Il buon amministratore risponde agli interessi comuni dei cittadini tutti, come ad esempio fa il sindaco di Parma, che pensa in primis alla salute pubblica e, con molta lungimiranza, si occupa di recuperare e destinare al riciclo i rifiuti che sono materiali preziosi. In primo luogo perché è un dovere civico occuparsi dei propri rifiuti, non scaricarli alla prima regione disponibile perché non si è in grado di attuare un piano di gestione rifiuti soddisfacente, come è un dovere civico e una responsabilità aziendale occuparsi di quello che si immette nel mercato ed essere responsabile del suo smaltimento e in secondo luogo perché i materiali su questa nostro pianeta non sono infiniti. Incenerire è una pratica obsoleta e deleteria, pertanto deve essere limitata il più possibile.

 Soprattutto quando la materia oggetto di smaltimento è un mix indifferenziato che comprende anche la parte umida, che abbassando il calore della combustione, aumenta il rischio di produzione di diossine. Per questo i rifiuti della Liguria con un modesto 32% di differenziata rappresentano una seria preoccupazione. Non si deve fare profitto incenerendo, si fa profitto recuperando i materiali che diventano "materie prime seconde"  riutilizzabili ancora da altre aziende, e vengono reimmesse sul mercato. A chi crede di aver scoperto come accendere il fuoco ritornando all’età della pietra rispondiamo con una visione diversa di società dove bisogna procedere e cambiare un modello di gestione del rifiuto dannoso per la salute di tutti con uno vantaggioso anche per il portafoglio, infatti recupero e riciclo generano profitti. Proprio di ieri i rinvii a giudizio per l'Ilva di Taranto. Non siamo proprio in grado di imparare dal nostro passato recente e no? Occorrono malati, morti e disastri ambientali per indurci ad una visione etica e sociale del fare impresa?».

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