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«Il 18 marzo ricorderemo i morti e chi ha combattuto il coronavirus»

Votato alla Camera il progetto di legge di Murelli (Lega), prima firmataria, per il Giorno della memoria. «Grazie a chi è stato in prima linea e a Camisa che mi ha suggerito l’importanza della commemorazione»

«Ogni 18 marzo marzo, l’Italia si fermerà per ricordare chi ha perso la vita lottando contro il Coronavirus. 35 mila morti e 245mila contagi: il Covid ha devastato il nostro Paese, lasciando cicatrici indelebili». Lo ha dichiarato la deputata della Lega, Elena Murelli, prima firmataria di un progetto di legge votato il 23 luglio, alla Camera, a larghissima maggioranza. Il provvedimento è diventato testo unico insieme ad altre proposte di legge, presentate da altri partiti politici. «Un atto doveroso del Parlamento verso tutte le vittime e le loro famiglie». Il testo ora passerà al Senato.

«La giornata in memoria delle vittime dell’epidemia, includendo anche chi in prima linea ha combattuto il virus, salvato vite nell’emergenza, magari perdendo anche la propria, è un atto doveroso» ha affermato Murelli. «Non dimentico - ha continuato - le immagini strazianti della coda dei mezzi mortuari che partivano da Bergamo o degli ospedali e dei pronto soccorso pieni, i medici e gli infermieri stremati. E Piacenza, purtroppo, ha il triste primato del maggior numero di morti in rapporto alla popolazione. Il Covid ha portato via i nostri cari, generazioni che hanno fatto la storia del nostro Paese e che è giusto ricordare». Murelli ringrazia poi Cristian Camisa, vice presidente nazionale di Confapi, il quale le suggerì l’idea della ricorrenza.

Murelli conclude: «L’epidemia ha fatto maturare la consapevolezza che, al di là delle distinzioni politiche, ci siano dei valori condivisi, e ci ha portato a creare questo testo unico che vuol essere memoria storica e al tempo stesso un ringraziamento a medici, infermieri, volontari, associazioni, imprenditori, commercianti, camionisti e lavoratori che hanno lottato e lavorato in quei mesi drammatici».

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