Il centrodestra locale si ricompatta contro il Referendum Costituzionale

Serata informativa in programma venerdì 14 ottobre alla Circoscrizione 3: presenti i vertici di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia

Foti, Tagliaferri, Papamarenghi, Rancan, Pisani e Pozzi

È stata convocata da tutti e tre i partiti del centrodestra una serata di confronto sul Referendum. «Lo facciamo per cercare di iniziare dalla città a far sentire la nostra voce sul Referendum Costituzionale del 4 dicembre – spiega il consigliere regionale della Lega Matteo Rancan -. Perciò venerdì 14 ottobre, alle ore 21, presso la sala dell'ex circoscrizione 3 di via Martiri della Resistenza 8, tutti i vertici dei tre partiti illustreranno le ragioni del No al Referendum». «Ritengo estremamente importante – ha detto il sindaco di San Giorgio Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) - diffondere la nostra opinione negativa sul Referendum, avulso dalla realtà. La gente ha bisogno di altro, il centrodestra compatto si presenta a questo voto avendo in mente quelle che sono le sfide a breve termine che si porranno per le prossime Elezioni locali. La volontà del Governo è quella di non tenere conto della gente. È una finta riforma, sotto al vestito non c’è niente».

«Sono poche le occasioni – è il parere del coordinatore di Forza Italia e sindaco di Lugagnano Jonathan Papamarenghi - in cui siamo chiamati al voto. Su questa partita vogliamo impegnarci per far votare in modo consapevole i cittadini. L’incontro di venerdì è indirizzato soprattutto agli amministratori. Se passa il Sì avremo un Senato di non eletti, venduto con la scusa dell’abbattimento dei costi della politica. Gli amministratori si confrontano in Provincia già con un ente di secondo livello che non rappresenta i cittadini. Con loro vogliamo dare questo segnale ai 48 comuni della Provincia. Un No convinto, non solo per mandare a casa qualcuno. Ci vengono buttati anche in modo irrispettoso tanti specchietti per le allodole in questi giorni. Il premier sta facendo promesse elettorali che ricordano gli 80 euro. Non vogliamo che il giorno dopo il 4 dicembre i cittadini paghino queste promesse».

«Parlo da cittadino – ha invece dichiarato Pietro Pisani, segretario provinciale Lega Nord - più che da esponente politico. Bisogna rispondere a questo governo autoritario che vuole tagliare la democrazia. La Costituzione ci ha permesso di vivere in pace per 70 anni, non può essere stravolta. I cittadini devono potersi esprimere. Renzi ci sta governando anche se non è stato eletto, vuole fare dell’Italia una casa in cui comandano “gli amici degli amici”. Pertini disse che quando si calpesta la democrazia le persone devono intervenire anche in modo violento. Perciò noi diciamo basta. Benigni diceva che era la più bella del mondo, ora ha cambiato idea».

«Gli amministratori – ha aggiunto Corrado Pozzi (Lega Nord) - sono quelli che sono l’anello di congiunzione tra lo Stato canaglia e le esigenze del territorio. Devono sapersi districare, sono il nostro altoparlante, la nostra voce nelle aspettative. Ben vengano, vogliamo che loro siano i testimoni di quello che noi pensiamo. Le tre forze politiche hanno trovato questo mezzo di comunicazione importante».

«Il dramma vero su Benigni – ha ripreso Pisani Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - è che di comici ce ne sono tanti. Lui è passato a cambiarla dopo aver detto che era la più bella del mondo. Renzi ha il complesso di non essere nato a Collodi, ma in realtà lo è. Il centrodestra avrà sbagliato, ma quando è stata la Riforma Costituzionale, aveva una sua coerenza: erano previsti pesi e contrappesi, presidenzialismo e federalismo, risparmi per i cittadini. Troppo comodo ora dire che verranno tagliati alcuni parlamentari. Renzi poteva modificare un solo articolo: quello sull’imposizione fiscale, introducendo il limite oltre la quale lo Stato non può prelevare soldi al cittadino, così come nella Costituzione americana. Mentre Renzi fa annunci ad Assolombarda sulla Finanziaria, mentre non si trovano i soldi per coprire 18mila esodati. Il gioco delle tre carte non lo fanno neanche più davanti agli autogrill. Renzi deve smetterla di fare il prestigiatore, gli riesce meglio fare il burattino». L’incontro, a detta degli organizzatori, è aperto anche al Comitato del Sì, qualora volessero confrontarsi nel merito del testo. 

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