Il centrodestra a Levoni e all’opposizione: «Pums condiviso, discusso e approfondito»

I capigruppo del centrodestra rispondono ad Antonio Levoni, che ha abbandonato l’aula all’inizio della discussione sul piano della mobilità: «Da lui un tardivo ravvedimento sui contenuti del Pums»

«Non dubitiamo del fatto che il consigliere Antonio Levoni possa avere altri riferimenti e seguire altri dettami che non quelli di un Decreto Ministeriale, ma siamo certi della correttezza, della trasparenza e della legittimità dell’iter seguito dalla maggioranza di centrodestra nella presentazione del nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile del Comune di Piacenza. Un percorso, oltretutto,  condiviso da tutti i rappresentanti dei partiti , sia di maggioranza sia di minoranza, nella conferenza dei capigruppo. Se poi il capogruppo dei Liberali Piacentini ha preferito non presentarsi alle riunioni in cui venne affrontata la questione o rimanere silente è altra cosa: di certo non può poi lamentarsi se la sua richiesta di sospendere i lavori del consiglio comunale non sia stata accolta».‎ Con queste parole i capigruppo di Forza Italia (Sergio Pecorara), Fratelli d’Italia (Giancarlo Migli), Lega Nord (Carlo Segalini) e Gruppo Misto (Michele Giardino) replicano alle tesi espresse dal consigliere Levoni in consiglio comunale, volte ad impedire la presentazione del Pums da parte dell’assessore Paolo Mancioppi.

«Una richiesta – continua la nota dei rappresentanti del centrodestra – a cui si sono, in modo del tutto incoerente associati quegli stessi consiglieri di minoranza che non solo avevano condiviso l’iter per la presentazione del Pums nella conferenza dei capigruppo, ma - fatto ancora più sconcertante e che ne attesta la pochezza politica, oltre a quella personale - presentato specifici ordini del giorno da discutere proprio in quel consiglio comunale di cui hanno poi chiesto la sospensione». «Il Decreto Ministeriale che disciplina la procedura di presentazione e adozione del PUMS - entrano nel dettaglio Pecorara, Migli, Antonio Levoni-6Segalini e Giardino - con buona pace di coloro che lo evocano a sproposito, prevede che lo stesso possa essere prima adottato dalla Giunta, in modo da aprire la fase di presentazione delle osservazioni (60 giorni) e, dopo le controdeduzioni, essere sottoposto per l'approvazione al consiglio comunale. L’assessore Mancioppi, come convenuto nella conferenza dei capigruppo, si è fatto carico di estendere ulteriormente la fase partecipativa dei consiglieri comunali e, dopo aver presentato il Piano a parti sociali, consulte e portatori di interesse, lo ha illustrato  in commissione consiliare e, successivamente, in consiglio comunale proprio perché la Giunta prima di adottarlo potesse tenere conto anche di eventuali contributi condivisi dal consiglio comunale. Detto supplemento di confronto e di discussione, non dovuto per Legge, è stato non solo largamente condiviso anche dai capigruppo ma pure rafforzato avendo soprattutto quelli di minoranza richiesto non una, ma due commissioni dedicate alla questione - come infatti sono state tenute - prima dell’approdo del Pums in consiglio comunale per la sua presentazione».

«Mai nessuno - né il consigliere Levoni di cui non vi è traccia di intervento contrario nelle conferenze dei capigruppo alle quali ha inteso partecipare, nè i capigruppo di minoranza che avevano in più occasioni sollecitato un dibattito sul Pums in Consiglio comunale - ha criticato l'iter seguito, che va - concludono i capigruppo del centrodestra - nella direzione della massima trasparenza e condivisione di un  piano fondamentale per lo sviluppo della nostra città e che merita, quindi, la massima attenzione e partecipazione. L’invio di una mail da parte del consigliere Levoni sabato pomeriggio, a due giorni del dibattito in consiglio comunale del Pums, a uffici chiusi, senza sottoscrizione dell'istanza da parte del presentatore, volto a richiedere una modifica di un iter in più occasioni condiviso dalla conferenza dei capigruppo, va letto tutto al più come un tardivo ravvedimento del capogruppo dei Liberali Piacentini e non certo come una forzatura, per di più a sproposito definita illegittima, da parte della maggioranza di centrodestra. Quanto alla minoranza meglio non parlare: come sempre su di uno stesso tema sa essere uno, nessuno e centomila».

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