I programmi di Rizzi e Barbieri a confronto: lo sviluppo economico

Il confronto tra i programmi elettorali dei due candidati sindaco di centrodestra e di centrosinistra che si sfideranno al ballottaggio del 25 giugno

Cosa propongono Patrizia Barbieri (candidata sindaco del centrodestra) e Paolo Rizzi (candidato sindaco del centrosinistra) sui più importanti temi strategici che coinvolgono il presente e il futuro di Piacenza? Conosciamo meglio i due candidati sindaci, che si sfideranno al ballottaggio del 25 giugno. In questa seconda puntata scopriamo i loro programmi sullo sviluppo economico
 

IL PROGRAMMA DI PATRIZIA BARBIERI

Far crescere Piacenza

Gli investimenti sono il motore dello sviluppo economico e, quindi, anche della crescita dell’occupazione. Quella del lavoro, insieme all’innovazione, è una sfida fondamentale per Piacenza. Dopo la fase di deindustrializzazione che ha visto ridimensionare, quando non scomparire, alcune grandi attività produttive, è necessario favorire la vocazione naturale di Piacenza, quella di città-snodo per il trasporto delle merci. L’insediamento di aziende attive nella logistica di ultima generazione può permettere di attrarre non solo attività manifatturiere ad essa legate ma anche importanti centri direzionali dedicati. E’ una scommessa?. Noi riteniamo che sia una formidabile opportunità ma, anche se non vogliamo considerarla tale, vale la pena di giocare la partita. A meno che qualcuno preferisca continuare ad assistere passivamente alla fuga dalla città di migliaia di persone che, in particolare in Lombardia, trovano opportunità di lavoro e, soprattutto i giovani, anche di residenza. Proprio perché il consumo del suolo oggi assume un rilievo importante per la qualità della vita di una città è forse il caso di pensare che, per evitare di utilizzarne inutilmente altro, occorre dare spazio a quelle attività rivolte al futuro, piuttosto che a quelle che non ne avranno alcuno.

Nel momento in cui pare che ci si stia avviando a vedere completamente occupata l’area del polo logistico di Piacenza, è sotto gli occhi di tutti come in questi anni sia mancato un controllo e una gestione coordinata degli insediamenti industriali. Il polo logistico risulta nei fatti una mera sommatoria di capannoni, che hanno sottratto terreno verde senza fornire in cambio alcun valore aggiunto, né da un punto di vista di sviluppo economico per la nostra città, né garantendo un’occupazione qualificata in particolare per le giovani generazioni piacentine. Ciò che ci proponiamo di fare è di trasformare nei limiti del possibile questo polo in un parco logistico che porti nei fatti un valore aggiunto alla città. Se si aprissero poi nuove possibilità di insediamento con queste caratteristiche, cioè con l’impegno da parte degli investitori di realizzare un parco integrato, logistico, industriale e artigianale che offra servizi di eccellenza, lavoro qualificato e il più possibile ecosostenibile, saremmo miopi a non prenderle in considerazione, convinti che una logistica di ultima generazione, il manufatturiero e i centri direzionali possano contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra città e del nostro territorio. Confermiamo però la contrarietà ad una ingiustificata occupazione di suolo e a soluzioni che non prevedano positivi ritorni in termini di politica ambientale.

Pensiamo inoltre ad una “Piacenza low tax”, che attiri gli investimenti sul territorio delle d’imprese innovative e hi-tech, e cioè di quelle che, ben più di altre, occupano alte percentuali di laureati. Non mancano di certo – per una loro utilizzazione – le aree e i manufatti ad uso artigianale da tempo abbandonati.

