Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

I programmi di Rizzi e Barbieri a confronto: cultura e turismo

Il confronto tra i programmi elettorali dei due candidati sindaco di centrodestra e di centrosinistra che si sfideranno al ballottaggio del 25 giugno

Cosa propongono Patrizia Barbieri (candidata sindaco del centrodestra) Paolo Rizzi (candidato sindaco del centrosinistra) sui più importanti temi strategici che coinvolgono il presente e il futuro di Piacenza? Conosciamo meglio i due candidati sindaci, che si sfideranno al ballottaggio del 25 giugno. In questa quinta puntata scopriamo i loro programmi su cultura e turismo.

IL PROGRAMMA DI PAOLO RIZZI

Cultura, Turismo e Commercio,  Piacenza viva 

Vision e Obiettivi

La Piacenza che vogliamo parte da un patrimonio culturale ricco e importante, fatto di opere, monumenti, fattori immateriali (tradizioni, saperi…), attori culturali (musicisti, artisti, scrittori, attori, video maker, registi…) e operatori culturali (critici, galleristi, editori, promotori, curatori…).

Dalla cooperazione con questa parte attiva del tessuto sociale potranno nascere progetti condivisi e di valorizzazione del territorio. I fruitori di ogni proposta culturale sono innanzitutto i cittadini e in contemporanea visitatori e turisti. Una città accogliente e abitata da cittadini inseriti in un’ articolata ed eterogenea offerta culturale diventa garanzia per un’esperienza turistica autentica.

Questo significa da una parte continuare ad investire sulle eccellenze presenti sul territorio (stagioni teatrali, l’orchestra giovanile Cherubini), sui musei come luoghi interattivi delle espressioni artistico? culturali capaci di contaminare antico e contemporaneo, sulle biblioteche ( luoghi di ricerca, di confronto, di conservazione, di mostre) sulla formazione rafforzando la sinergia con le scuole di ogni ordine e grado (scuole, università, centri di studio); dall’altra parte risulta necessario implementare l’offerta culturale e turistica mediante la valorizzazione dei beni materiali e immateriali della città, in sinergia con il territorio provinciale, regionale, e più in generale, con città e luoghi che hanno denominatori comuni con Piacenza.

Possiamo parlare di Cultura come economia nella misura in cui genera indotto e occupazione, inserendosi nei settori produttivi del territorio ( ad ex. imprenditorialità nei settori culturali e creativi) , dalla ristorazione all’artigianato, ai prodotti enogastronomici, alle strutture ricettive.

Il ruolo del Comune deve evolversi e divenire coordinatore delle realtà presenti, facilitatore nello scambio di informazioni, programmatore per lo stanziamento delle risorse e snodo centrare per la ricerca di finanziamenti.

Diviene importante riflettere anche sulla dimensione educativa che l’amministrazione ha nei confronti dei cittadini e questo si esprime attraverso le iniziative promosse e il rispetto dimostrato per i luoghi storici e simbolici della città.

Con maggiore attenzione si dovranno identificare i luoghi adibiti agli eventi. Importante sarà anche riflettere sulla definizione delle iniziative che possono essere di formazione, istruzione, ricreazione, ma sempre progettate.

Tutto questo nell’ottica di dare alla città, in ogni suo quartiere, dignità, densità, decoro e di generare scambi e vitalità, identificazione, partecipazione.

La valorizzazione del commercio è un altro tassello importante per la crescita di Piacenza e la rivitalizzazione del centro storico. Il lavoro iniziato ormai da diverso tempo con la cabina di regia per la valorizzazione del centro commerciale naturale, finanziata dalla legge regionale 41, e composta da Comune di Piacenza, dalle Associazioni maggiormente rappresentative per il commercio in centro storico e da Camera di Commercio, va consolidato e implementato.

