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Le Elezioni fanno girare l'economia: oltre 220mila euro per la campagna elettorale

I conti in tasca alle campagne elettorali dei candidati e delle loro liste. Rizzi quello che spende di più, poi Trespidi e Barbieri. Netto il divario economico tra loro e gli altri quattro candidati

La politica si fa anche grazie ai soldi: che ne ha a disposizione con più facilità può fare campagna elettorale. Alle spese elettorali c’è però un tetto per ogni lista di 76mila euro, 76mila quanti sono i cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune di Piacenza (un euro ad elettore). Quanto intendono spendere i sette candidati sindaco e le rispettive quattordici liste per la campagna elettorale? Abbiamo raccolto tutte le rendicontazioni presentate in Comune dai responsabili delle liste. Le spese comprendono manifesti elettorali, pubblicità sul web e sui media, collaboratori, stampa di volantini, programmi e “santini”, affitti di spazi o locali per riunioni. Si scopre così che le Elezioni Amministrative fanno girare l'economia locale, "muovendo" oltre 220mila euro. La cifra è destinata a salire: questo è solo un bilancio preventivo di spesa. I candidati e le liste possono spendere di meno o di più. Questa è solo la loro previsione di spesa. Inevitabile che i due candidati vincenti al primo turno decidano di investire ancora qualcosa per spuntarla al secondo turno del 25 giugno.

Chi è il candidato sindaco che investe di più? Paolo Rizzi ha a disposizione 93mila e 500 euro. Il Partito Democratico fa la parte del leone di questa campagna elettorale. Per la sua lista e per Rizzi ha messo sul piatto 48.500 euro. Tra le voci, 5mila euro di spese per il personale, 20mila per la pubblicità, 10mila per produrre materiali di propaganda. Importante anche la cifra de “La Piacenza del futuro”, la lista dei giovani under 35 a sostegno di Rizzi. Per la lista pronti 40mila euro, tra cui 5mila per organizzare eventi e manifestazioni, 15mila per pubblicità sui media, 12mila per l’acquisto o la produzione di mezzi per la propaganda. “Piacenza Più”, la lista civica a sostegno di Rizzi, intende spendere invece 5mila euro.

Anche Massimo Trespidi pensa di investire non poco, con 58mila euro spalmati sulle sue due liste. La cifra è frutto del contributo di «sostenitori». La sua lista “Massimo Trespidi sindaco” prevede 30.200 euro di spese per la campagna elettorale. Piuttosto spendaccioni - almeno stando al preventivo - anche i “Giovani con Trespidi”, con 28.200 euro di spese. Le due liste hanno distribuito su tutte le voci la somma: spiccano gli oltre 8mila euro a testa per i manifesti in giro per la città.

Il centrodestra per Patrizia Barbieri mette a disposizione quasi 50mila euro. Forza Italia può contare sui suoi fondi: il partito ha deciso di investire 15.500 euro. Analoga cifra per Fratelli d’Italia che sfrutterà 4mila euro per spese postali e 500 euro per il carburante. Diecimila euro è invece la cifra della Lega Nord, che punta molto su volantini e manifesti (4mila euro) e affissioni (2mila euro). Anche “Prima Piacenza”, la civica del centrodestra, sfrutterà gli 8500 euro a disposizione: 500 euro finiranno in «spese telefoniche», altrettanti in «spese postali». I “Pensionati” se la caveranno invece con mille euro, da dividere a metà per manifesti elettorali e stampe di volantini per i candidati.

Più staccati gli altri candidati. Sandra Ponzini e la sua “Passione Civica” si difendono con 10mila euro, divisi in spese postali, telefoniche, automezzi, un po’ di propaganda sui media e manifesti. Il Movimento 5 Stelle per Andrea Pugni prevede di raccogliere dagli attivisti 5mila e 200 euro, che intende utilizzare per manifesti, stampe del programma e dei candidati. Luigi Rabuffi di "Piacenza in Comune" conterebbero invece su 5mila euro: tra questi 200 euro di spese postali, 300 per il telefono e 500 per automezzi. 

Chiude la classifica Stefano Torre, l’istrionico candidato sindaco che si autofinanzia la campagna elettorale. Torre pensa di aprire il proprio portafoglio tirando fuori solo 490 euro: 100 euro di manifesti, 100 di “altre spese”, 200 di volantini, 90 di “santini”. La sua campagna è all’insegna del low-cost. 

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