La presenza dei poli universitari deve poi diventare un fattore di sviluppo e un’opportunità di crescita per la città, mediante un raccordo tra amministrazione, mondo della ricerca, mondo imprenditoriale e delle professioni. Questo rapporto virtuoso si estrinseca attraverso la realizzazione di incubatori d’impresa e incubatori della creatività, spazi dove far nascere nuove iniziative imprenditoriali e sviluppare la creatività applicata in un rapporto sistemico ad alto valore aggiunto con la ricerca

Politiche attive del lavoro e partite iva. Piacenza “esporta” ogni giorno migliaia di lavoratori in altre sedi. Non è questo solo un fatto sociale o legato al pendolarismo. Sono competenze spesso elevate che vanno ad arricchire territori in competizione col nostro. Piacenza deve tornare a crescere, deve ri-produrre lavoro e opportunità per tutti. Il mondo delle professioni, in particolare, costituisce ormai in percentuale la parte più consistente del tessuto economico e produttivo della città. Il fenomeno delle partite iva è consistente e non si può più far finta che non esista. Si tratta quindi di promuovere un’azione di collaborazione pubblico-privato che metta in campo di fianco alla tradizionale azione di incrocio domanda-offerta un’agenzia per l’incrocio domanda-domanda, ovverosia la ricerca di opportunità di lavoro per i professionisti e le ditte individuali offerte dalle imprese più grandi che gli stessi non riescono ad intercettare. Inoltre, dato il cospicuo numero dei lavoratori con partita iva, si valuterà la costituzione di una loro rappresentanza associativa che sarà chiamata al pari delle altre parti sociali alle consultazioni relative al lavoro in cui l’Amministrazione comunale si farà parte attiva.

IL PROGRAMMA DI PAOLO RIZZI

Piacenza competitiva

Visione e Obiettivi

La Piacenza che vogliamo

Piacenza dovrà diventare una città attraente per investimenti dall’esterno (sia di aziende italiane che internazionali), che generino occupazione qualificata

Piacenza (insieme alla sua provincia dovrà valorizzare le proprie eccellenze produttive, in particolare la meccatronica, la raccorderia, l’agro‐alimentare di qualità e una logistica sostenibile

Piacenza dovrà rafforzare e qualificare la propria identità turistica, valorizzando le proprie eccellenze (patrimonio artistico‐culturale, ambiente incontaminato delle valli, enogastronomia di eccellenza), cercando di mettere a frutto i successi di alcuni eventi degli ultimi anni (es. Festival del Diritto, Expo 2015, Mostra del Guercino).

Piacenza dovrà diventare una città più attraente per i giovani che vogliano avviare una propria attività, favorendo la loro imprenditorialità e creando occasioni di lavoro qualificato.

Piacenza dovrà diventare una città attraente per nuovi residenti, anche occupati in città vicine, soprattutto nell’area milanese, grazie ad un’alta qualità della vita (ambiente, architettura urbana, scuole, specializzazioni universitarie e di ricerca, vita culturale, integrazione degli stranieri, collegamenti ferroviari veloci con Milano).

Progetti

Potenziare l’ufficio dedicato al marketing territoriale. Il marketing territoriale deve essere riconosciuto come funzione strategica del Comune, cui dedicare personale qualificato, in grado di avere una visione strategica del territorio, delle opportunità di investimento che possono generarsi e della possibilità di reperire finanziamenti.

Strumenti di promozione degli investimenti sul territorio dall’Italia e dall’estero. Consolidare l’iniziativa di “Piacenza the Place” e la collaborazione con le iniziative delle associazioni di categoria, curando aspetti quali l’aggiornamento continuo delle informazioni, che dovranno essere sempre più dettagliate (quali aree, quali volumi, a che prezzi, quali incentivi sono disponibili), nonché la traduzione in lingue diverse dall’inglese.

Rafforzare lo Sportello Unico delle imprese, puntando anche ad un’unica sede fisica in cui interagiscano uffici comunali e uffici della Camera di Commercio, favorendo la semplificazione e la velocizzazione delle procedure.

Ecosistema per la ricerca, innovazione e creazione d’impresa. Rafforzare la rete/ecosistema costituita da università, Tecnopolo, laboratori di ricerca, start‐up e imprese innovative per favorire la creazione d’impresa, in particolare da parte dei giovani. Consolidare le esperienze avviate in questi anni (Urban Hub, Sportello Start‐up, Premi) e avviare strumenti di sostegno finanziario all’innovazione, avvalendosi dei bandi esistenti e cercando fonti di finanziamento esterne.

