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Il Cal ha deciso: Piacenza e Parma un'unica provincia

Oltre a Bologna Metropolitana in Emilia nascono la Provincia di Piacenza e Parma e quella di Reggio Emilia e Modena; rimane la Provincia di Ferrara, mentre Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna si uniscono nella Provincia di Romagna

E’ solo uno dei passaggi che dovrebbero portare la nostra provincia a scomparire e a essere fagocitata da Parma. Oggi, 1 ottobre, a Bologna, il Consiglio per le autonomie locali (Cal) ha ratificato ciò che si sapeva da tempo: Piacenza andrà con Parma. Riordino delle province, e referendum, permettendo. Perché non è detto che alla fine le province vengano tagliate da questo governo. “Abbiamo scelto il male minore - ha commentato il presidente della Provincia, massimo Trespidi - ed evitato di finire nella Grande Emilia. Abbiamo fatto, però, allegare la delibera con la richiesta di referendum che è diventata un atto ufficiale”. Il caos politico e i tempi lunghi per il voto di Camera e Senato sul riordino fanno ben sperare chi non voleva chiudere questi Enti locali. “Il decreto - ha commentato Trespidi - che è un documento pasticciato, non credo vedrà la luce in questa legislatura”. Le Province dell'Emilia-Romagna scendono da nove a quattro più la Città metropolitana di Bologna: lo ha deciso il Cal, riunito in mattinata al gran completo, approvando un ordine del giorno per il riordino chiesto dalla Spending Review. Oltre a Bologna Metropolitana, dunque, in Emilia potrebbero nascere la Provincia di Piacenza e Parma e quella di Reggio Emilia e Modena; rimane la Provincia di Ferrara, mentre Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna si uniscono nella Provincia di Romagna. La proposta è stata approvata senza alcun voto contrario, ma con l'astensione del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e non hanno partecipato al voto le presidenti delle Province di Bologna, Beatrice Draghetti, e di Reggio Emilia, Sonia Masini, insieme a due Comuni del Reggiano e al sindaco di Sassuolo, Luca Caselli.  Rispunta quindi lo scontro a sinistra, interno al Pd, in particolare tra Reggio e Modena. Reggio, tra l’altro, aveva ancora chiesto di votare di votare come una sola provincia la grande area che va da Modena a Piacenza. Tutti i presenti i quattro piacentini aventi diritto a partecipare al voto: oltre a Trespidi, c’erano i sindaci Paolo Dosi (Piacenza), Gian Luigi Molinari (Vernasca) e Franco Albertini (Pecorara). Ora la proposta passa alla Regione, che dovrà deliberare il proprio parere in Assemblea legislativa entro il 23 ottobre e inviarlo al Governo entro il 31 ottobre. Poi il Governo dovrà vagliare tutto in Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali (sede dove dovrà decidere anche cosa fare con le Regioni che non hanno completato l'iter) prima di approvare l'intero riordino in Parlamento. Per quanto le intenzioni a Roma siano di chiudere la partita entro l'anno, lì le scadenze diventano meno certe: non solo il Governo non si è fissato i propri tempi, ma manca ancora il Dpcm (Decreto della presidenza del Consiglio) di riparto ai Comuni delle funzioni non più governate dalla Province, e delle relative risorse, che era atteso entro il 5 settembre. 

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