Progetti

Candidatura di Piacenza a Capitale Italiana della Cultura 2020: prepararsi alla candidatura significa non solo scrivere il dossier ma continuare e aumentare l’investimento culturale nel termine più ampio del termine, come crescita del senso di inclusione sociale, di appartenenza alla comunità per il benessere individuale e collettivo.

Prevede:

creazione e promozione della governance pubblico?privato;

creazione di un comitato scientifico?esecutivo;

coinvolgimento di tutti i portatori di interesse ( Fondazione Teatri, Piacenza, Musei in Rete, Polo Bibliotecario Piacentino, Associazioni culturali, di categoria, sportive, Ordini professionali, Fondazioni Bancarie, Istituti di credito, Università, Scuole, Piacentini famosi nel mondo …);

preparazione del programma da realizzare nel 2020 che prevede una città in continuo divenire in termini di rigenerazione urbana, programmazione culturale, valorizzazione dei beni artistici ed ambientali, attività commerciali e sportive;

coordinamento con gli operatori turistici e con le aziende che già svolgono opera di aggregazione tra le imprese del settore col fine di promuovere e commercializzare l’offerta turistica piacentina e ampliarla con offerte mirate ai diversi pubblici, in particolare creando offerte specifiche per le famiglie.

scelta di un evento fortemente attrattivo per il 2020

collaborazioni estese a tutto il territorio provinciale, a partire dal Circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza in cui è inserito anche Palazzo Farnese con la Cittadella Viscontea.

Macroeventi culturali: mostre dedicate a Pordenone, De Longe, architettura effimera (es.apparati settecenteschi), arte contemporanea, organizzati in modo da essere attrattori di interessi articolati, con eventi collaterali e coinvolgimento di differenti portatori di interessi.

Piacenza, crocevia di strade, itinerari, cammini Tra queste iniziative si inseriscono:

le celebrazioni del 2018 per Piacenza Romana (218 a.C – 2018), mostre, allestimento sezione Piacenza romana a completamento del Museo Archeologico, itinerario di Piacenza romana con visite a siti romani presenti in città e inserite in strutture private, itinerario turistico tra Piacenza e Veleia Romana.

la cura e la valorizzazione dei percorsi e dei cammini, in particolare la Via Francigena e Via degli Abati

la valorizzazione delle vie di Fiume: iniziative volte alla valorizzazione del Po con l’estensione delle iniziative sul Po a partire dagli eventi di Associazioni Culturali già iniziate dal 2012, con il coinvolgimento del Consorzio di Bonifica, Parco del Trebbia, utilizzando Protocolli già in essere e gli strumenti della legge 4/2016

la valorizzazione delle vie dei Teatri, dei Musei, del Cinema e delle Biblioteche in città, con eventi coinvolgenti pubblico e privato dal centro alla periferia: ad esempio la stagione musicale del Teatro può estendersi anche nel periodo estivo, ampliare la tipologia dell’offerta, riconoscendo Festival presenti e attesi dal pubblico (ad es. Cinema sotto le Stelle, rassegne letterarie);

la valorizzazione delle vie dell’arte (es.”Le città del Pordenone”, Protocollo con Cremona, Pordenone, Piacenza) e delle vie della tradizione ( ad ex. le vie di Piacenza Primogenita)

Estate culturale

In questa nuova iniziativa si potranno aprire e far conoscere ai cittadini e ai turisti, attraverso arte, letteratura, musica, cinema, teatro e danza, luoghi storici nuovi recuperati e da recuperare come l’ex Lab Pontieri, e la chiesa del Carmine e per portare la cultura anche in periferia (es. frazioni e polo logistico in cui sarà possibile coinvolgere nelle iniziative culturali i soggetti economici attivi su questa parte del territorio cittadino ). Questa iniziativa sarà anche occasione di promozione per alcune realtà musicali di eccellenza, scolastiche e professionali, attive da anni nella città e sul territorio.

