«I cittadini non possono sostituirsi agli operatori Iren»

L'intervento dei consiglieri comunali Opizzi e Foti (Fratelli d'Italia) in merito ai disagi derivanti dalla raccolta dei rifiuti porta a porta in certe zone della città. Presentata un'interrogazione

I consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Opizzi e Foti, con un'interrogazione all'Assessore competente, puntano l'attenzione sui disagi che il nuovo sistema di raccolta di rifiuti adottato da Iren sta provocando. «Al momento, in alcune zone come ad esempio via Morigi, la raccolta dei rifiuti viene eseguita da Iren porta a porta. Questo ha comportato costi e disagi per i privati che hanno dovuto prevedere all'interno delle loro proprietà delle aree adibite al ricovero dei cassonetti per la raccolta dell'immondizia. Tale piano di raccolta – continuano - ha già comportato disagi ai cittadini che hanno dovuto sia sostenere delle spese per la sistemazione dei bidoni, sia accollarsi i costi per la pulizia dei medesimi”. Ora IREN, con decisione autonoma ed unilaterale, pretenderebbe anche che i privati portino personalmente i cassonetti a livello della strada qualora la zona del ricovero sia posta al di sotto”.

“IREN sostiene che sia un problema di sicurezza per gli operatori ecologici che devono spostare i cassonetti. Tutto ciò è inaudito!” polemizzano Opizzi e Foti “i cittadini pagano tasse per i servizi sempre più alte e in cambio cosa hanno? Nel caso di specie devono pure sostituirsi agli operatori IREN”.

Alla luce dei fatti come sopra descritti, Opizzi e Foti chiedono al Comune sostanzialmente “di intervenire, non solo in via interlocutoria e di mediazione con i cittadini, ma di schierarsi dalla parte dei cittadini che non ne possono più di pagare caramente dei servizi che alla fine non ricevono”.

“Ricordiamo che questa vicenda si somma all'aumento della TASI (tassa sui servizi indivisibili) adottata da questa amministrazione per coprire i costi di tali servizi offerti ai piacentini. Ovviamente l'elenco di tali costi è stato stilato da IREN. Non possiamo dunque non chiederci come possano aumentare i costi dei servizi, se i piacentini ricevono servizi scadenti come quello della raccolta dei rifiuti come descritto nell'interrogazione”.

Infine Opizzi e Foti, da sempre contrari al mantenimento da parte del Comune di Piacenza della partecipazione in IREN, concludono “questa amministrazione ha sempre sostenuto che la nostra partecipazione in IREN, rendeva Piacenza partecipe delle decisioni adottate, tuttavia anche questo caso dimostra (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che IREN è sempre di più uno stipendificio per dipendenti e un ricovero per ex politici».

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