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I dubbi di Castelli: «I “bla bla” non m’interessano più, ci vuole serietà»

«All’assemblea di ApP si fa teoria e poca concretezza. Quando il Pd proponeva le Primarie, gli scissionisti se ne sono andati. Ora si cerca un candidato unitario, tornano e vogliono le Primarie»

Affida i suoi pensieri a Facebook Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e rappresentante dei piccoli comuni in Anci. Le parole che non ha espresso direttamente all’incontro di giovedì alla Camera del Lavoro, le ha chiarite in un post e in alcuni commenti affidati ai social. Castelli si aspettava di essere il candidato sindaco “unitario” dell’intera coalizione. Invece una parte di Alternativa per Piacenza lo vede più come uno dei due candidati alle Primarie. Nella parte del rivale, Stefano Cugini.

«Ieri sera a Piacenza – ha scritto Castelli su Fb - ho partecipato ad una riunione di politica “teorica”. Purtroppo dopo il mio intervento non ho potuto fermarmi, e di questo sono dispiaciuto. Oggi sono a Roma al direttivo di Anci nazionale. Sul tavolo molti problemi caro energia, fondi Pnrr, legge di bilancio. Insomma, la “politica pratica e vera”, quella che cerca di risolvere i problemi dei cittadini. In Anci i sindaci sono una grande famiglia che accomuna Cerignale a Milano o Roma. Una famiglia di mutuo soccorso dove si parla di problemi. Quando sei lì, destra, sinistra, centro non li distingui. I problemi dei cittadini non hanno colore politico. Grazie Anci, una sana boccata d’ossigeno fatta di concretezza. Oggi mi sento utile, ieri terribilmente inutile».

In un botta e risposta, sempre su Facebook, dove gli si fa notare che non ha dimostrato, all’assemblea e nel post, di avere molta voglia di ascoltare gli aderenti di Alternativa per Piacenza, Castelli arriva al dunque. «I “bla bla” non mi interessano più». Quello che sta succedendo negli ultimi giorni in ApP è «un percorso pensato per avere un candidato ad ogni costo. Prova ne è che il Pd, quando ha proposto le primarie, qualcuno è uscito. Per rientrare quando si paventava un candidato unitario. Pretendono le primarie che prima non si volevano. È un’assemblea con porta girevole? Serietà e non “bla bla”». Insomma, a Castelli non è piaciuta la mossa degli scissionisti Cugini, Dagnino e Rabuffi, rientrati con le trecento firme di elettori della sinistra per candidare lo stesso Cugini alle Primarie.

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