Arte contemporanea a Piacenza

Continuando il sostegno del Comune all’Associazione Giovani Artisti dell’Emilia Romagna (GAER) al fine di mettere a sistema le principali realtà del territorio che offrono servizi per il settore della creatività e promuove i loro progetti e prodotti, proponiamo una mostra che metta in dialogo gli artisti contemporanei affermati e i nuovi talenti.

Per indagare a cinquant’anni dalla mostra Piacenza 67, voluta dal sindacato Pittori e Scultori piacentini cosa è rimasto e cosa c’è di nuovo.

Commissione Cinema

Un’agenzia di attrazione di produzioni cinematografiche e investimenti puliti che mirano alla promozione e valorizzazione del territorio e alla valorizzazione delle competenze professionali presenti (registi, attori, tecnici) giovani ed esperti.

Questo attraverso il rafforzamento dell’adesione alla Film Commission ? Regione Emilia Romagna (L.R. 20/2014) e in collaborazione con APT (Azienda Promozione Turistica) Servizi

Emilia Romagna. La commissione Cinema valorizza le esperienze della Scuola di cinema di Bobbio, Concorto, Cinemaniaci, e in passato del concorso Location Piacenza).

Si occupa di stilare un catalogo di location da affittare per film, serie e pubblicità, svolge le pratiche burocratiche e organizzative e tecniche, organizza rassegne, festival monografici, rassegne di genere.

Banca della memoria

Individuare e rendere disponibile uno spazio fisico e virtuale per la valorizzazione delle tradizioni, del dialetto, delle storie (familiari, personali, aziendali) degli archivi fotografici privati e già organizzati (Archivio Croce, Manzotti, Fagnola), delle musiche tradizionali della provincia.

Da questa Banca “dati” saranno sviluppate mostre tematiche, edizioni, registrazioni musicali.

Valorizzazione del centro commerciale naturale

Decoro urbano: particolare attenzione all’arredo urbano per rendere più bello e accogliente il centro storico;

Prosecuzione progetto marketing con campagne di promozione che riguardino le città limitrofe per attrarre residenti del basso lodigiano e cremonese;

Pianificazione degli eventi con maggiore valorizzazione di quelli già esistenti e di consolidato successo.

Sicurezza  serale:  coordinamento   della  sicurezza       coinvolgendo  i  pubblici  esercizi attraverso forme di collaborazione con i privati;

Posizionamento telecamere su Corso Vittorio Emanuele e su Corso Garibaldi;

Potenziare controlli su accattonaggio e parcheggiatori abusivi;

Regolamentazione orari carico? scarico in centro storico;

Individuare percorsi virtuosi per la riqualificazione dei negozi sfitti;

La tecnologia al servizio del commercio: sviluppo applicazioni smartphone;

Creazione della Piacenza – Card attraverso il coinvolgimento degli operatori anche in funzione del turismo;

Potenziamento della banda larga a servizio dei cittadini.

Valorizzazione dei Mercati

terminare l’iter per l’assegnazione delle licenze a seguito del bando Bolkestain;

aprire alle migliorie per gli ambulanti che ne hanno diritto;

borchiare i posteggi di tutti i mercati;

controlli abusivismo commerciale

Promuovere il commercio nelle periferie

promuovere il tavolo di lavoro sul commercio in periferia, interassessorile, volto ad analizzare a approfondire le problematiche legate al commercio distinguendo le  singole zone con le relative peculiarità;

realizzare eventi volti a far conoscere la realtà commerciale periferica.

