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I Liberali: «Senza schiettezza si combina niente per la Camera di Commercio»

L’Associazione dei Liberali piacentini esprime in un comunicato «grave preoccupazione» a proposito della posizione della nostra provincia nell’accorpamento delle Camere di commercio

L’Associazione dei Liberali piacentini esprime in un comunicato “grave preoccupazione” a proposito della posizione della nostra provincia nell’accorpamento delle Camere di commercio. “Senza schiettezza si combina niente” dice il comunicato, che così prosegue: “Grava sulla questione un grosso equivoco, mancando la nostra terra di una classe dirigente. L’equivoco consiste nel fatto che tutti si dicono contrari al Commissario, ma per ragioni diverse e perseguendo diversi obiettivi. Prima di tutto, invece, Piacenza dovrebbe scegliere, con un’adeguata consultazione, la strada che meglio attenga alle nostre peculiarità, alla nostra posizione territoriale, ai mezzi per raggiungere gli obiettivi per i quali tutti devono convincersi ad operare. Così, c’è chi crede nella possibilità che la nostra Camera resti indipendente, chi crede sia bene andare con Parma e Reggio Emilia, chi pensa sia bene integrarci con Pavia, con Cremona, magari anche con Mantova (che sono tutte ancora non accorpate, a differenza di Lodi che è andata con Milano). Il problema è quindi anzitutto di vedere cosa si vuol fare e dove si vuole andare, i mezzi seguiranno in coerenza. Diversamente, Piacenza rischia di restare a piedi da tutte le parti o di consolidare la vocazione espressa in questi ultimi anni di subordinazione ad altri e chiedendo ad altri di fare il nostro interesse, come se questo fosse davvero un obiettivo da perseguire. Il commissariamento, di per sé, non è nocivo perché il Commissario avrà dalla legge la possibilità di prescindere da ogni scelta e dipenderà quindi da noi se, in questo caso, sapremo farci valere. Potrà anche scegliere che noi si vada con Parma e Reggio Emilia ma che questo sarebbe un ennesimo caso di subordinazione lo si evince anche dal comunicato dei sindacati, nel quale si afferma che quest’ultimo tipo di accorpamento porterà a “risvolti sostanzialmente paritari” ove illuminante è il termine “sostanzialmente”, che sappiamo tutti a che cosa ci porterebbe così come a che cosa ci ha alla fine sempre portato”.

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