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I sindaci al Governo: «Liberare le risorse che i Comuni non possono usare»

I primi cittadini della Lega ai parlamentari Murelli e Pisani, che hanno già presentato gli emendamenti al decreto Cura Italia. Si tratta dei crediti di dubbia esigibilità, messi a bilancio ma inutilizzabili. La proposta, a costo zero, è quella di dimezzarli

I sindaci piacentini della Lega hanno chiesto ai parlamentari di attivarsi per far sì che dai bilanci dei Comuni venga ridotto il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Si tratta di soldi - in alcuni casi decine di migliaia di euro - che i Comuni hanno già stanziato e che, pur essendo iscritti a bilancio, non possono essere utilizzati. In pratica, un sindaco mette su tale voce dei fondi, sulla base di potenziali crediti non incassabili, congelandoli di fatto per un tempo indeterminato.

I primi cittadini del Carroccio si sono rivolti alla deputata Elena Murelli e al senatore Pietro Pisani, i quali hanno già presentato gli emendamenti al decreto Cura Italia, con la proposta, nel bilancio 2020, di abbattere del 50% questi fondi che erano stati accantonati. Una misura che è stata chiesta per il sostegno delle imprese e al rilancio economico del territorio in questo momento di profonda crisi.

A sottoscrivere la richiesta sono stati i sindaci Alessandro Chiesa (Pontedell'Olio), Manuel Ghilardelli (Ziano), Roberta Battaglia (Caorso), Andrea Balestrieri (Gossolengo), Giuseppe Bersani (Castell'Arquato) e Romeo Gandolfi (Fiorenzuola).

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