IL PROGRAMMA DI PATRIZIA BARBIERI

TURISMO


Il turismo e? un fattore chiave per rilanciare l’economia, anche a Piacenza, e deve essere incentivato attraverso strategie innovative e sinergie tra soggetti pubblici e privati che già oggi operano in questo campo.
Piacenza può vantare eccellenze di assoluto livello a livello nazionale in capo culturale (i nostri musei e le nostre chiese) ed enogastronomico. Su queste basi vanno costruiti percorsi tematici (cultura, enogastronomia, sport, ambiente) in grado di attrarre flussi turistici. Occorre una cabina di regia (tra pubblico, privato e associazioni) in grado di trovare e promuovere le soluzioni giuste per il nostro territorio. Bisognerà procedere in modo organico, individuando come prima cosa le fonti di finanziamento.
Servono dei progetti innovativi, alcuni dei quali già scritti per Expo 2015 ma non realizzati. E’ necessaria poi la creazione di percorsi tematici e la predisposizione di un piano di comunicazione efficace ed efficiente rivolto all’esterno dei confini della nostra provincia.
Bisognerà essere attenti a tutti gli aspetti relativi all’ accoglienza dei turisti, oggi purtroppo ancora trascurati; a partire dalle piccole cose, come realizzare una cartina del turista da consegnare alle strutture ricettive di Piacenza e Provincia in modo da orientare i visitatori e segnalare loro le principali attrazioni.


Bisogna uscire dalla estemporaneità e dalla gestione dei singoli eventi che già esistono e si ripetono nel tempo in modo quasi autonomo e passare ad una vera e propria agenda del turismo per una promozione integrale del territorio in accordo con Provincia e Regione.
E’ necessario un maggior coinvolgimento di tutte le realtà interessate e con loro condividere alcuni macro progetti (individuazione dei 4-5 eventi principali all’anno) sui quali rivolgere l’attenzione e le risorse dell’amministrazione. In termini di promozione sarà poi necessario riprendere la partecipazione, meglio se in forma associata, ai maggiori eventi fieristici nazionali promuovendo e consolidando l’immagine di Piacenza in termini di brand inteso come valore di referenza culturalmente accreditata. Il nostro obiettivo è quello di favorire la nascita di un “piano integrato” che includa natura, artigianato locale e tradizioni, cultura, musica, arte, sport, cinema, teatro, monumenti, prodotti enogastronomici, feste religiose, festival, etc. Il piano propone un sistema organizzato le cui linee strategiche perseguono i seguenti obiettivi generali:
-ampliare e diversificare l’offerta turistica per renderla più sostenibile e più competitiva attraverso il pieno utilizzo della pluralità e della varietà di patrimoni culturali, naturali, antropologici e di altra natura, espressi anche attraverso le competenze, i saperi, i talenti e le tradizioni locali;


- creare le condizioni favorevoli per il consolidamento e il rilancio della filiera allargata del turismo quale settore chiave per lo sviluppo sostenibile del territorio;
- sviluppare un marketing efficace e innovativo puntando a strumenti e azioni per migliorare la capacità di penetrazione del “brand Piacenza” nei mercati di riferimento e nei nuovi mercati. La forza del brand è tra i fattori determinanti nella dinamica di acquisto della destinazione, interagendo direttamente con la sfera dei desideri e l’immaginario dei viaggiatori;
- attivare collaborazioni che coinvolgano i diversi livelli della pubblica amministrazione, gli attori territoriali e la cittadinanza, al fine di condividere costantemente le strategie ma anche la loro implementazione, secondo criteri comuni di efficacia ed efficienza;
- privilegiare le manifestazioni che portano un effettivo vantaggio in termini di immagine e di richiamo turistico, evitando di disperdere le risorse in iniziative senza ritorno;
- favorire la destagionalizzazione dell’offerta turistica attraverso l’impulso degli eventi culturali, del turismo enogastronomico e paesaggistico;
- adeguare la segnaletica turistica attraverso una corretta pianificazione, per migliorare e agevolare l’accessibilità dei punti di interesse e ridurre gli impatti ambientali e visivi;
- realizzare campi estivi universitari per studenti stranieri o di altre regioni; tale iniziativa non è un mero fatto legato all’attività accademica, bensì un potente strumento strategico di promozione del territorio attraverso le strutture educative. Chi viene in giovane età nel territorio se lo porterà con sé (quante volte siamo andati in una località perché un amico o un conoscente ce ne ha parlato bene?).