Rafforzamento di Piacenza Città Universitaria. Rafforzare e portare a compimento i progetti legati a collegio‐campus Piacenza, sotto la responsabilità dell’Assessorato al Marketing territoriale e di concerto con le università. Promuovere, di concerto con le università, specializzazione e differenziazione rispetto alle città vicine dell’offerta formativa delle sedi piacentine di Università Cattolica e Politecnico (possibili esempi: Campus delle lauree magistrali in inglese per alcune discipline; una laurea internazionale inter‐ateneo). Questo progetto richiede una partnership strategica tra Comune e Università insediate sul territorio, che dovrà essere promossa dal Comune. Riferimento di questa iniziativa è la formazione di eccellenza per la cosiddetta industria 4.0.

L’eccellenza dal nido all’università. Il comune promuoverà l’eccellenza del sistema educativo e formativo a tutti i livelli, anche come strumento di attrazione di nuova residenza a Piacenza. Il comune si farà parte attiva per incrementare ancora di più l’integrazione tra sistema formativo (scuole e università) e sistema produttivo locale, attraverso inziative quali stage, seminari, alternanza scuola lavoro eccc, in particolare in alcuni settori di eccellenza della manifattura locale (meccatronica, agro‐alimentare e enogastronomia).

Collegamento ferroviario veloce con Milano. Il Comune si farà promotore di un tavolo con le due regioni, Trenitalia, FER, TRenord e i nostri rappresentanti in Parlamento, per raggiungere finalmente l’obiettivo del collegamento  ferroviario veloce con Milano.

Partnership strategica con il Comune di Milano. Il Comune si farà parte attiva per siglare un patto strategico con il comune di Milano che riconosca l’interdipendenza economico‐logistica tra Piacenza e Milano. Contenuti del patto potrebbero essere la risoluzione dei problemi dei pendolari (nel contesto della mobilità della Grande Piacenza), ma anche la promozione congiunta di eventi culturali e/o sportivi e altro da studiare.

Piacenza città turistica. Coordinamento tra gli eventi di grande richiamo (che dovrebbero essere più frequenti), la strutturazione dell’offerta turistica regolare (percorsi, guide, promozione, ecc…) e l’indotto (hotel, ristoranti, bar, fast food, ecc..). In particolare, sul food si propone una partnership strategica tra le eccellenze locali (Università, Eataly, Ristoratori stellati, Prodotti tipici, ….).

Destination management organization, sistema di servizi e risorse coinvolte nello sviluppo e nel governo dell’offerta turistica integrata di un contesto territoriale specifico, per esaltarne le caratteristiche identitarie e di differenza competitiva. Sarà la struttura per attrarre in modo organizzato turisti, occupandosi di promuovere, commercializzare e gestire i flussi turistici di una certa destinazione, coinvolgendo gli attori operanti sul territorio (aziende anche non turistiche, istituzioni, strutture logistiche, associazioni, persone): una piattaforma di offerta turistica integrata con focus su ambiti differenti: culturale e convegnistica.

Progetto logistica sostenibile. Definire e comunicare un bilancio del polo logistico attuale che ne evidenzi anche i benefici (ad esempio la quota di dipendenti laureati in ruoli di dirigenti e quadri rispetto alla manodopera non qualificata) oltre ai problemi che richiedono i correttivi noti (intermodalità e collegamento efficace con la ferrovia, governo della viabilità in entrata e in uscita). Per ogni nuovo insediamento, definire e applicare un nuovo approccio negoziale con l’azienda che intende insediarsi, con l’obiettivo di portare a Piacenza il centro direzionale, e per ottenere compensazioni adeguate (es. sul versante dell’autonomia energetica, delle infrastrutture ferroviarie ecc..)

Piattaforma crowd‐funding. Il comune si farà promotore di una piattaforma per il crowdfunding finalizzata a promuovere iniziative delle PMI e delle start‐up innovative.

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