I “polledriani” difendono l’ex assessore: «Ha dato fastidio ai poteri forti, era l’unico che agiva per il cambiamento»

Nel gruppo consiliare del Carroccio si apre una crepa dopo la revoca delle deleghe a Polledri. Il leghista Montanari mette in guardia la maggioranza: «Da oggi nulla potrà essere dato per scontato». Trespidi (Liberi): «Comune sotto tutela dei partiti, la Giunta va azzerata, il sindaco si deve circondare di persone capaci e a tempo pieno»

Massimo Polledri

«Direi che è venuto il momento di azzerare la Giunta per cambiare completamente marcia. Il sindaco Patrizia Barbieri deve circondarsi finalmente di Massimo Trespidi-15persone capaci, di assessori a tempo pieno nel senso effettivo della parola (la gran parte dei componenti della Giunta stanno continuando con la propria attività professionale, nda) e abbiano a cuore la città, che non siano lì per la poltrona. Sono ancora in tempo a cambiare le cose. Attualmente il comune è sotto tutela dei partiti e si è occupato solo di piccoli atti di ordinaria amministrazione». Massimo Trespidi di "Liberi" espone il suo pensiero in merito all'impasse che sta avvolgendo la Giunta Barbieri a margine della sua conferenza stampa su traffico cittadino e mobilità, conferenza indetta insieme al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. Parole che trovano d’accordo anche il grillino Sergio Dagnino. «Non stanno prendendo decisioni –aggiunge il pentastellato - su nulla. Né su piazza Cittadella e il suo parcheggio, né sul progetto Terrepadane, né sul nuovo ospedale. Tutto rimane fermo: sono interventi che richiedono anni di lavoro, rischiamo di non vederli neanche partire in questo mandato. Sempre che vediamo questo mandato arrivare al termine dei cinque anni».  

Mentre Trespidi e Dagnino parlano nella sala "Cattivelli" al piano terra del Comune, a Palazzo Mercanti entrano – uno alla volta- gli uomini delle segreterie del centrodestra. Inevitabile pensare a una riflessione tra i partiti e il sindaco sul da farsi. In Comune passano infatti Tommaso Foti e Gian Carlo Migli per Fratelli d’Italia, Antonio Agogliati e Jonathan Papamarenghi per Forza Italia. In quel momento – il pomeriggio del 19 ottobre – Trespidi e Dagnino ancora non sanno che l’assessore Paolo Garetti ha rassegnato le sue dimissioni al sindaco Patrizia Barbieri.

Se Paolo Garetti, civico della lista “Prima Piacenza”, entrato in Giunta da primo dei non eletti, non aveva dietro di sé un partito, l’addio di Massimo Polledri ha provocato senz’altro più rumore. Più votato del centrodestra con 383 preferenze alle Comunali del 2017, l’ex parlamentare riscuoteva il consenso e l'amicizia personale anche di una fetta del gruppo consiliare del Carroccio. Degli otto consiglieri eletti a Palazzo Mercanti, alcuni sono molto vicini a lui. Lo sono sicuramente Carlo Segalini, presidente della commissione cultura, Nelio Pavesi e Marco Montanari. Così come anche Lorella Cappucciati. Rapporti meno intensi con il capogruppo Stefano Cavalli e i giovani del Carroccio: Marvin Di Corcia, Davide Garilli e Chiara Reboli.

L’uscita di scena di Polledri – il sindaco Barbieri gli ha revocato tutte le deleghe – è stato accolto male dai “polledriani”. Nelio Pavesi già marco montanari-3da tempo è un battitore libero della maggioranza e su diversi provvedimenti ha fatto mancare il suo voto favorevole, che rischia di venire meno con ancora maggiore frequenza. Non si nasconde neanche Marco Montanari, che sui social prende le difese di Polledri in aperto contrasto con la decisione del sindaco. «Da alcune ore – scrive Montanari - l'amico Massimo Polledri non è più assessore del Comune di Piacenza. Per scelte che non condivido, è stato escluso dalla macchina amministrativa. Ti voglio ringraziare pubblicamente per il prezioso lavoro svolto: hai lavorato in un sistema ostile, sei stato l'unico vero e puro portatore della tanto sbandierata "aria nuova" che ancora non si vede, e temo non si vedrà mai. Magari a volte con modi un po' sopra le righe, hai provato a cambiare quello che ormai andava di routine, con uffici comunali e dirigenti ben abituati a 15 anni di solita musica, molto stonata e inadatta ai nostri giorni. I valori nobili della Famiglia (ne esiste una sola), del Cristianesimo, della Cultura, della lotta alle droghe, del fare cose di Destra (per le quali ci hanno votato in massa) ti hanno spinto ad innescare il cambiamento, ma purtroppo hai dato fastidio a qualche potere forte, che sicuramente si è messo di traverso alla prosecuzione del tuo cammino. Stavi tirando la volata alla maggioranza, cercando di farci uscire dallo stesso immobilismo che ha impantanato i nostri predecessori, hai mescolato carte pericolose, accordi già pronti, e hai pagato carissima questa sana voglia di lavorare e di fare. Più facile sarebbe stato (altri lo fanno) restare sullo scranno ben remunerato, stare nel mezzo, non toccare nulla: così si campa 5 anni, forse il doppio, ma per chi ci crede davvero, è impossibile stare fermi anche un solo giorno. Non ci conosciamo da molto, ma apprezzo le qualità che resteranno da esempio, e l'amico che resterà riferimento e compagno di avventure. Magari ora qualche stupido avrà soddisfazione, ma non ce ne curiamo, lavoriamo a testa alta. Massima stima e solidarietà. Da oggi nulla potrà essere dato per scontato». Quest’ultima frase lascia presagire una fiducia nei confronti dell’Amministrazione che potrebbe venire meno in qualsiasi momento e su qualsiasi atto.

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