CULTURA

Piacenza ha forte necessità di ritrovare la sua cultura, che è quella di una città antica e autorevole che ha rappresentato, nella storia, una realtà importante e capace di creare cospicui crocevia con altre realtà italiane ed europee. Si tratta di procedere a livello sistematico e sistemico, non con iniziative sporadiche ancorché corpose ed eclatanti, bensì con un metodo basato sulla continuità e con rapporti di adeguato livello con realtà accademiche e scientifiche capaci di fornire un respiro adeguato e dimensioni non occasionali.
Tale impegno dovrà tener conto sia della cultura che riporta alle diverse epoche del passato e ai preziosi tesori artistici, letterari, monumentali, archeologici che ne sono rimasti, sia della cultura del presente, la quale può certamente far leva sulle doti di spicco che la gente piacentina sa incarnare quando seriamente impegnata e altrettanto seriamente sostenuta.
Occorre, in primis, avere un concetto fondato di “cultura”, la quale non si limita certamente a quanto emerge nei documenti e nelle cose, ma è tale soprattutto – e imprescindibilmente – nella misura in cui si basa sulla centralità della persona, nella sua dimensione individuale e nella sua intrinseca socialità, quindi quando incarna il contesto nel quale l’uomo abita autenticamente il territorio e le sue realtà, lasciando concrete testimonianze di quanto sia in grado di valorizzare la sua stessa dignità: condizione assolutamente indispensabile, altrimenti non è vera cultura.


Su tale linea, il primo nostro impegno sarà quello di sostenere quanto ha dimensione valoriale, a cominciare dalla famiglia, cellula fondamentale della società, nel rispetto civile delle scelte alternative ma nella chiarezza imprescindibile di quanto solo può e deve essere inteso per famiglia. Ciò significa, naturalmente, sia impegno culturale e civico-amministrativo verso la famiglia, sia impegno per gli aiuti e gli incentivi anche finanziari ( ma non solo ) atti a sostenere la famiglia stessa e la sua proiezione sui figli e verso l’incremento demografico, prima ricchezza di un territorio. Questo potrà avvenire anche previi contatti collaborativi con gli ambienti associativi impegnati in un sostegno alla famiglia non equivoco e non ideologicamente condizionato.

Ci impegneremo a modificare costruttivamente uno stile che da molto tempo condiziona le iniziative culturali locali rendendole spesso asfittiche o comunque limitandone il respiro di universalità, vale a dire il forte condizionamento ideologico che, negli ultimi tempi, ha portato a privilegiare, talora anche in modo piuttosto smaccato ed esclusivistico, certi ambienti, certi autori, certi contesti, certe alleanze, certi percorsi, certe connessioni organizzative, lasciando spesso nell’ombra e deluse altre realtà culturali valide, emarginate solo in quanto non legate a filoni ideologici e politici che hanno fin troppo condizionato le scelte culturali per Piacenza. Per esemplificare, potremmo far riferimento all’importante ambiente teatrale, nel quale certi protagonisti di grande valore latitano da tempo a Piacenza in quanto immuni da quei “passaporti culturali” di cui sopra. Un discorso analogo potrebbe esser fatto per il Conservatorio di Musica, la cui progressiva perdita di autorevolezza è coincisa, negli ultimi tempi, con forti monopoli ambientali.


Avviene da tempo che a Piacenza le cose importanti della cultura le muovano sempre e solo gli stessi (anche se in modo talvolta stimabile), una situazione che toglie molto ossigeno a molti altri e che ha bisogno di essere decisamente superata. Ciò, anche cercando sostegni più pluralistici da parte della stampa e dei media locali. E’ dunque importante che anche le presenze ai tavoli e nelle commissioni culturali importanti siano selezionate con accurati e severi criteri di competenza e di libertà da condizionamenti ideologici, in corretto equilibrio fra le forze culturali e politiche sul campo e con autentici obiettivi di ricerca dell’incremento culturale del territorio.
Un capitolo importante della vita culturale piacentina è indubbiamente rappresentato dai rapporti con la Chiesa Cattolica nella sua dimensione locale, con le realtà della Diocesi e della Curia Vescovile, con l’associazionismo cattolico. A questo riguardo occorrono legami non episodici, da affidarsi a persone espressamente impegnate in tal senso, al fine di trovare denominatori comuni di autentico sostegno all’incremento di quella dimensione valoriale di cui sopra si diceva.


