«Il centrodestra non deve preoccuparsi di vincere, ma di saper governare»

Il direttore de "Il Giornale" Alessandro Sallusti ha partecipato a un incontro nell'ex circoscrizione 3 organizzato da Gloria Zanardi (Fi). «Renzi è cattivo, Grillo mi fa paura»

Alessandro Sallusti

Un centrodestra che deve chiedersi se è in grado di governare insieme, piuttosto che pensare alla vittoria, comunque possibile. Così Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”, è intervenuto a un incontro pubblico promosso da Gloria Zanardi, consigliere comunale di Ottone ed esponente locale di Forza Italia, e moderato dal giornalista Andrea Pasquali.

Sallusti ha risposto alle domande di Pasquali e del numeroso e vivace pubblico presente. «Renzi - ha esordito - al vertice del Pd era un’anomalia: un democristiano a capo del più grande partito comunista d’Europa. La sinistra ha fatto cose un po’ strane e bizzarre e contro natura per combattere Berlusconi. Con il Pds non c’era modo di contrastarlo, tolsero la “S” per mettere insieme comunisti (a maggioranza) e dc. Ma i primi si sono distratti e si sono fatti portare via il partito, si sono ribaltate le forze interne dopo qualche anno. Ora sono tutti democristiani e gli ex comunisti se ne sono andati. Con la scissione c’è più chiarezza almeno. La domanda ora è: “che diavolo vuol fare Renzi nella vita? Lui non è ideologico, ha scalato la sinistra, ha i requisiti per essere leader, è la persona più cattiva del mondo, non è uno stupido. Fino a due mesi fa si credeva il padrone d’Italia, ora ha capito che ci vuole qualche alleato. Comunque rimane inaffidabile. La destra invece, con Berlusconi vivo e regnante, al contrario del Pd, non è scalabile da nessuno».

«Gli americani - ha proseguito Sallusti - non vedono di buon occhio la sinistra europea, perciò hanno apprezzato la Forza Italia agli albori, la Lega Nord, e ora il Movimento 5 Stelle. Perché pensano che il nemico è la sinistra, per loro il "nemico del nemico" è un amico. Questi movimenti poi quantomeno stanno costringendo i partiti tradizionali a cambiare la propria agenda politica. Mesi fa era impensabile che a sinistra parlassero di legittima difesa, di contrasto all’immigrazione. I movimenti fanno prendere coscienza, ricordano qual è la vera agenda di un Paese. Sono una “bella sveglia” per i partiti».

Il centrodestra unito può lottare contro il Movimento 5 Stelle? «A me fa paura Grillo, è un mascalzone, ci prende per il culo. L’idea di finire nelle mani di Di Maio…I comunisti sono gente seria almeno, chiara. Questo è un comico che insulta sul blog e non si prende la responsabilità. È un vigliaccio, un ipocrita». Il direttore ha detto la sua sui partiti del centrodestra. «Il centrodestra in natura non doveva esistere, perché metteva insieme statalisti ex missini, secessionisti della Lega e liberali di Forza Italia. Sono stati insieme grazie alla pazienza e al carisma e anche i soldi di Silvio Berlusconi. Questa roba non ha funzionato bene però, anche Berlusconi lo ammetterebbe se fosse qui a Piacenza stasera». Oggi è replicabile? «Berlusconi non è più quello del ’94 e non può candidarsi, al posto di Bossi c’è Salvini e al posto di Fini c’è la Meloni. Si può vincere ancora, ma non è questa la domanda. Il tema è: può, dopo aver vinto, governare veramente per cambiare il Paese? Con leader che litigano tra loro tutti i giorni credo che sia difficile. Mi piacerebbe che s’impegnassero di più per poterlo governare: in passato abbiamo avuto tanti problemi con Fini, Casini, Alfano, Follini, ecc.». Però il centrodestra è un’alternativa. «Dopo di noi - Sallusti utilizza il "noi" riferendosi alla comunità del centrodestra - non c’è altro. E poi penso che Berlusconi avrà qualche colpo a sorpresa, intuisco che in testa ha qualcosa. Comunque il successore di Berlusconi non c’è, non esiste. Si pensava al successore di Pelè, ma Maradona è arrivato vent’anni dopo, e Messi ancora dopo altri vent’anni».

Il leader del centrodestra unito al momento non c’è. «Salvini e la Meloni sono amati dal loro elettorato, ma non sono trasversali. E in Forza Italia non c’è un leader ad eccezione di Berlusconi. Così è difficile contrastare Grillo che prende con un unico movimento il 30%».

Sallusti ha parlato anche dei colleghi Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro, alle prese con una faida personale. «Feltri è il mio padre giornalistico, è il più grande giornalista di quest’area, paragonabile a Scalfari nell’altro campo. Però è uno che cambia spesso idea, sui giornali e sulle battaglie. E ora Belpietro gli ha portato via tanti giornalisti di “Libero” e tante copie». Due parole anche per i suoi problemi con l’Ordine dei Giornalisti e con la giustizia. «Sono stato condannato per omesso controllo. De Bortoli al Corriere aveva più problemi di me, Travaglio lo stesso, ma i giudici fanno quello che vogliono. C’è stata una furia giustizialista nei miei confronti, un giudice mi ha denunciato perfino nei 7 giorni in cui non ero più direttore ancora per “omesso controllo”. Questi giudici sono incapaci, agiscono in malafede. L’omesso controllo lo hanno fatto loro nei miei confronti».

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