Rapporti analoghi, ma proporzionati ai naturali rapporti identitari della piacentinità e italianità e alla matrice di fondo che sostiene la nostra cultura di origine, saranno da costruirsi con le minoranze religiose che nella nostra città rappresentano presenze significative da tempi più o meno lunghi. Quanto detto per l’associazionismo cattolico vale, beninteso, per l’associazionismo culturale in genere, col quale mantenere costruttivi rapporti nella misura in cui ciò possa portare linfa culturale, garantendo, magari, anche sedi e locali utili, a condizioni e garanzie precise. Per indicare un settore di forte rilevanza culturale per una città antica e importante quale Piacenza, questo è certamente rappresentato dalla valorizzazione della pregnanza di reperti archeologici, un settore spesso trascurato e sacrificato ad altre realtà come ben hanno testimoniato le due occasioni perdute, una negli anni 1980 e l’altra più recentemente, di valorizzazione delle cospicue realtà archeologiche di viale Risorgimento, e non solo. La sfida: Piacenza capitale della cultura italiana.

Sono anni che si parla di far fare a Piacenza un salto di qualità, così da valorizzare i suoi gioielli in ambito culturale. Molto spesso si è pensato che fosse sufficiente alimentare la vivacità cittadina per fare di Piacenza un luogo attrattivo sotto il profilo culturale. Ma così non è. Anche la riuscita mostra sul Guercino, realizzata soprattutto grazie all’impegno economico della Fondazione di Piacenza e Vigevano, non ha portato tanti visitatori a scoprire le altre eccellenze culturali del territorio (dalla Galleria d’Arte Ricci Oddi all’Antonello da Messina dell’Alberoni, dal fegato etrusco di Palazzo Farnese al Codice Landiano 190 della biblioteca Passerini Landi).
Abbiamo citato solo alcuni esempi, ma significativi, utili a comprendere l’enorme spazio che Piacenza ha per crescere il proprio peso all’interno del movimento turistico legato alle città d’arte.
Per detta ragione, il Consiglio Comunale di Piacenza ha approvato una mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia affinché Piacenza partecipi – nel 2020 – alla selezione indetta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per il conferimento del titolo di “Capitale italiana della cultura”. E’ una sfida, certo. Siamo ben consapevoli che la concorrenza sarà tanta e agguerrita (ogni angolo dell’Italia rappresenta di per sé un ), ma è una sfida che si può vincere. Non mancano, come detto, i punti di forza della nostra offerta culturale, ai quali possiamo aggiungere una rete di chiese che, per i vari periodi storici rappresentati, sono anch’esse potenziali e formidabili luoghi di attrazione per i turisti. Con benefici per tutti, a partire dagli operatori commerciali.


Di seguito, alcune idee.
- Galleria Ricci Oddi. Occorre trasformarla in un’esperienza unica in Italia, una galleria dove poter anche studiare, fare ricerca, piccole mostre a budget bassissimo ma molto coese, insomma una galleria da promuovere presso i giovani. La Galleria è attualmente un gioiello non valorizzato, proprio negli anni in cui l’arte dell’Ottocento ha cavalcato l’onda più alta. Altra cosa, l’impianto di climatizzazione: una promessa mai mantenuta dalla giunta di sinistra. Questa mancanza ha costretto non solo lo spostamento della collezione a Bobbio durante l’estate 2016, a causa di temperature troppo elevate e umidità insostenibile, ma anche diverse rinunce da parte dei turisti alla visita del Museo durante i mesi in cui si è tenuto l’ Expo. Si pensi alla cera del Medardo Rosso, Ecce Puer, che soffre queste devastanti condizioni ambientali e rappresenta uno dei pezzi più pregiati della collezione. Da ultimo, serve un miglioramento della comunicazione istituzionale del Museo, aumentandone la visibilità in città e in provincia. Non c’è traccia, per esempio, di cartellonistica sulla via Emilia.
- Comunicazione social istituzionale. Piacenza è l’unica città capoluogo dell’ Emilia Romagna a non avere aperto i profili istituzionali social per una comunicazione più vicina ai cittadini, più veloce e più economica rispetto a quella tradizionale. In questi anni si è parlato spesso di smart city ma a livello pratico pochissimo è stato fatto per avvicinare i cittadini alla cosa pubblica.
IAT. La porta degli uffici è spesso chiusa, il servizio di informazioni turistiche è ridotto o comunque non sfruttato a dovere. Un appalto che pesa molto sulle spalle del Comune dovrebbe funzionare in maniera diversa.
Eventi. Maggiore fruibilità di eventi culturali non solo in P.zza Cavalli ma anche in Piazzetta Plebiscito e al Daturi.
Sostegno alle Associazioni. Prima quelle più “antiche”, con una storia, come la Filodrammatica Piacentina, gli Amici dell’Arte, la Famiglia Piasinteina, per arrivare fino alle più recenti. Non soldi dati a pioggia ma aiuti concreti, come il riscaldamento nei mesi invernali.
Educazione al bello. Portare nelle scuole progetti seri per sensibilizzare i ragazzi alla bellezza. Le ore di storia dell’arte attualmente sono pochissime ed è importante invece sensibilizzare gli studenti piacentini al bello. I ragazzi, se vengono educati, non imbratteranno la città di scritte. Una sorta di educazione civica.

Ripristinare la commissione di ornato. Nella nostra città spesso si usano intonaci pessimi, di colori brutti, soprattutto nella periferia. Ci vorrebbe una commissione artistica formata da diverse persone (con competenze) con il compito di vigilare sul decoro della città.


Tradizioni
La propria storia, la propria cultura e la propria lingua sono un bene prezioso di ogni comunità, vanno salvaguardati, valorizzati e sponsorizzati con iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale. Usi e costumi, saggezza popolare, gastronomia locale, manifestazioni teatrali, feste stagionali, letteratura ed arte popolare sono fondamentali anche per il turismo. In questa direzione saranno concessi aiuti ed incentivi a quelle associazioni che si impegneranno in questo campo. Particolare attenzione inoltre sarà rivolta ai giovani, in quanto è doveroso che ogni ragazzo ed ogni ragazza sia a conoscenza della storia e della cultura della propria città (in questa ottica si prenderanno accordi anche con gli istituti scolastici cittadini). In particolare, saranno anche incentivate iniziative di vario genere in collaborazione con la “Famiglia Piasinteina” e con tutte le compagnie dialettali per riscoprire e valorizzare il nostro dialetto. Per quanto riguarda l’enogastronomia, sarà fondamentale aumentare drasticamente gli eventi organizzati con le aziende del territorio (sullo stile del “Gut Fest”)


Quanto alla cultura popolare, non vi sono dubbi che essa non debba significare manifestazioni pseudoculturali dozzinali e stridenti con l’eleganza dei luoghi cittadini. Vivacità del centro storico non significa trasformare una città d’arte quale Piacenza in una sagra alimentare continua, un fenomeno che negli ultimi tempi ha disturbato non poco le nostre belle piazze. La gastronomia è certamente cultura (e Piacenza ha molto da dare e da dire in tale senso). Lo stesso dicasi per la musica. Ma questo non vuol dire trasformare la città in un carnevale paesano. Il centro cittadino ha grande necessità di rivivere, ma non certo con reiterate sagre alimentari ed esibizioni di strada.


 

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